Barceló torna a Barcellona

Barceló torna a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 22/06/2026)

Abbiamo intervistato l’artista che inaugura la sua prima mostra in una galleria catalana in 30 anni, in attesa di sapere se sarà il prescelto per decorare la Facciata della Gloria della Sagrada Familia.

Sono passati 30 anni da quando Miquel Barceló (Felanitx, 1957) inaugurò la sua ultima mostra in una galleria di Barcellona. Era la storica Salvador Riera e quando il suo proprietario morì nel 1994, non si preoccupò di cercare un altro rappresentante, tanto c’erano le istituzioni a ricordarsi di lui come la Pedrera che dedicò una mostra alle sue ceramiche due anni fa. Adesso torna a Barcellona, grazie a uno dei grandi del gallerismo spagnolo Artur Ramon, per mostrare una serie spettacolare di incisioni inedite realizzate proprio nella capitale catalana, dal 2010 al 2026.

Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso

Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso (Il Giornale dell’Arte – 16/06/2026)

Cento giorni di arte contemporanea, industria e territorio con oltre 40 artisti internazionali e 13 spazi espositivi trasformano la città asturiana.

Il Parque Ferrera di Avilés, nelle Asturie, ha fatto da cornice all’inaugurazione ufficiale della prima edizione della Bienal Climática: Arte, Industria y Territorio (bienalclimatica.org), un evento che con il motto «Ensayar lo inesperado» (Provare l’inatteso), fino al 20 settembre trasforma la città asturiana in un laboratorio culturale. All’atto inaugurale era presente il ministro della Cultura spagnolo, Ernest Urtasun, che ha inquadrato l’evento nella vocazione di Avilés: «Una città segnata dall’industria che conosce bene la parola trasformazione e che ha saputo reinventarsi senza rinunciare alla propria identità», alludendo all’apertura nel 2011 del Centro Niemeyer, sede, nei prossimi mesi, anche della Biennale Climatica.

 

Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche

Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche (Il Giornale dell’Arte – 03/06/2026)

È un’edizione strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta.

Dopo la fatidica settimana della vernice della 61ma Biennale d’Arte gli addetti ai lavori, accorsi in massa, hanno abbandonato Venezia in direzione di altri eventi, perché il circo dell’arte non si ferma mai. È stata una Biennale strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta. Come giornalisti non possiamo lamentarci: non sono certo mancati i titoli, anche se parevano preoccupantemente omogenei.

La Bienal entre protestas, bizarrías y descubrimientos

La Bienal entre protestas, bizarrías y descubrimientos (Bonart – 14/05/2026)

La estructura de los pabellones nacionales y los premios pierden legitimidad en una Bienal marcada por las tensiones geopolíticas y la crisis institucional.

La semana inaugural de la 61ª Bienal de Venecia ha terminado y los profesionales del sector que acudieron en masa a la denominada “vernice” se han marchado ya a otros eventos. Ahora le toca al público expresar su opinión y por primera vez en la historia de la manifestación nacida en 1895, también otorgar los Leones, los prestigiosos premios que se otorgan desde el 1949, cuando lo ganó entre otros Henri Matisse. Huérfanos de jurado, ya que sus integrantes dimitieron en bloque debido a la presencia de Israel y Rusia (y Estados Unidos, añadiría yo), países que pisotean el derecho internacional, la responsabilidad de otorgar estos (hasta ahora) tan prestigiosos reconocimientos recae en los visitantes: del juicio crítico reflexionado y motivado, se pasa a la encuesta de corte populista.

Biennale di Venezia: Hablar de arte, es hablar de política

Biennale di Venezia: Hablar de arte, es hablar de política (Bonart – 06/05/2026)

Entre polémicas, cuerpos y archivos: contrastes y paradojas en una Bienal de Venecia marcada por la desigual recepción de los pabellones y el peso de la presencia española.

«El arte es más poderosa de cualquier prepotencia» ha afirmado Pierangelo Buttafuoco, presidente de la Biennale di Venezia, el primer día de la célebre ‘vernice’, que hasta el sábado abrirá las puertas del circo del arte solo a los profesionales con rigurosa invitación. Luego el recorrido de la polémica se abrirá a todos. El Pabellón de los Estados Unidos no tiene ni siquiera críticas, es tan ajeno a cualquier interés que las colas de otras ediciones han sido sustituidas por la indiferencia de salas vacías y gente superándolo apresuradamente hacia otras destinaciones.

Per Manifesta Ruhr 16 oltre 100 artisti si appropriano di 12 edifici religiosi

Per Manifesta Ruhr 16 oltre 100 artisti si appropriano di 12 edifici religiosi (Il Giornale dell’Arte – 29/05/2026)

L’architetto catalano Josep Bohigas presenta la nuova edizione della biennale nomade nella regione tedesca epicentro della rivoluzione industriale europea.

Ritorna Manifesta e lo fa con «This is not a church» (Questa non è una chiesa), un progetto particolarmente ambizioso, concepito in occasione del 30mo anniversario della biennale nomade europea, fondata nel 1996 a Rotterdam da Hedwig Fijen, ancora alla guida del progetto. L’evento si svolgerà per 15 settimane, dal 21 giugno al 4 ottobre, nella regione della Ruhr, in Germania, e concretamente in quattro città: Bochum, Essen, Duisburg e Gelsenkirchen.

(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.472, Maggio 2026)

PhotoEspaña riflette sulle nuove sfide dell’immagine

PhotoEspaña riflette sulle nuove sfide dell’immagine (Il Giornale dell’Arte – 12/05/2026)

Alla 29ma edizione del festival di fotografia trionfano le donne: sono il 65% dei 300 artisti e fotoreporter partecipanti.

Il fotogiornalismo è uno dei punti forti della 29ma edizione di PhotoEspaña, il festival di fotografia e arti visive, che si tiene a Madrid e dintorni dal 13 maggio al 13 settembre. La kermesse internazionale è organizzata da La Fabrica, un’impresa spagnola fondata nel 1995, dedicata alla creazione e alla gestione di progetti culturali, a cui si sommano istituzioni pubbliche e private, grandi musei, centri d’arte, gallerie e anche spazi indipendenti e alternativi.

Doppio omaggio a Venezia: i 100 anni dello Iuav e i 20 di Muntadas «insegnante»

Doppio omaggio a Venezia: i 100 anni dello Iuav e i 20 di Muntadas «insegnante» (Il Giornale dell’Arte – 29/04/2026)

L’artista catalano ha sempre dedicato una parte importante del suo lavoro creativo alla docenza e alla supervisione dei progetti degli studenti. Ora è in mostra fino al 29 maggio nella sede Terese dell’Università Iuav.

Nata e cresciuta a Venezia, città laboratorio per eccellenza, l’Università Iuav celebra quest’anno i 100 anni dalla sua fondazione: un intero secolo di storia durante il quale ha intrecciato, fin dall’inizio, ricerca, didattica e sperimentazione progettuale. Il progetto come strumento critico per leggere, interpretare e trasformare il mondo contemporaneo è stato sempre un punto nevralgico del suo programma. Non stupisce quindi che l’artista catalano Antoni Muntadas (Barcellona, 1942), seppur conteso dalle università di mezzo mondo, l’abbia scelta come sua seconda casa per sei mesi all’anno, durante i quali affianca alla sua pratica creativa la docenza nel Corso di laurea magistrale in Arti visive e Cinema espanso.

CATALOGO para «El Bosque» de Hugo Martínez-Tormo

Muy orgullosos de compartir nuestra colaboración en la exposición El Bosque, del artista Hugo Martínez Tormo, presentada en LABoral Centro de Arte.

17 octubre 2025 – 21 marzo 2026

Catalogo: «El bosque como sociedad interconectada» (Texto en PDF) por Roberta Bosco y Stefano Caldana.

El Bosque de Hugo Martínez-Tormo traslada el imaginario estético del ecosistema natural al espacio expositivo a través de tres instalaciones. Las obras establecen una relación de corresponsabilidad solidaria y co-creación simbólica como en el Bosque Pixelado una gran imagen fragmentada en la que cada cuadro-píxel adquirido por el público se traduce en la plantación de un árbol real. La obra no se agota en la representación, sino que genera una acción ecológica en el mundo físico.

Al Reina Sofía di Madrid Aurèlia Muñoz, la tessitrice di sculture

Al Reina Sofía di Madrid Aurèlia Muñoz, la tessitrice di sculture (Il Giornale dell’Arte – 29/04/2026)

Nel centenario della nascita dell’artista catalana la rassegna madrilena ne ripercorre l’universo creativo. La retrospettiva, la più grande mai dedicata alla sua opera, in autunno farà tappa al Macba di Barcellona.

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha inaugurato oggi, 29 aprile, la mostra che commemora il centenario della nascita di Aurelia Muñoz (Barcellona, 1926-2011), l’artista catalana che ha rinnovato il linguaggio della scultura tessile nel XX secolo. La rassegna, la più completa e ambiziosa organizzata fino ad ora, ripercorre tutti i periodi, le tecniche e i materiali utilizzati da Muñoz dagli anni Cinquanta all’inizio del XXI secolo.