Luci e ombre del «Nuovo Mnac» a Barcellona

Luci e ombre del «Nuovo Mnac» a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 12/03/2026)

Il progetto di ampliamento del Museo Nazionale d’Arte della Catalogna costerà 112 milioni di euro e raddoppierà la superficie attuale. Ma sta già sollevando polemiche prima ancora dell’avvio del cantiere, nel 2028.

Il Mnac, Museu Nacional d’Art de Catalunya ha presentato il progetto architettonico di quello che hanno denominato, con poca fantasia, il «Nuovo Mnac». Sembra di essere tornati agli anni ’90: erano ormai decenni che non si destinava un budget così alto a un’istituzione culturale e che non si intraprendeva un progetto così ambizioso e «faraonico», e proprio per questo avvolto da luci ed ombre ancora prima di iniziare. Il costo totale stimato è di 112,7 milioni di euro, di cui 8,3 milioni corrispondono agli onorari degli architetti e 104,5 ai lavori.

Arte per tutti ad ARCOmadrid: dalla pittura cubista al giornale di ieri

Arte per tutti ad ARCOmadrid: dalla pittura cubista al giornale di ieri (Il Giornale dell’Arte – 10/03/2026)

La fiera spagnola per eccellenza chiude i battenti con 95mila visitatori e un impatto economico di 195 milioni di euro.

Un Juan Gris del 1917 da 4,2 milioni di euro nello stand di Leandro Navarro e una scultura di Chillida da 1,9 milioni di euro, si espongono a fianco di un quotidiano del giorno prima di Dave McKenzie intitolato «Notizie di ieri» e di uno sconosciuto ritratto di Lorca realizzato dal suo amico Pepe Caballero, in mostra nella galleria Guillermo de Osma. Aumenta l’arte elettronica e digitale con le poetiche sculture di dati di Daniel Canogar che si creano in tempo reale, mentre la Guest Lounge -che prima del politicamente corretto si chiamava Sala VIP- è stata costruita con legna bruciata l’estate scorsa nei boschi della Galizia.

Le orgie di Kubra Khademi scuotono ARCOmadrid

Le orgie di Kubra Khademi scuotono ARCOmadrid (Il Giornale dell’Arte – 05/03/2026)

L’eco della guerra non risuona tra gli oltre 200 stand della principale fiera spagnola dove trionfano le opere vendibili e curiosamente la ceramica.

Quando le forze occidentali lasciarono l’Afghanistan in mano ai talebani, l’artista Kubra Khademi si rifugiò in Francia, da dove scrisse una carta aperta alle donne che hanno potere nel mondo, ma nessuno la pubblicò e nessuna rispose. Da quella delusione è nato il progetto «Pane, lavoro, libertà» che espone ad ARCOmadrid, la fiera d’arte contemporanea più importante della Spagna, nella galleria Eric Mouchet. Nei suoi disegni Angela Merkel, Kamala Harris, Ursula von der Leyen, Margaret Thatcher, Hillary Clinton, Benazir Bhutto ed altre politiche di peso mondiale, appaiono aggrovigliate e sudate, impegnate in amplessi appassionati e improbabili orge nella cornice poco romantica di un bagno, l’unico luogo dove le donne afgane possono godere di un po’ d’intimità.

A Barcellona i Nabis, profeti del XIX secolo

A Barcellona i Nabis, profeti del XIX secolo (Il Giornale dell’Arte – 02/03/2026)

Tra le quasi 200 opere riunite a La Pedrera, anche «Le Talisman» di Sérusier, eccezionale prestito dal Musée d’Orsay di Parigi.

Non poteva esserci cornice migliore della Casa Milà di Antoni Gaudí, più nota come La Pedrera, edificio emblematico del Modernismo a Barcellona, per accogliere una grande mostra interamente dedicata ai Nabis. «I Nabis: da Bonnard a Vuillard», dal 6 marzo al 28 giugno, ripercorre la storia di questo movimento attivo a Parigi tra il 1888 e il 1900, nato grazie allo studente Paul Sérusier, che dopo un soggiorno a Pont-Aven (Bretagna) sotto la guida di Paul Gauguin e influenzato dal suo approccio simbolista, realizzò un piccolo dipinto, «Le Talisman», dalle forme semplificate e i colori vividi, che si considera la prima pittura nabi.

ARCO scalda i motori

ARCO scalda i motori (Il Giornale dell’Arte – 23/02/2026)

La principale fiera d’arte contemporanea della Spagna si prepara a celebrare la sua 45ma edizione, dal 4 all’8 marzo, tra le proteste delle gallerie che richiedono al governo di allineare l’IVA a quella degli altri Paesi europei.

meno di due settimane dall’inaugurazione di ARCO (dal 4 all’8 marzo) la più importante fiera d’arte contemporanea della Spagna, le gallerie sono sul piede di guerra. Dopo il successo dello sciopero di 5 giorni, dal 2 al 7 febbraio, non vogliono che l’opinione pubblica perda interesse e attenzione per il problema. Per questo oggi, 20 febbraio, hanno approfittato la presentazione della fiera a Barcellona, per convocare un sit-in nel Museo de Arte Contemporaneo di Barcellona (Macba) a cui hanno partecipato tutte le associazione del settore, non solo galleristi, ma anche critici, artisti e professionisti del mondo dell’arte.

Catalogna, è davvero di Antoni Gaudí lo «chalet» del Catllaràs

Catalogna, è davvero di Antoni Gaudí lo «chalet» del Catllaràs (Il Giornale dell’Arte – 19/02/2026)

Lo conferma uno studio durato tre anni. L’edificio, costruito tra le montagne a circa 80 di km da Barcellona, reinterpreta i rifugi a punta dei Pirenei della fine dell’800 ed era destinato ad accogliere i lavoratori di una vicina miniera. L’architetto catalano non ne rivendicò mai pubblicamente la paternità perché l’opera non fu realizzata secondo il suo progetto.

È davvero Antoni Gaudí l’autore del progetto per lo Xalet del Catllaràs (una catena montuosa) situato a La Pobla de Lillet, a un’ottantina di chilometri da Barcellona. L’annuncio è stato dato da Sonia Hernández, consigliera di Cultura della Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, che ha sottolineato «la ricerca rigorosa che ha portato a un risultato di enorme valore per il patrimonio catalano e arricchisce l’eredità dell’architetto proprio quando si celebra l’Anno Gaudí che ne commemora il centenario della morte».

La rivoluzione di Segade al Reina Sofía di Madrid parte dall’allestimento

La rivoluzione di Segade al Reina Sofía di Madrid parte dall’allestimento (Il Giornale dell’Arte – 18/02/2026)

Il nuovo direttore trasforma il percorso di visita della sezione dal 1975 a oggi in uno più accessibile, dinamico e didattico, con il visitatore al centro dell’esperienza museale. Oltre 400 opere, il 35% di donne e più della metà inedite.

Due anni e mezzo dopo essere stato nominato direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, Manuel Segade (La Coruña, 1977) presenta la prima parte del nuovo allestimento della collezione permanente del museo d’arte contemporanea più importante di Spagna, dal 18 febbraio aperto al pubblico. La sua «ristrutturazione concettuale» inizia proprio dagli ultimi 50 anni della storia delle arti visive, la parte più controversa dell’eredità lasciatagli dal suo predecessore Manuel Borja-Villel, quella che provocò più polemiche tanto da accelerare il suo abbandono del museo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.470, Marzo 2026)

Dai primi scritti e dipinti informali alle azioni di arte viva: Alberto Greco al Reina Sofia

Dai primi scritti e dipinti informali alle azioni di arte viva: Alberto Greco al Reina Sofia (Il Giornale dell’Arte – 05/02/2026)

La rassegna di Madrid ripercorre la breve ma intensa vita dell’artista argentino e il percorso migratorio che intraprese nel 1950 da Buenos Aires a Barcellona.

L’artista Alberto Greco (Buenos Aires, 1935-Barcellona, 1965) si suicidò a Barcellona il 13 ottobre 1965 con una dose letale di barbiturici. Con il suo gesto troncò una promettente carriera che, a soli 29 anni, l’aveva posizionato tra le figure centrali dell’Informale e dell’avanguardia concettuale degli anni ’60. Prima di abbandonare la vita scrisse sul palmo della mano la parola «Fine» e molti vollero vedere in questo gesto un ultimo atto performativo coerente con la sua poetica radicale, ma Fernando Davis, studioso della sua opera e curatore della mostra «Alberto Greco. Viva el arte vivo» che il Museo Reina Sofía gli dedica dall’11 febbraio al 8 giugno, non è d’accordo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.469, Febbraio 2026)

United Visual Artists ha inaugurato un nuovo spazio espositivo a Casa Batlló a Barcellona

United Visual Artists ha inaugurato un nuovo spazio espositivo a Casa Batlló a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 02/02/2026)

Matt Clark, fondatore del collettivo londinese, illustra il mapping sulla facciata e la mostra nell’edificio di Antonio Gaudí.

«Questo insieme di opere è un’ode all’universo in costante evoluzione, luogo di ambivalenze e cambi, che a volte possiamo vedere, altre sentire, ma che nella maggioranza dei casi, non riusciamo a percepire». Così l’artista britannico Matt Clark, fondatore e direttore del celebre studio londinese United Visual Artists (Uva) definisce le sette opere prodotte espressamente per la mostra «Behind the Façade» (fino al 17 maggio) che inaugura il programma regolare di Casa Battló Contemporary, il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea della Casa Battló, il celeberrimo edificio di Antoni Gaudí sul paseo de Gracia di Barcellona.

Le gallerie spagnole scioperano per l’Iva troppo alta

Le gallerie spagnole scioperano per l’Iva troppo alta (Il Giornale dell’Arte – 21/01/2026)

Una settimana di sciopero contro l’imposta al 21%: il settore chiede al governo di applicare la Direttiva UE già in vigore in Francia, Italia e Germania.

Il Consorzio di Gallerie d’Arte Contemporanea della Spagna ha adottato una decisione storica: chiudere le gallerie e interrompere l’attività dal 2 al 7 di febbraio. Dopo anni di inutili rivendicazioni, di fronte all’inerzia del governo e alla mancata messa in vigore della Direttiva europea per la giustizia fiscale, le gallerie hanno indetto uno sciopero nazionale di una settimana e tre mesi di interruzione di tutte le collaborazioni gratuite con istituzioni pubbliche e private, come la gestione dei contratti di prestito, la consultazione degli archivi, la consegna del materiale grafico e la consulenza.