I capolavori di Frida e Rivera in ostaggio dei mercati: la complessa vicenda della Colección Gelman

– I capolavori di Frida e Rivera in ostaggio dei mercati: la complessa vicenda della Colección Gelman (Il Giornale dell’Arte – 16/09/2026)

Può un patrimonio d’arte nazionale diventare la garanzia per un debito privato? Attorno a questo interrogativo si sono uniti 500 tra artisti e intellettuali nel collettivo «Difendiamo la Colección Gelman». Sullo sfondo, il paradosso di una raccolta contesa che fa da fiore all’occhiello al debutto del nuovo centro culturale Faro Santander.

Poche collezioni private racchiudono tanta storia, prestigio e controversie come quella riunita da Jacques e Natasha Gelman a partire dagli anni ’40, considerata una delle più importanti collezioni private di arte moderna messicana. La raccolta, che comprende circa 160 opere fondamentali di artisti come Frida Kahlo (con 18 opere), Diego Rivera con oli e acquerelli sorprendenti, José Clemente Orozco, María Izquierdo, Rufino Tamayo, il fotografo Manuel Álvarez Bravo, Leonora Carrington e molti altri, è esposta fino al 10 gennaio 2027 nel Faro Santander

Apre Faro Santander: uno straordinario insieme di capolavori illumina gli spazi di un’antica banca

– Apre Faro Santander: uno straordinario insieme di capolavori illumina gli spazi di un’antica banca (Il Giornale dell’Arte – 07/09/2026)

Il re Felipe VI inaugura il nuovo centro culturale progettato da David Chipperfield e voluto da Ana Botín, presidentessa del Banco Santander.

Sarà Santander la nuova Bilbao? La famiglia Botín è decisa a convertire il capoluogo della Cantabria in uno dei punti nevralgici della cultura spagnola e a farla entrare nel circuito internazionale delle città d’arte. Dopo il Centro Botín disegnato da Renzo Piano, aperto nel 2017, adesso è la volta del Faro Santander, il nuovo centro culturale firmato dall’architetto David Chipperfield, Premio Prizker 2023, che ha inaugurato oggi, 7 settembre, Ana Botín, in presenza del re Felipe VI accompagnato dalla sindaca di Santander, Gema Igual, la presidentessa della Cantabria, il ministro dell’industria e del Turismo Jordi Hereu e numerose personalità.

Eufònic cumple 15 años, manteniendo al artista en el centro del discurso

– Eufònic cumple 15 años, manteniendo al artista en el centro del discurso (Il Bonart – 20/07/2026)

Una reflexión sobre el festival fundado y dirigido por Vicent Fibla recién celebrado.

Amposta y las Terres de l’Ebre acogieron la edición del 15 aniversario de Eufònic, el festival fundado y dirigido por Vicent Fibla que, ante la escalada de los avances tecnológicos, sigue defendiendo obras con un discurso crítico sólido y otorga al artista la importancia que se merece.

En el arte electrónico contemporáneo existe una tentación que cada vez más se ha convertido en la norma en lugar de la excepción: la de la obra de arte como una proeza técnica. Cuanto mayor es el despliegue tecnológico, mayor parece también la cantidad de personas necesarias para hacerlo posible. Establecer un gran número de acuerdos y colaboraciones con instituciones y empresas de todo tipo parece ser un éxito en sí mismo. El resultado, cada vez más a menudo, es una obra en la que la voz del artista se diluye entre tantos intermediarios. Y lo que se pierde en ese proceso no es un detalle menor: es precisamente la capacidad de la obra para incomodar, para posicionarse, para ofrecer una crítica social que exige algo del espectador más allá de la simple fascinación por el artefacto.

Un’isola contemporanea nell’estate delle Baleari

– Un’isola contemporanea nell’estate delle Baleari (Il Giornale dell’Arte – 15/08/2026)

Musei, fondazioni, gallerie e una notte bianca dell’arte: il capoluogo delle Baleari si conferma uno dei centri più vivaci del contemporaneo in Spagna. Una guida per orientarsi tra i suoi spazi migliori durante i mesi estivi.

C’è un momento preciso in cui ci si accorge che Palma non è fatta solo di spiagge e tramonti suggestivi. Accade quando si gira l’angolo di un vicolo del centro storico e ci si trova davanti a una vetrina di galleria con opere inaspettate o quando si scopre che il museo di arte contemporanea è alloggiato dentro le mura di un bastione rinascimentale affacciato sul mare. La città ha costruito negli ultimi anni una scena artistica di rilievo nazionale, con istituzioni consolidate, una rete di gallerie attive e un calendario di eventi che in estate raggiunge una densità davvero notevole.
Il punto di partenza obbligato è Es Baluard Museu d’Art Contemporani, una delle più emblematiche istituzioni artistiche dell’arcipelago delle Baleari.

(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.474, Luglio Agosto 2026)

Intervista a Elena Fontanella: «Lavoro per una nuova centralità dell’arte e della cultura italiana in Spagna»

– Intervista a Elena Fontanella: «Lavoro per una nuova centralità dell’arte e della cultura italiana in Spagna» (Il Giornale dell’Arte – 01/07/2026)

Abbiamo rivolto qualche domanda alla direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid: «Vorrei aprire un ristorante stellato e ampliare gli spazi di coworking e le foresterie per le residenze di artisti e ricercatori. Come? Con l’aiuto di aziende italiane presenti in Spagna».

La definizione «di chiara fama» indica una persona che gode di grande prestigio, notorietà e autorevolezza nel proprio campo. Il termine è usato anche in senso giuridico per professionisti di eccezionale valore per i quali esistono normative ad hoc che consentono la loro chiamata per incarichi eccezionali. Attualmente su una rete complessiva di 88 Istituti Italiani di Cultura (IIC) nel mondo, solo otto sono guidati da un direttore nominato per «chiara fama». Si tratta di Istituti che svolgono, o ambiscono a svolgere, un ruolo strategico particolarmente importante e uno di questi è quello di Madrid, alla cui direzione è stata nominata Elena Fontanella (Torino, 1964), giornalista, saggista, curatrice museale e docente universitaria, nota soprattutto per la sua attività nella diplomazia culturale e nella valorizzazione del patrimonio storico artistico.

Barceló torna a Barcellona

– Barceló torna a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 22/06/2026)

Abbiamo intervistato l’artista che inaugura la sua prima mostra in una galleria catalana in 30 anni, in attesa di sapere se sarà il prescelto per decorare la Facciata della Gloria della Sagrada Familia.

Sono passati 30 anni da quando Miquel Barceló (Felanitx, 1957) inaugurò la sua ultima mostra in una galleria di Barcellona. Era la storica Salvador Riera e quando il suo proprietario morì nel 1994, non si preoccupò di cercare un altro rappresentante, tanto c’erano le istituzioni a ricordarsi di lui come la Pedrera che dedicò una mostra alle sue ceramiche due anni fa. Adesso torna a Barcellona, grazie a uno dei grandi del gallerismo spagnolo Artur Ramon, per mostrare una serie spettacolare di incisioni inedite realizzate proprio nella capitale catalana, dal 2010 al 2026.

Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso

– Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso (Il Giornale dell’Arte – 16/06/2026)

Cento giorni di arte contemporanea, industria e territorio con oltre 40 artisti internazionali e 13 spazi espositivi trasformano la città asturiana.

Il Parque Ferrera di Avilés, nelle Asturie, ha fatto da cornice all’inaugurazione ufficiale della prima edizione della Bienal Climática: Arte, Industria y Territorio (bienalclimatica.org), un evento che con il motto «Ensayar lo inesperado» (Provare l’inatteso), fino al 20 settembre trasforma la città asturiana in un laboratorio culturale. All’atto inaugurale era presente il ministro della Cultura spagnolo, Ernest Urtasun, che ha inquadrato l’evento nella vocazione di Avilés: «Una città segnata dall’industria che conosce bene la parola trasformazione e che ha saputo reinventarsi senza rinunciare alla propria identità», alludendo all’apertura nel 2011 del Centro Niemeyer, sede, nei prossimi mesi, anche della Biennale Climatica.

 

Cgac: la nuova direttrice imposta dalla Xunta de Galicia scatena la rivolta del mondo spagnolo dell’arte

– Cgac: la nuova direttrice imposta dalla Xunta de Galicia scatena la rivolta del mondo spagnolo dell’arte (Il Giornale dell’Arte – 15/06/2026)

Al Centro di Santiago de Compostela le proteste sono esplose quando il governo autonomo locale ha modificato i requisiti per accedere al concorso della nuova direzione, limitando la candidatura principalmente a funzionari dell’amministrazione pubblica.

La polemica che scuote il Centro Galego de Arte Contemporánea (Cgac) di Santiago de Compostela, secondo molti professionisti del settore, non nasce con la recente nomina della nuova direttrice, ma affonda le sue radici in un processo lento e progressivo di deterioramento che si protrae da anni e che alcuni leggono come il risultato di una strategia del governo locale del Partito Popolare volta a rafforzare il controllo sull’istituzione e a ridurne l’autonomia.

Nel giorno del Papa a Barcellona, Valentí Roma nominato direttore del Macba

– Nel giorno del Papa a Barcellona, Valentí Roma nominato direttore del Macba (Il Giornale dell’Arte – 10/06/2026)

Lo scrittore e storico dell’arte, eletto all’unanimità, era stato rimosso dall’incarico di capo curatore del museo nel 2015.

Con un tempismo per lo meno discutibile e che ha stupito molti addetti ai lavori, il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) ha annunciato il nuovo direttore il giorno della visita alla Sagrada Familia di papa Leone XIV. Sarà Valentín Roma (Ripollet, 1970), che negli ultimi nove anni ha diretto il Virreina Centre de la Imatge, scelto all’unanimità dalla giuria. La nomina può leggersi come una sorta di scusa e riparazione da parte di un museo che lo aveva rimosso dalla carica di capo curatore nel 2015, in seguito alla crisi scatenata dalla mostra «La Bestia e il Sovrano», in cui si era esposta una scultura di Ines Doujak che raffigura il «re emerito» Juan Carlos sodomizzato da una donna indigena.

Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche

– Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche (Il Giornale dell’Arte – 03/06/2026)

È un’edizione strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta.

Dopo la fatidica settimana della vernice della 61ma Biennale d’Arte gli addetti ai lavori, accorsi in massa, hanno abbandonato Venezia in direzione di altri eventi, perché il circo dell’arte non si ferma mai. È stata una Biennale strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta. Come giornalisti non possiamo lamentarci: non sono certo mancati i titoli, anche se parevano preoccupantemente omogenei.