Intervista a Elena Fontanella: «Lavoro per una nuova centralità dell’arte e della cultura italiana in Spagna»

Intervista a Elena Fontanella: «Lavoro per una nuova centralità dell’arte e della cultura italiana in Spagna» (Il Giornale dell’Arte – 01/07/2026)

Abbiamo rivolto qualche domanda alla direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid: «Vorrei aprire un ristorante stellato e ampliare gli spazi di coworking e le foresterie per le residenze di artisti e ricercatori. Come? Con l’aiuto di aziende italiane presenti in Spagna».

La definizione «di chiara fama» indica una persona che gode di grande prestigio, notorietà e autorevolezza nel proprio campo. Il termine è usato anche in senso giuridico per professionisti di eccezionale valore per i quali esistono normative ad hoc che consentono la loro chiamata per incarichi eccezionali. Attualmente su una rete complessiva di 88 Istituti Italiani di Cultura (IIC) nel mondo, solo otto sono guidati da un direttore nominato per «chiara fama». Si tratta di Istituti che svolgono, o ambiscono a svolgere, un ruolo strategico particolarmente importante e uno di questi è quello di Madrid, alla cui direzione è stata nominata Elena Fontanella (Torino, 1964), giornalista, saggista, curatrice museale e docente universitaria, nota soprattutto per la sua attività nella diplomazia culturale e nella valorizzazione del patrimonio storico artistico.

Barceló torna a Barcellona

Barceló torna a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 22/06/2026)

Abbiamo intervistato l’artista che inaugura la sua prima mostra in una galleria catalana in 30 anni, in attesa di sapere se sarà il prescelto per decorare la Facciata della Gloria della Sagrada Familia.

Sono passati 30 anni da quando Miquel Barceló (Felanitx, 1957) inaugurò la sua ultima mostra in una galleria di Barcellona. Era la storica Salvador Riera e quando il suo proprietario morì nel 1994, non si preoccupò di cercare un altro rappresentante, tanto c’erano le istituzioni a ricordarsi di lui come la Pedrera che dedicò una mostra alle sue ceramiche due anni fa. Adesso torna a Barcellona, grazie a uno dei grandi del gallerismo spagnolo Artur Ramon, per mostrare una serie spettacolare di incisioni inedite realizzate proprio nella capitale catalana, dal 2010 al 2026.

Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso

Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso (Il Giornale dell’Arte – 16/06/2026)

Cento giorni di arte contemporanea, industria e territorio con oltre 40 artisti internazionali e 13 spazi espositivi trasformano la città asturiana.

Il Parque Ferrera di Avilés, nelle Asturie, ha fatto da cornice all’inaugurazione ufficiale della prima edizione della Bienal Climática: Arte, Industria y Territorio (bienalclimatica.org), un evento che con il motto «Ensayar lo inesperado» (Provare l’inatteso), fino al 20 settembre trasforma la città asturiana in un laboratorio culturale. All’atto inaugurale era presente il ministro della Cultura spagnolo, Ernest Urtasun, che ha inquadrato l’evento nella vocazione di Avilés: «Una città segnata dall’industria che conosce bene la parola trasformazione e che ha saputo reinventarsi senza rinunciare alla propria identità», alludendo all’apertura nel 2011 del Centro Niemeyer, sede, nei prossimi mesi, anche della Biennale Climatica.

 

Nel giorno del Papa a Barcellona, Valentí Roma nominato direttore del Macba

Nel giorno del Papa a Barcellona, Valentí Roma nominato direttore del Macba (Il Giornale dell’Arte – 10/06/2026)

Lo scrittore e storico dell’arte, eletto all’unanimità, era stato rimosso dall’incarico di capo curatore del museo nel 2015.

Con un tempismo per lo meno discutibile e che ha stupito molti addetti ai lavori, il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) ha annunciato il nuovo direttore il giorno della visita alla Sagrada Familia di papa Leone XIV. Sarà Valentín Roma (Ripollet, 1970), che negli ultimi nove anni ha diretto il Virreina Centre de la Imatge, scelto all’unanimità dalla giuria. La nomina può leggersi come una sorta di scusa e riparazione da parte di un museo che lo aveva rimosso dalla carica di capo curatore nel 2015, in seguito alla crisi scatenata dalla mostra «La Bestia e il Sovrano», in cui si era esposta una scultura di Ines Doujak che raffigura il «re emerito» Juan Carlos sodomizzato da una donna indigena.

Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche

Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche (Il Giornale dell’Arte – 03/06/2026)

È un’edizione strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta.

Dopo la fatidica settimana della vernice della 61ma Biennale d’Arte gli addetti ai lavori, accorsi in massa, hanno abbandonato Venezia in direzione di altri eventi, perché il circo dell’arte non si ferma mai. È stata una Biennale strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta. Come giornalisti non possiamo lamentarci: non sono certo mancati i titoli, anche se parevano preoccupantemente omogenei.

La Bienal entre protestas, bizarrías y descubrimientos

La Bienal entre protestas, bizarrías y descubrimientos (Bonart – 14/05/2026)

La estructura de los pabellones nacionales y los premios pierden legitimidad en una Bienal marcada por las tensiones geopolíticas y la crisis institucional.

La semana inaugural de la 61ª Bienal de Venecia ha terminado y los profesionales del sector que acudieron en masa a la denominada “vernice” se han marchado ya a otros eventos. Ahora le toca al público expresar su opinión y por primera vez en la historia de la manifestación nacida en 1895, también otorgar los Leones, los prestigiosos premios que se otorgan desde el 1949, cuando lo ganó entre otros Henri Matisse. Huérfanos de jurado, ya que sus integrantes dimitieron en bloque debido a la presencia de Israel y Rusia (y Estados Unidos, añadiría yo), países que pisotean el derecho internacional, la responsabilidad de otorgar estos (hasta ahora) tan prestigiosos reconocimientos recae en los visitantes: del juicio crítico reflexionado y motivado, se pasa a la encuesta de corte populista.

Biennale di Venezia: Hablar de arte, es hablar de política

Biennale di Venezia: Hablar de arte, es hablar de política (Bonart – 06/05/2026)

Entre polémicas, cuerpos y archivos: contrastes y paradojas en una Bienal de Venecia marcada por la desigual recepción de los pabellones y el peso de la presencia española.

«El arte es más poderosa de cualquier prepotencia» ha afirmado Pierangelo Buttafuoco, presidente de la Biennale di Venezia, el primer día de la célebre ‘vernice’, que hasta el sábado abrirá las puertas del circo del arte solo a los profesionales con rigurosa invitación. Luego el recorrido de la polémica se abrirá a todos. El Pabellón de los Estados Unidos no tiene ni siquiera críticas, es tan ajeno a cualquier interés que las colas de otras ediciones han sido sustituidas por la indiferencia de salas vacías y gente superándolo apresuradamente hacia otras destinaciones.

Per Manifesta Ruhr 16 oltre 100 artisti si appropriano di 12 edifici religiosi

Per Manifesta Ruhr 16 oltre 100 artisti si appropriano di 12 edifici religiosi (Il Giornale dell’Arte – 29/05/2026)

L’architetto catalano Josep Bohigas presenta la nuova edizione della biennale nomade nella regione tedesca epicentro della rivoluzione industriale europea.

Ritorna Manifesta e lo fa con «This is not a church» (Questa non è una chiesa), un progetto particolarmente ambizioso, concepito in occasione del 30mo anniversario della biennale nomade europea, fondata nel 1996 a Rotterdam da Hedwig Fijen, ancora alla guida del progetto. L’evento si svolgerà per 15 settimane, dal 21 giugno al 4 ottobre, nella regione della Ruhr, in Germania, e concretamente in quattro città: Bochum, Essen, Duisburg e Gelsenkirchen.

(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.472, Maggio 2026)

PhotoEspaña riflette sulle nuove sfide dell’immagine

PhotoEspaña riflette sulle nuove sfide dell’immagine (Il Giornale dell’Arte – 12/05/2026)

Alla 29ma edizione del festival di fotografia trionfano le donne: sono il 65% dei 300 artisti e fotoreporter partecipanti.

Il fotogiornalismo è uno dei punti forti della 29ma edizione di PhotoEspaña, il festival di fotografia e arti visive, che si tiene a Madrid e dintorni dal 13 maggio al 13 settembre. La kermesse internazionale è organizzata da La Fabrica, un’impresa spagnola fondata nel 1995, dedicata alla creazione e alla gestione di progetti culturali, a cui si sommano istituzioni pubbliche e private, grandi musei, centri d’arte, gallerie e anche spazi indipendenti e alternativi.

Barcellona: musei in cerca di direzione

Barcellona: musei in cerca di direzione (Il Giornale dell’Arte – 05/05/2026)

Dal Macba al Museo Picasso, alla Fondazione Miró, è tempo di cambiamenti nei grandi musei catalani: rispecchiano una situazione di crisi generalizzata o sono solo normali transizioni?

Dal 2 maggio la valenziana Rosario Peiró, per anni membro della squadra di Manuel Borja-Villel prima nel Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona (Macba) e poi nel Museo Reina Sofía di Madrid, è la nuova direttrice del Museo Picasso di Barcellona. Nominata in seguito a un concorso pubblico, sostituisce Emmanuel Guigon, che ha guidato il museo della calle Montcada negli ultimi dieci anni, fino al suo pensionamento.