Intervista a Elena Fontanella: «Lavoro per una nuova centralità dell’arte e della cultura italiana in Spagna»

Intervista a Elena Fontanella: «Lavoro per una nuova centralità dell’arte e della cultura italiana in Spagna» (Il Giornale dell’Arte – 01/07/2026)

Abbiamo rivolto qualche domanda alla direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid: «Vorrei aprire un ristorante stellato e ampliare gli spazi di coworking e le foresterie per le residenze di artisti e ricercatori. Come? Con l’aiuto di aziende italiane presenti in Spagna».

La definizione «di chiara fama» indica una persona che gode di grande prestigio, notorietà e autorevolezza nel proprio campo. Il termine è usato anche in senso giuridico per professionisti di eccezionale valore per i quali esistono normative ad hoc che consentono la loro chiamata per incarichi eccezionali. Attualmente su una rete complessiva di 88 Istituti Italiani di Cultura (IIC) nel mondo, solo otto sono guidati da un direttore nominato per «chiara fama». Si tratta di Istituti che svolgono, o ambiscono a svolgere, un ruolo strategico particolarmente importante e uno di questi è quello di Madrid, alla cui direzione è stata nominata Elena Fontanella (Torino, 1964), giornalista, saggista, curatrice museale e docente universitaria, nota soprattutto per la sua attività nella diplomazia culturale e nella valorizzazione del patrimonio storico artistico.

Maribel López, ex direttrice di ARCO Madrid, guiderà la Fondazione Miró

Maribel López, ex direttrice di ARCO Madrid, guiderà la Fondazione Miró (Il Giornale dell’Arte – 30/06/2026)

L’indiscrezione è giunta poche ore prima della ratifica della nomina da parte del Consiglio d’amministrazione dell’istituzione.

La notizia della nomina di Maribel López (Barcellona, 1973) alla direzione della Fondazione Miró di Barcellona è stata rivelata stamattina, 30 giugno, dal quotidiano barcellonese «La Vanguardia». La notizia si attendeva per questa sera dopo la riunione, convocata per le ore 18, del Patronato (Consiglio d’amministrazione) della Fondazione incaricato di ratificare la scelta della giuria. Maribel López, che sostituisce Marko Daniel, dal 2018 dirigeva ARCO Madrid, la più importante fiera d’arte contemporanea della Spagna, incarico che abbandona sorprendentemente nonostante il rinnovo del contratto triennale con l’istituzione madrilena.

Barceló torna a Barcellona

Barceló torna a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 22/06/2026)

Abbiamo intervistato l’artista che inaugura la sua prima mostra in una galleria catalana in 30 anni, in attesa di sapere se sarà il prescelto per decorare la Facciata della Gloria della Sagrada Familia.

Sono passati 30 anni da quando Miquel Barceló (Felanitx, 1957) inaugurò la sua ultima mostra in una galleria di Barcellona. Era la storica Salvador Riera e quando il suo proprietario morì nel 1994, non si preoccupò di cercare un altro rappresentante, tanto c’erano le istituzioni a ricordarsi di lui come la Pedrera che dedicò una mostra alle sue ceramiche due anni fa. Adesso torna a Barcellona, grazie a uno dei grandi del gallerismo spagnolo Artur Ramon, per mostrare una serie spettacolare di incisioni inedite realizzate proprio nella capitale catalana, dal 2010 al 2026.

Il martirio che valse a El Greco l’ostracismo di Filippo II è pronto per essere restaurato

Il martirio che valse a El Greco l’ostracismo di Filippo II è pronto per essere restaurato (Il Giornale dell’Arte – 17/06/2026)

Sono state avviate le operazioni di ripristino del «Martirio di san Maurizio e della Legione tebana», conservato nel Monastero di San Lorenzo dell’Escorial.

«Sono ormai due mesi che abbiamo iniziato il restauro del “Martirio di san Maurizio e della Legione tebana”, un capolavoro di eccezionali dimensioni e dalla storia particolarmente interessante. Il lavoro procede bene, ma non possiamo affermare con certezza quando sarà concluso perché non dipende da noi, ma dall’opera. Man mano che il lavoro avanza, appaiono danni nascosti a cui dobbiamo porre rimedio: è il quadro che comanda. Alla fine non è importante il tempo impiegato, ma il risultato». Lo afferma Rafael Alonso, restauratore del Museo del Prado dal 1978, nonché uno dei principali esperti mondiali dell’opera di Domínikos Theotokópulos, El Greco, del quale ha restaurato oltre 90 opere.

(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.473, Giugno 2026)

Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso

Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso (Il Giornale dell’Arte – 16/06/2026)

Cento giorni di arte contemporanea, industria e territorio con oltre 40 artisti internazionali e 13 spazi espositivi trasformano la città asturiana.

Il Parque Ferrera di Avilés, nelle Asturie, ha fatto da cornice all’inaugurazione ufficiale della prima edizione della Bienal Climática: Arte, Industria y Territorio (bienalclimatica.org), un evento che con il motto «Ensayar lo inesperado» (Provare l’inatteso), fino al 20 settembre trasforma la città asturiana in un laboratorio culturale. All’atto inaugurale era presente il ministro della Cultura spagnolo, Ernest Urtasun, che ha inquadrato l’evento nella vocazione di Avilés: «Una città segnata dall’industria che conosce bene la parola trasformazione e che ha saputo reinventarsi senza rinunciare alla propria identità», alludendo all’apertura nel 2011 del Centro Niemeyer, sede, nei prossimi mesi, anche della Biennale Climatica.

 

Cgac: la nuova direttrice imposta dalla Xunta de Galicia scatena la rivolta del mondo spagnolo dell’arte

Cgac: la nuova direttrice imposta dalla Xunta de Galicia scatena la rivolta del mondo spagnolo dell’arte (Il Giornale dell’Arte – 15/06/2026)

Al Centro di Santiago de Compostela le proteste sono esplose quando il governo autonomo locale ha modificato i requisiti per accedere al concorso della nuova direzione, limitando la candidatura principalmente a funzionari dell’amministrazione pubblica.

La polemica che scuote il Centro Galego de Arte Contemporánea (Cgac) di Santiago de Compostela, secondo molti professionisti del settore, non nasce con la recente nomina della nuova direttrice, ma affonda le sue radici in un processo lento e progressivo di deterioramento che si protrae da anni e che alcuni leggono come il risultato di una strategia del governo locale del Partito Popolare volta a rafforzare il controllo sull’istituzione e a ridurne l’autonomia.

Nell’anno di Gaudí papa Leone XIV benedice la Torre di Gesù nella Sagrada Familia

Nell’anno di Gaudí papa Leone XIV benedice la Torre di Gesù nella Sagrada Familia (Il Giornale dell’Arte – 11/06/2026)

La visita a Barcellona del pontefice, la prima da 16 anni, sancisce la fine della costruzione aerea del capolavoro dell’architetto e «venerabile» catalano. Ora è la chiesa più alta del mondo.

In questi giorni della visita di Stato attraverso la Spagna, non si è forse ricordato a sufficienza che la presenza di papa Leone XIV in origine  è stata organizzata con l’obiettivo di inaugurare e benedire la Torre di Gesù che, dopo 144 anni di costruzione, conclude la parte «aerea» della Sagrada Familia di Barcellona e con i suoi 172,5 metri rende oggi la cattedrale di Antoni Gaudí la chiesa più alta del mondo. Per questo il motto del viaggio papale è stato «Alza lo sguardo», sottinteso «alla Basilica», la cui prima pietra fu posta durante il papato di Leone XIII, nel 1882.

 

Nel giorno del Papa a Barcellona, Valentí Roma nominato direttore del Macba

Nel giorno del Papa a Barcellona, Valentí Roma nominato direttore del Macba (Il Giornale dell’Arte – 10/06/2026)

Lo scrittore e storico dell’arte, eletto all’unanimità, era stato rimosso dall’incarico di capo curatore del museo nel 2015.

Con un tempismo per lo meno discutibile e che ha stupito molti addetti ai lavori, il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) ha annunciato il nuovo direttore il giorno della visita alla Sagrada Familia di papa Leone XIV. Sarà Valentín Roma (Ripollet, 1970), che negli ultimi nove anni ha diretto il Virreina Centre de la Imatge, scelto all’unanimità dalla giuria. La nomina può leggersi come una sorta di scusa e riparazione da parte di un museo che lo aveva rimosso dalla carica di capo curatore nel 2015, in seguito alla crisi scatenata dalla mostra «La Bestia e il Sovrano», in cui si era esposta una scultura di Ines Doujak che raffigura il «re emerito» Juan Carlos sodomizzato da una donna indigena.

Barcellona è pronta per trasformarsi in Capitale Mondiale dell’Architettura Unesco-Uia

Barcellona è pronta per trasformarsi in Capitale Mondiale dell’Architettura Unesco-Uia (Il Giornale dell’Arte – 05/06/2026)

La città ospiterà dal 28 giugno al 2 luglio 10mila professionisti e 250 relatori, per un totale di oltre 1.500 eventi culturali focalizzati su sostenibilità e trasformazione urbana, distribuiti nei dieci distretti. Ad aprire le danze, l’inaugurazione della Torre di Gesù, l’ultima delle torri centrali della Sagrada Familia ad essere completata.

La città catalana è Capitale Mondiale dell’Architettura Unesco-Uia (Unione Internazionale degli Architetti) per il 2026, un anno storico per il centenario della morte di Antoni Gaudí, commemorato da molte iniziative e dal completamento delle torri centrali della Sagrada Familia, che culminerà con la visita di papa Leone XIV tra l’8 e il 10 giugno per l’inaugurazione della Torre di Gesù.

(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.473, Giugno 2026)

Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche

Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche (Il Giornale dell’Arte – 03/06/2026)

È un’edizione strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta.

Dopo la fatidica settimana della vernice della 61ma Biennale d’Arte gli addetti ai lavori, accorsi in massa, hanno abbandonato Venezia in direzione di altri eventi, perché il circo dell’arte non si ferma mai. È stata una Biennale strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta. Come giornalisti non possiamo lamentarci: non sono certo mancati i titoli, anche se parevano preoccupantemente omogenei.