Il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid rivela una nuova sede dedicata all’arte contemporanea

– Il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid rivela una nuova sede dedicata all’arte contemporanea (Il Giornale dell’Arte – 18/09/2026)

La succursale troverà casa nel Palazzo del Ghiaccio, che sarà ristrutturato con 90 milioni di euro e aprirà nel 2031. Qui saranno esposte le 186 opere donate dalla figlia del fondatore, Francesca Thyssen-Bornemisza, che ne presterà altre 179.

Il 6 ottobre 2010 Francesca Thyssen-Bornemisza, che nel 2002 aveva creato TBA21 (Thyssen-Bornemisza Art Contemporary), presentò per la prima volta le sue opere in Spagna. Non fu a Madrid, nel museo che suo padre, il barone Heinrich, aveva fondato nel 1992, ma nelle Asturie nel periferico centro d’arte Laboral di Gijón. Sedici anni e molte conversazioni dopo, Francesca e Carmen «Tita» Cervera (la seconda moglie del barone, che lottò per portare la collezione a Madrid, la sua città natale, nonostante le offerte di Germania, Regno Unito e Stati Uniti) hanno finalmente trovato un accordo.

I capolavori di Frida e Rivera in ostaggio dei mercati: la complessa vicenda della Colección Gelman

– I capolavori di Frida e Rivera in ostaggio dei mercati: la complessa vicenda della Colección Gelman (Il Giornale dell’Arte – 16/09/2026)

Può un patrimonio d’arte nazionale diventare la garanzia per un debito privato? Attorno a questo interrogativo si sono uniti 500 tra artisti e intellettuali nel collettivo «Difendiamo la Colección Gelman». Sullo sfondo, il paradosso di una raccolta contesa che fa da fiore all’occhiello al debutto del nuovo centro culturale Faro Santander.

Poche collezioni private racchiudono tanta storia, prestigio e controversie come quella riunita da Jacques e Natasha Gelman a partire dagli anni ’40, considerata una delle più importanti collezioni private di arte moderna messicana. La raccolta, che comprende circa 160 opere fondamentali di artisti come Frida Kahlo (con 18 opere), Diego Rivera con oli e acquerelli sorprendenti, José Clemente Orozco, María Izquierdo, Rufino Tamayo, il fotografo Manuel Álvarez Bravo, Leonora Carrington e molti altri, è esposta fino al 10 gennaio 2027 nel Faro Santander

Apre Faro Santander: uno straordinario insieme di capolavori illumina gli spazi di un’antica banca

– Apre Faro Santander: uno straordinario insieme di capolavori illumina gli spazi di un’antica banca (Il Giornale dell’Arte – 07/09/2026)

Il re Felipe VI inaugura il nuovo centro culturale progettato da David Chipperfield e voluto da Ana Botín, presidentessa del Banco Santander.

Sarà Santander la nuova Bilbao? La famiglia Botín è decisa a convertire il capoluogo della Cantabria in uno dei punti nevralgici della cultura spagnola e a farla entrare nel circuito internazionale delle città d’arte. Dopo il Centro Botín disegnato da Renzo Piano, aperto nel 2017, adesso è la volta del Faro Santander, il nuovo centro culturale firmato dall’architetto David Chipperfield, Premio Prizker 2023, che ha inaugurato oggi, 7 settembre, Ana Botín, in presenza del re Felipe VI accompagnato dalla sindaca di Santander, Gema Igual, la presidentessa della Cantabria, il ministro dell’industria e del Turismo Jordi Hereu e numerose personalità.

La Spagna come il Far West: musei travolti da una serie di furti di reperti in oro

– La Spagna come il Far West: musei travolti da una serie di furti di reperti in oro (Il Giornale dell’Arte – 01/09/2026)

Dall’aprile di quest’anno sono stati messi a segno ripetuti colpi, identici per durata lampo, azione notturna in date di luna quasi piena e pianificazione mirata. L’ultimo è quello del magnifico Tesoro di Villena.

Lo scorso 26 agosto il Museo Arqueólogico José María Soler di Villena (Muvi) si è svegliato con le vetrine vuote e il nastro della polizia a sigillare l’ingresso. Sembrava il set di un film d’azione, ma non lo era. Verso le cinque e venti del mattino un gruppo di ladri ha forzato una delle finestre laterali dell’edificio ed è riuscito a impossessarsi del Tesoro di Villena, uno dei ritrovamenti di oreficeria preistorica più rilevanti dell’intero continente europeo.

Eufònic cumple 15 años, manteniendo al artista en el centro del discurso

– Eufònic cumple 15 años, manteniendo al artista en el centro del discurso (Il Bonart – 20/07/2026)

Una reflexión sobre el festival fundado y dirigido por Vicent Fibla recién celebrado.

Amposta y las Terres de l’Ebre acogieron la edición del 15 aniversario de Eufònic, el festival fundado y dirigido por Vicent Fibla que, ante la escalada de los avances tecnológicos, sigue defendiendo obras con un discurso crítico sólido y otorga al artista la importancia que se merece.

En el arte electrónico contemporáneo existe una tentación que cada vez más se ha convertido en la norma en lugar de la excepción: la de la obra de arte como una proeza técnica. Cuanto mayor es el despliegue tecnológico, mayor parece también la cantidad de personas necesarias para hacerlo posible. Establecer un gran número de acuerdos y colaboraciones con instituciones y empresas de todo tipo parece ser un éxito en sí mismo. El resultado, cada vez más a menudo, es una obra en la que la voz del artista se diluye entre tantos intermediarios. Y lo que se pierde en ese proceso no es un detalle menor: es precisamente la capacidad de la obra para incomodar, para posicionarse, para ofrecer una crítica social que exige algo del espectador más allá de la simple fascinación por el artefacto.

Un’isola contemporanea nell’estate delle Baleari

– Un’isola contemporanea nell’estate delle Baleari (Il Giornale dell’Arte – 15/08/2026)

Musei, fondazioni, gallerie e una notte bianca dell’arte: il capoluogo delle Baleari si conferma uno dei centri più vivaci del contemporaneo in Spagna. Una guida per orientarsi tra i suoi spazi migliori durante i mesi estivi.

C’è un momento preciso in cui ci si accorge che Palma non è fatta solo di spiagge e tramonti suggestivi. Accade quando si gira l’angolo di un vicolo del centro storico e ci si trova davanti a una vetrina di galleria con opere inaspettate o quando si scopre che il museo di arte contemporanea è alloggiato dentro le mura di un bastione rinascimentale affacciato sul mare. La città ha costruito negli ultimi anni una scena artistica di rilievo nazionale, con istituzioni consolidate, una rete di gallerie attive e un calendario di eventi che in estate raggiunge una densità davvero notevole.
Il punto di partenza obbligato è Es Baluard Museu d’Art Contemporani, una delle più emblematiche istituzioni artistiche dell’arcipelago delle Baleari.

(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.474, Luglio Agosto 2026)

Come fa la Venere di Rubens del Museo Thyssen di Madrid a essere ancora più bella?

– Come fa la Venere di Rubens del Museo Thyssen di Madrid a essere ancora più bella? (Il Giornale dell’Arte – 06/07/2026)

Una mostra racconta ai visitatori il restauro, che ha eliminato l’ingiallimento della vernice e le screpolature della tela «Venere e Cupido».

Al termine di 18 mesi di lavori, il Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid ha allestito nella Sala 19 della collezione permanente, una mostra dossier dedicata al restauro e alle analisi scientifiche cui è stato sottoposto il dipinto «Venere e Cupido» di Peter Paul Rubens.

Intervista a Elena Fontanella: «Lavoro per una nuova centralità dell’arte e della cultura italiana in Spagna»

– Intervista a Elena Fontanella: «Lavoro per una nuova centralità dell’arte e della cultura italiana in Spagna» (Il Giornale dell’Arte – 01/07/2026)

Abbiamo rivolto qualche domanda alla direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid: «Vorrei aprire un ristorante stellato e ampliare gli spazi di coworking e le foresterie per le residenze di artisti e ricercatori. Come? Con l’aiuto di aziende italiane presenti in Spagna».

La definizione «di chiara fama» indica una persona che gode di grande prestigio, notorietà e autorevolezza nel proprio campo. Il termine è usato anche in senso giuridico per professionisti di eccezionale valore per i quali esistono normative ad hoc che consentono la loro chiamata per incarichi eccezionali. Attualmente su una rete complessiva di 88 Istituti Italiani di Cultura (IIC) nel mondo, solo otto sono guidati da un direttore nominato per «chiara fama». Si tratta di Istituti che svolgono, o ambiscono a svolgere, un ruolo strategico particolarmente importante e uno di questi è quello di Madrid, alla cui direzione è stata nominata Elena Fontanella (Torino, 1964), giornalista, saggista, curatrice museale e docente universitaria, nota soprattutto per la sua attività nella diplomazia culturale e nella valorizzazione del patrimonio storico artistico.

Maribel López, ex direttrice di ARCO Madrid, guiderà la Fondazione Miró

– Maribel López, ex direttrice di ARCO Madrid, guiderà la Fondazione Miró (Il Giornale dell’Arte – 30/06/2026)

L’indiscrezione è giunta poche ore prima della ratifica della nomina da parte del Consiglio d’amministrazione dell’istituzione.

La notizia della nomina di Maribel López (Barcellona, 1973) alla direzione della Fondazione Miró di Barcellona è stata rivelata stamattina, 30 giugno, dal quotidiano barcellonese «La Vanguardia». La notizia si attendeva per questa sera dopo la riunione, convocata per le ore 18, del Patronato (Consiglio d’amministrazione) della Fondazione incaricato di ratificare la scelta della giuria. Maribel López, che sostituisce Marko Daniel, dal 2018 dirigeva ARCO Madrid, la più importante fiera d’arte contemporanea della Spagna, incarico che abbandona sorprendentemente nonostante il rinnovo del contratto triennale con l’istituzione madrilena.

Barceló torna a Barcellona

– Barceló torna a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 22/06/2026)

Abbiamo intervistato l’artista che inaugura la sua prima mostra in una galleria catalana in 30 anni, in attesa di sapere se sarà il prescelto per decorare la Facciata della Gloria della Sagrada Familia.

Sono passati 30 anni da quando Miquel Barceló (Felanitx, 1957) inaugurò la sua ultima mostra in una galleria di Barcellona. Era la storica Salvador Riera e quando il suo proprietario morì nel 1994, non si preoccupò di cercare un altro rappresentante, tanto c’erano le istituzioni a ricordarsi di lui come la Pedrera che dedicò una mostra alle sue ceramiche due anni fa. Adesso torna a Barcellona, grazie a uno dei grandi del gallerismo spagnolo Artur Ramon, per mostrare una serie spettacolare di incisioni inedite realizzate proprio nella capitale catalana, dal 2010 al 2026.