Il futuro secondo Salvador Dalí: a Barcellona un’esperienza immersiva dimostra la chiaroveggenza del maestro surrealista

– Il futuro secondo Salvador Dalí: a Barcellona un’esperienza immersiva dimostra la chiaroveggenza del maestro surrealista (Il Giornale dell’Arte – 22/09/2026)

È stato inaugurato il 16 settembre Dalí Boulevard Cibernetico, che invita i visitatori a esplorare l’universo dell’artista da una prospettiva connessa alla sua ossessione per la cibernetica, la fisica quantistica e la biologia, oltre che il suo rapporto con la moda.

È passato un secolo da quando Salvador Dalí, a 21 anni, espose le sue opere alle Galeries Dalmau sul Paseo de Gracia. Il fulcro della Barcellona modernista, che fu testimone dei suoi primi successi, accoglie dal 16 settembre il Dalí Boulevard Cibernètic, una proposta permanente che invita i visitatori a esplorare l’universo dell’artista da una prospettiva connessa alla sua ossessione per la cibernetica, la fisica quantistica e la biologia: non con dipinti, ma attraverso la realtà virtuale, immagini digitali, proiezioni e un viaggio immersivo nel suo affascinante universo.

I capolavori di Frida e Rivera in ostaggio dei mercati: la complessa vicenda della Colección Gelman

– I capolavori di Frida e Rivera in ostaggio dei mercati: la complessa vicenda della Colección Gelman (Il Giornale dell’Arte – 16/09/2026)

Può un patrimonio d’arte nazionale diventare la garanzia per un debito privato? Attorno a questo interrogativo si sono uniti 500 tra artisti e intellettuali nel collettivo «Difendiamo la Colección Gelman». Sullo sfondo, il paradosso di una raccolta contesa che fa da fiore all’occhiello al debutto del nuovo centro culturale Faro Santander.

Poche collezioni private racchiudono tanta storia, prestigio e controversie come quella riunita da Jacques e Natasha Gelman a partire dagli anni ’40, considerata una delle più importanti collezioni private di arte moderna messicana. La raccolta, che comprende circa 160 opere fondamentali di artisti come Frida Kahlo (con 18 opere), Diego Rivera con oli e acquerelli sorprendenti, José Clemente Orozco, María Izquierdo, Rufino Tamayo, il fotografo Manuel Álvarez Bravo, Leonora Carrington e molti altri, è esposta fino al 10 gennaio 2027 nel Faro Santander

Apre Faro Santander: uno straordinario insieme di capolavori illumina gli spazi di un’antica banca

– Apre Faro Santander: uno straordinario insieme di capolavori illumina gli spazi di un’antica banca (Il Giornale dell’Arte – 07/09/2026)

Il re Felipe VI inaugura il nuovo centro culturale progettato da David Chipperfield e voluto da Ana Botín, presidentessa del Banco Santander.

Sarà Santander la nuova Bilbao? La famiglia Botín è decisa a convertire il capoluogo della Cantabria in uno dei punti nevralgici della cultura spagnola e a farla entrare nel circuito internazionale delle città d’arte. Dopo il Centro Botín disegnato da Renzo Piano, aperto nel 2017, adesso è la volta del Faro Santander, il nuovo centro culturale firmato dall’architetto David Chipperfield, Premio Prizker 2023, che ha inaugurato oggi, 7 settembre, Ana Botín, in presenza del re Felipe VI accompagnato dalla sindaca di Santander, Gema Igual, la presidentessa della Cantabria, il ministro dell’industria e del Turismo Jordi Hereu e numerose personalità.

Eufònic cumple 15 años, manteniendo al artista en el centro del discurso

– Eufònic cumple 15 años, manteniendo al artista en el centro del discurso (Il Bonart – 20/07/2026)

Una reflexión sobre el festival fundado y dirigido por Vicent Fibla recién celebrado.

Amposta y las Terres de l’Ebre acogieron la edición del 15 aniversario de Eufònic, el festival fundado y dirigido por Vicent Fibla que, ante la escalada de los avances tecnológicos, sigue defendiendo obras con un discurso crítico sólido y otorga al artista la importancia que se merece.

En el arte electrónico contemporáneo existe una tentación que cada vez más se ha convertido en la norma en lugar de la excepción: la de la obra de arte como una proeza técnica. Cuanto mayor es el despliegue tecnológico, mayor parece también la cantidad de personas necesarias para hacerlo posible. Establecer un gran número de acuerdos y colaboraciones con instituciones y empresas de todo tipo parece ser un éxito en sí mismo. El resultado, cada vez más a menudo, es una obra en la que la voz del artista se diluye entre tantos intermediarios. Y lo que se pierde en ese proceso no es un detalle menor: es precisamente la capacidad de la obra para incomodar, para posicionarse, para ofrecer una crítica social que exige algo del espectador más allá de la simple fascinación por el artefacto.

Un’isola contemporanea nell’estate delle Baleari

– Un’isola contemporanea nell’estate delle Baleari (Il Giornale dell’Arte – 15/08/2026)

Musei, fondazioni, gallerie e una notte bianca dell’arte: il capoluogo delle Baleari si conferma uno dei centri più vivaci del contemporaneo in Spagna. Una guida per orientarsi tra i suoi spazi migliori durante i mesi estivi.

C’è un momento preciso in cui ci si accorge che Palma non è fatta solo di spiagge e tramonti suggestivi. Accade quando si gira l’angolo di un vicolo del centro storico e ci si trova davanti a una vetrina di galleria con opere inaspettate o quando si scopre che il museo di arte contemporanea è alloggiato dentro le mura di un bastione rinascimentale affacciato sul mare. La città ha costruito negli ultimi anni una scena artistica di rilievo nazionale, con istituzioni consolidate, una rete di gallerie attive e un calendario di eventi che in estate raggiunge una densità davvero notevole.
Il punto di partenza obbligato è Es Baluard Museu d’Art Contemporani, una delle più emblematiche istituzioni artistiche dell’arcipelago delle Baleari.

(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.474, Luglio Agosto 2026)

Barceló torna a Barcellona

– Barceló torna a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 22/06/2026)

Abbiamo intervistato l’artista che inaugura la sua prima mostra in una galleria catalana in 30 anni, in attesa di sapere se sarà il prescelto per decorare la Facciata della Gloria della Sagrada Familia.

Sono passati 30 anni da quando Miquel Barceló (Felanitx, 1957) inaugurò la sua ultima mostra in una galleria di Barcellona. Era la storica Salvador Riera e quando il suo proprietario morì nel 1994, non si preoccupò di cercare un altro rappresentante, tanto c’erano le istituzioni a ricordarsi di lui come la Pedrera che dedicò una mostra alle sue ceramiche due anni fa. Adesso torna a Barcellona, grazie a uno dei grandi del gallerismo spagnolo Artur Ramon, per mostrare una serie spettacolare di incisioni inedite realizzate proprio nella capitale catalana, dal 2010 al 2026.

Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso

– Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso (Il Giornale dell’Arte – 16/06/2026)

Cento giorni di arte contemporanea, industria e territorio con oltre 40 artisti internazionali e 13 spazi espositivi trasformano la città asturiana.

Il Parque Ferrera di Avilés, nelle Asturie, ha fatto da cornice all’inaugurazione ufficiale della prima edizione della Bienal Climática: Arte, Industria y Territorio (bienalclimatica.org), un evento che con il motto «Ensayar lo inesperado» (Provare l’inatteso), fino al 20 settembre trasforma la città asturiana in un laboratorio culturale. All’atto inaugurale era presente il ministro della Cultura spagnolo, Ernest Urtasun, che ha inquadrato l’evento nella vocazione di Avilés: «Una città segnata dall’industria che conosce bene la parola trasformazione e che ha saputo reinventarsi senza rinunciare alla propria identità», alludendo all’apertura nel 2011 del Centro Niemeyer, sede, nei prossimi mesi, anche della Biennale Climatica.

 

Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche

– Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche (Il Giornale dell’Arte – 03/06/2026)

È un’edizione strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta.

Dopo la fatidica settimana della vernice della 61ma Biennale d’Arte gli addetti ai lavori, accorsi in massa, hanno abbandonato Venezia in direzione di altri eventi, perché il circo dell’arte non si ferma mai. È stata una Biennale strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta. Come giornalisti non possiamo lamentarci: non sono certo mancati i titoli, anche se parevano preoccupantemente omogenei.

La Bienal entre protestas, bizarrías y descubrimientos

– La Bienal entre protestas, bizarrías y descubrimientos (Bonart – 14/05/2026)

La estructura de los pabellones nacionales y los premios pierden legitimidad en una Bienal marcada por las tensiones geopolíticas y la crisis institucional.

La semana inaugural de la 61ª Bienal de Venecia ha terminado y los profesionales del sector que acudieron en masa a la denominada “vernice” se han marchado ya a otros eventos. Ahora le toca al público expresar su opinión y por primera vez en la historia de la manifestación nacida en 1895, también otorgar los Leones, los prestigiosos premios que se otorgan desde el 1949, cuando lo ganó entre otros Henri Matisse. Huérfanos de jurado, ya que sus integrantes dimitieron en bloque debido a la presencia de Israel y Rusia (y Estados Unidos, añadiría yo), países que pisotean el derecho internacional, la responsabilidad de otorgar estos (hasta ahora) tan prestigiosos reconocimientos recae en los visitantes: del juicio crítico reflexionado y motivado, se pasa a la encuesta de corte populista.

Biennale di Venezia: Hablar de arte, es hablar de política

– Biennale di Venezia: Hablar de arte, es hablar de política (Bonart – 06/05/2026)

Entre polémicas, cuerpos y archivos: contrastes y paradojas en una Bienal de Venecia marcada por la desigual recepción de los pabellones y el peso de la presencia española.

«El arte es más poderosa de cualquier prepotencia» ha afirmado Pierangelo Buttafuoco, presidente de la Biennale di Venezia, el primer día de la célebre ‘vernice’, que hasta el sábado abrirá las puertas del circo del arte solo a los profesionales con rigurosa invitación. Luego el recorrido de la polémica se abrirá a todos. El Pabellón de los Estados Unidos no tiene ni siquiera críticas, es tan ajeno a cualquier interés que las colas de otras ediciones han sido sustituidas por la indiferencia de salas vacías y gente superándolo apresuradamente hacia otras destinaciones.