Antoni Miralda e il viaggio rituale di Sant Stomak per le strade di Roma

Antoni Miralda e il viaggio rituale di Sant Stomak per le strade di Roma (Il Giornale dell’Arte – 24/03/2026)

Dopo Napoli e prima di Venezia, il 28 marzo l’artista mette in atto nella capitale la sua spettacolare performance-processione, anticipata dalla mostra alla Fondazione Baruchello.

Arriva a Roma il viaggio rituale di Sant Stomak, un progetto che l’artista multidisciplinare Antoni Miralda (Terrassa, 1942) sta realizzando in Italia. Dopo una prima presentazione a Napoli, dove ha realizzato una suggestiva processione notturna, il santo creato dall’artista catalano si sposta nella capitale, dove realizzerà una spettacolare performance-processione motorizzata prima sul grande Raccordo Anulare e poi attraverso Roma, in una «transurbanza» che invita a ripensare il nostro modo di vivere e comprendere la città. La tappa romana si completa con la mostra «Miralda Performing the Ritual: Sant Stomak», curata da Giulietta Speranza e Carla Subrizi, aperta dal 26 marzo al 16 aprile alla Fondazione Baruchello nell’ambito del progetto «Terra come Storia».

Nell’opera di Ruth Asawa «la forma continua all’interno di un’altra forma»

Nell’opera di Ruth Asawa «la forma continua all’interno di un’altra forma» (Il Giornale dell’Arte – 15/03/2026)

Arriva al Guggenheim Bilbao la grande retrospettiva dell’artista americana con 300 opere che ripercorrono una vita creativa in tutti i suoi aspetti.

La grande retrospettiva di Ruth Asawa (Norwalk, 1926-San Francisco, 2013), che dopo la presentazione al San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA) ha riscosso grande successo al MoMA di New York, dal 19 marzo al 13 settembre arriva al Guggenheim Bilbao.

La Fundació Miró presenta il nuovo allestimento basato sul processo creativo dell’artista

La Fundació Miró presenta il nuovo allestimento basato sul processo creativo dell’artista (Il Giornale dell’Arte – 13/03/2026)

Il direttore Marko Daniel, che ha inaspettatamente presentato le dimissioni, riscatta il Giardino dei Cipressi, mai aperto al pubblico, prima di lasciare l’istituzione il prossimo giugno.

La prima iniziativa importante di Marko Daniel, quando assunse la direzione della Fundació Miró nel 2018 fu aprire il Patio Nord dell’edificio di José Lluís Sert che svetta immacolato sulla collina di Montjuïc, regalando al pubblico una delle migliori viste sulla città di Barcellona. Adesso, 8 anni e mezzo dopo quel gesto, Daniel ha fatto coincidere le sue dimissioni con l’apertura del Giardino dei Cipressi, coronato da una meravigliosa scultura di Miró, una donna dalle marcate caratteristiche fisiche, con il capo a forma di guscio di lumaca.

Arte per tutti ad ARCOmadrid: dalla pittura cubista al giornale di ieri

Arte per tutti ad ARCOmadrid: dalla pittura cubista al giornale di ieri (Il Giornale dell’Arte – 10/03/2026)

La fiera spagnola per eccellenza chiude i battenti con 95mila visitatori e un impatto economico di 195 milioni di euro.

Un Juan Gris del 1917 da 4,2 milioni di euro nello stand di Leandro Navarro e una scultura di Chillida da 1,9 milioni di euro, si espongono a fianco di un quotidiano del giorno prima di Dave McKenzie intitolato «Notizie di ieri» e di uno sconosciuto ritratto di Lorca realizzato dal suo amico Pepe Caballero, in mostra nella galleria Guillermo de Osma. Aumenta l’arte elettronica e digitale con le poetiche sculture di dati di Daniel Canogar che si creano in tempo reale, mentre la Guest Lounge -che prima del politicamente corretto si chiamava Sala VIP- è stata costruita con legna bruciata l’estate scorsa nei boschi della Galizia.

Paul McCarthy: «Il fascismo ha una meschinità che gli permette di sopravvivere e riapparire in nuove forme»

Paul McCarthy: «Il fascismo ha una meschinità che gli permette di sopravvivere e riapparire in nuove forme» (Il Giornale dell’Arte – 10/03/2026)

Abbiamo intervistato l’artista statunitense a Madrid, in occasione della presentazione della mostra prodotta dalla galleria Bowman Hal in collaborazione con Hauser & Wirth. Disegni di grandi dimensioni e videoperformance mettono in scena una visione cruda e inquietante delle strutture di potere e delle dinamiche di dominazione nella società occidentale.

Adamo & Eva, Adolf & Eva, sono due facce di una stessa medaglia: la bontà e il male, la purezza e la corruzione. L’acronimo (che sta anche per Art & Entertainment) dà il titolo a «A&E, Adolf/Adam & Eva/Eve», un progetto di lunga durata che l’artista americano Paul McCarthy (Utah, 1945) ha realizzato con l’attrice tedesca Lilith Stangenberg. Attraverso un nucleo di disegni di grandi dimensioni e di videoperformance, mette in scena una visione cruda e inquietante delle strutture di potere e delle dinamiche di dominazione nella società occidentale. Le opere sono visibili dal 6 marzo al 16 maggio a Madrid, nel Bowman Hal, il nuovo spazio commerciale del centro d’arte e cultura contemporanea SOLO CSV, fondato dalla coppia di imprenditori e collezionisti Ana Gervás e David Cantolla.

Le orgie di Kubra Khademi scuotono ARCOmadrid

Le orgie di Kubra Khademi scuotono ARCOmadrid (Il Giornale dell’Arte – 05/03/2026)

L’eco della guerra non risuona tra gli oltre 200 stand della principale fiera spagnola dove trionfano le opere vendibili e curiosamente la ceramica.

Quando le forze occidentali lasciarono l’Afghanistan in mano ai talebani, l’artista Kubra Khademi si rifugiò in Francia, da dove scrisse una carta aperta alle donne che hanno potere nel mondo, ma nessuno la pubblicò e nessuna rispose. Da quella delusione è nato il progetto «Pane, lavoro, libertà» che espone ad ARCOmadrid, la fiera d’arte contemporanea più importante della Spagna, nella galleria Eric Mouchet. Nei suoi disegni Angela Merkel, Kamala Harris, Ursula von der Leyen, Margaret Thatcher, Hillary Clinton, Benazir Bhutto ed altre politiche di peso mondiale, appaiono aggrovigliate e sudate, impegnate in amplessi appassionati e improbabili orge nella cornice poco romantica di un bagno, l’unico luogo dove le donne afgane possono godere di un po’ d’intimità.

ARCO scalda i motori

ARCO scalda i motori (Il Giornale dell’Arte – 23/02/2026)

La principale fiera d’arte contemporanea della Spagna si prepara a celebrare la sua 45ma edizione, dal 4 all’8 marzo, tra le proteste delle gallerie che richiedono al governo di allineare l’IVA a quella degli altri Paesi europei.

meno di due settimane dall’inaugurazione di ARCO (dal 4 all’8 marzo) la più importante fiera d’arte contemporanea della Spagna, le gallerie sono sul piede di guerra. Dopo il successo dello sciopero di 5 giorni, dal 2 al 7 febbraio, non vogliono che l’opinione pubblica perda interesse e attenzione per il problema. Per questo oggi, 20 febbraio, hanno approfittato la presentazione della fiera a Barcellona, per convocare un sit-in nel Museo de Arte Contemporaneo di Barcellona (Macba) a cui hanno partecipato tutte le associazione del settore, non solo galleristi, ma anche critici, artisti e professionisti del mondo dell’arte.

Il decennio decisivo per l’arte di Antoni Tàpies in quattro personali

Il decennio decisivo per l’arte di Antoni Tàpies in quattro personali (Il Giornale dell’Arte – 22/02/2026)

L’omonimo museo di Barcellona ricostruisce le mostre realizzate tra il 1950 e il 1960, in Spagna e in Francia, che furono determinanti per l’evoluzione formale e concettuale del linguaggio dell’artista catalano.

Che impatto ha l’allestimento di una mostra sulla nostra percezione delle opere? Come veniva presentato il lavoro di Tàpies nelle sue prime rassegne e che effetto ha avuto sulla ricezione da parte del pubblico? La nostra percezione di quelle opere può cambiare oggi, se vengono riproposte nel loro contesto originale? Si prefigge di rispondere a queste domande la mostra «Il movimento perpetuo del muro», con cui Imma Prieto e Pablo Allepuz, direttrice e conservatore capo del Museu Tàpies di Barcellona, continuano la serie di proposte che offrono una nuova visione aggiornata dell’opera di Antoni Tàpies (Barcellona, 1923-2012).

La rivoluzione di Segade al Reina Sofía di Madrid parte dall’allestimento

La rivoluzione di Segade al Reina Sofía di Madrid parte dall’allestimento (Il Giornale dell’Arte – 18/02/2026)

Il nuovo direttore trasforma il percorso di visita della sezione dal 1975 a oggi in uno più accessibile, dinamico e didattico, con il visitatore al centro dell’esperienza museale. Oltre 400 opere, il 35% di donne e più della metà inedite.

Due anni e mezzo dopo essere stato nominato direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, Manuel Segade (La Coruña, 1977) presenta la prima parte del nuovo allestimento della collezione permanente del museo d’arte contemporanea più importante di Spagna, dal 18 febbraio aperto al pubblico. La sua «ristrutturazione concettuale» inizia proprio dagli ultimi 50 anni della storia delle arti visive, la parte più controversa dell’eredità lasciatagli dal suo predecessore Manuel Borja-Villel, quella che provocò più polemiche tanto da accelerare il suo abbandono del museo.

Dai primi scritti e dipinti informali alle azioni di arte viva: Alberto Greco al Reina Sofia

Dai primi scritti e dipinti informali alle azioni di arte viva: Alberto Greco al Reina Sofia (Il Giornale dell’Arte – 05/02/2026)

La rassegna di Madrid ripercorre la breve ma intensa vita dell’artista argentino e il percorso migratorio che intraprese nel 1950 da Buenos Aires a Barcellona.

L’artista Alberto Greco (Buenos Aires, 1935-Barcellona, 1965) si suicidò a Barcellona il 13 ottobre 1965 con una dose letale di barbiturici. Con il suo gesto troncò una promettente carriera che, a soli 29 anni, l’aveva posizionato tra le figure centrali dell’Informale e dell’avanguardia concettuale degli anni ’60. Prima di abbandonare la vita scrisse sul palmo della mano la parola «Fine» e molti vollero vedere in questo gesto un ultimo atto performativo coerente con la sua poetica radicale, ma Fernando Davis, studioso della sua opera e curatore della mostra «Alberto Greco. Viva el arte vivo» che il Museo Reina Sofía gli dedica dall’11 febbraio al 8 giugno, non è d’accordo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.469, Febbraio 2026)