Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche

Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche (Il Giornale dell’Arte – 03/06/2026)

È un’edizione strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta.

Dopo la fatidica settimana della vernice della 61ma Biennale d’Arte gli addetti ai lavori, accorsi in massa, hanno abbandonato Venezia in direzione di altri eventi, perché il circo dell’arte non si ferma mai. È stata una Biennale strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta. Come giornalisti non possiamo lamentarci: non sono certo mancati i titoli, anche se parevano preoccupantemente omogenei.

La Bienal entre protestas, bizarrías y descubrimientos

La Bienal entre protestas, bizarrías y descubrimientos (Bonart – 14/05/2026)

La estructura de los pabellones nacionales y los premios pierden legitimidad en una Bienal marcada por las tensiones geopolíticas y la crisis institucional.

La semana inaugural de la 61ª Bienal de Venecia ha terminado y los profesionales del sector que acudieron en masa a la denominada “vernice” se han marchado ya a otros eventos. Ahora le toca al público expresar su opinión y por primera vez en la historia de la manifestación nacida en 1895, también otorgar los Leones, los prestigiosos premios que se otorgan desde el 1949, cuando lo ganó entre otros Henri Matisse. Huérfanos de jurado, ya que sus integrantes dimitieron en bloque debido a la presencia de Israel y Rusia (y Estados Unidos, añadiría yo), países que pisotean el derecho internacional, la responsabilidad de otorgar estos (hasta ahora) tan prestigiosos reconocimientos recae en los visitantes: del juicio crítico reflexionado y motivado, se pasa a la encuesta de corte populista.

Biennale di Venezia: Hablar de arte, es hablar de política

Biennale di Venezia: Hablar de arte, es hablar de política (Bonart – 06/05/2026)

Entre polémicas, cuerpos y archivos: contrastes y paradojas en una Bienal de Venecia marcada por la desigual recepción de los pabellones y el peso de la presencia española.

«El arte es más poderosa de cualquier prepotencia» ha afirmado Pierangelo Buttafuoco, presidente de la Biennale di Venezia, el primer día de la célebre ‘vernice’, que hasta el sábado abrirá las puertas del circo del arte solo a los profesionales con rigurosa invitación. Luego el recorrido de la polémica se abrirá a todos. El Pabellón de los Estados Unidos no tiene ni siquiera críticas, es tan ajeno a cualquier interés que las colas de otras ediciones han sido sustituidas por la indiferencia de salas vacías y gente superándolo apresuradamente hacia otras destinaciones.

Per Manifesta Ruhr 16 oltre 100 artisti si appropriano di 12 edifici religiosi

Per Manifesta Ruhr 16 oltre 100 artisti si appropriano di 12 edifici religiosi (Il Giornale dell’Arte – 29/05/2026)

L’architetto catalano Josep Bohigas presenta la nuova edizione della biennale nomade nella regione tedesca epicentro della rivoluzione industriale europea.

Ritorna Manifesta e lo fa con «This is not a church» (Questa non è una chiesa), un progetto particolarmente ambizioso, concepito in occasione del 30mo anniversario della biennale nomade europea, fondata nel 1996 a Rotterdam da Hedwig Fijen, ancora alla guida del progetto. L’evento si svolgerà per 15 settimane, dal 21 giugno al 4 ottobre, nella regione della Ruhr, in Germania, e concretamente in quattro città: Bochum, Essen, Duisburg e Gelsenkirchen.

(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.472, Maggio 2026)

PhotoEspaña riflette sulle nuove sfide dell’immagine

PhotoEspaña riflette sulle nuove sfide dell’immagine (Il Giornale dell’Arte – 12/05/2026)

Alla 29ma edizione del festival di fotografia trionfano le donne: sono il 65% dei 300 artisti e fotoreporter partecipanti.

Il fotogiornalismo è uno dei punti forti della 29ma edizione di PhotoEspaña, il festival di fotografia e arti visive, che si tiene a Madrid e dintorni dal 13 maggio al 13 settembre. La kermesse internazionale è organizzata da La Fabrica, un’impresa spagnola fondata nel 1995, dedicata alla creazione e alla gestione di progetti culturali, a cui si sommano istituzioni pubbliche e private, grandi musei, centri d’arte, gallerie e anche spazi indipendenti e alternativi.

Barcellona: musei in cerca di direzione

Barcellona: musei in cerca di direzione (Il Giornale dell’Arte – 05/05/2026)

Dal Macba al Museo Picasso, alla Fondazione Miró, è tempo di cambiamenti nei grandi musei catalani: rispecchiano una situazione di crisi generalizzata o sono solo normali transizioni?

Dal 2 maggio la valenziana Rosario Peiró, per anni membro della squadra di Manuel Borja-Villel prima nel Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona (Macba) e poi nel Museo Reina Sofía di Madrid, è la nuova direttrice del Museo Picasso di Barcellona. Nominata in seguito a un concorso pubblico, sostituisce Emmanuel Guigon, che ha guidato il museo della calle Montcada negli ultimi dieci anni, fino al suo pensionamento.

Doppio omaggio a Venezia: i 100 anni dello Iuav e i 20 di Muntadas «insegnante»

Doppio omaggio a Venezia: i 100 anni dello Iuav e i 20 di Muntadas «insegnante» (Il Giornale dell’Arte – 29/04/2026)

L’artista catalano ha sempre dedicato una parte importante del suo lavoro creativo alla docenza e alla supervisione dei progetti degli studenti. Ora è in mostra fino al 29 maggio nella sede Terese dell’Università Iuav.

Nata e cresciuta a Venezia, città laboratorio per eccellenza, l’Università Iuav celebra quest’anno i 100 anni dalla sua fondazione: un intero secolo di storia durante il quale ha intrecciato, fin dall’inizio, ricerca, didattica e sperimentazione progettuale. Il progetto come strumento critico per leggere, interpretare e trasformare il mondo contemporaneo è stato sempre un punto nevralgico del suo programma. Non stupisce quindi che l’artista catalano Antoni Muntadas (Barcellona, 1942), seppur conteso dalle università di mezzo mondo, l’abbia scelta come sua seconda casa per sei mesi all’anno, durante i quali affianca alla sua pratica creativa la docenza nel Corso di laurea magistrale in Arti visive e Cinema espanso.

«EVITADA» Josep Piñol y Roberta Bosco @ EUFONIC

Presentación de proyecto / Conferencia en el marco del Festival Eufònic 2026.

¿Qué ocurre cuando una obra de arte decide no existir? Josep Piñol y Roberta Bosco presentarán el proyecto Evitada.

Artista conceptual y performativo, Josep Piñol presentará “Evitada”, una performance, realizada en el Museu Tàpies en el marco del cierre del ciclo Museu Habitat y comisariada por Roberta Bosco, que convierte la suspensión en un acto creativo. A partir de la decisión de no hacer, la pieza evitó la emisión de miles de toneladas de CO₂ y plantea una pregunta de fondo: ¿hay que seguir creando en tiempos de crisis climática, cuando cada acción deja una huella sobre el mundo?

Fecha: Viernes, 17 de julio de 2026
Horario: 10.15 horas
Lugar: Centre d’Art i Cultura de Tortosa.

Eufònic Pro 2026, encuentro profesional de Eufònic dedicado al arte digital, las prácticas contemporáneas, la investigación artística y la relación entre arte, ciencia y territorio. Se celebra los días 16 y 17 de julio de 2026 en Tortosa.

[ANTECEDENTES: Evitada en el marco del proyecto Museu Habitat, el 4 de octubre 2025 en el Museu Tàpies de Barcelona].

La Coppia reale di Goya resterà per sempre a Siviglia

La Coppia reale di Goya resterà per sempre a Siviglia (Il Giornale dell’Arte – 21/04/2026)

Termina il lungo contenzioso tra la multinazionale Altadis e lo Stato spagnolo, a cui il Tribunale Supremo ha riconosciuto la proprietà dei due ritratti (quello di Carlo IV e della moglie Maria Luisa di Parma), che saranno conservati nel Museo delle Belle Arti della capitale andalusa.

Ormai è una certezza: i due ritratti di Goya commissionati dalla Reale Fabbrica di Tabacco di Siviglia nel 1789, per commemorare l’incoronazione di Carlo IV e Maria Luisa di Parma, rimarranno permanentemente nella capitale andalusa. Dopo una lunga battaglia legale tra la multinazionale di tabacco Altadis e lo Stato spagnolo, conclusasi lo scorso marzo con la sentenza del Tribunale a favore di quest’ultimo, il Ministero della Cultura ha annunciato che i due dipinti passeranno a formare parte della collezione permanente del Museo delle Belle Arti di Siviglia.

Il Prado commemora il dipinto di Goya esportato illegalmente

Il Prado commemora il dipinto di Goya esportato illegalmente (Il Giornale dell’Arte – 14/04/2026)

Il rientro in Spagna nel 1986 del ritratto della Marchesa di Santa Cruz segnò una svolta nella difesa del patrimonio culturale.

A Madrid il Museo del Prado celebra il 40mo anniversario del ritorno in patria del ritratto della Marchesa di Santa Cruz, opera di Francisco de Goya: un evento storico non solo perché la Spagna recuperò un’opera fondamentale del suo patrimonio artistico, ma anche e soprattutto perché segnò una svolta nella tutela legale del patrimonio culturale contro l’esportazione illecita.