:: NEWS :: NOTICIAS Y ACTUALIDAD

:: EL PAÍS ::

Arte de arroz o regado con leche (02/12/2020)
El conceptual Wolfgang Laib expone en Barcelona sus obras “naturales”.
Parece tan sólo un cuadrado amarillo pintado en el suelo. Sin embargo, al acercarse se nota una textura extraña y una uniformidad extraordinaria, superior a la que se podría lograr con pintura. De hecho es un cuadrado de polen, una de las obras más representativas del artista alemán Wolfgang Laib, que tras su paso por el MOMA de Nueva York, se exhibe en la Blueproject Foundation de Barcelona hasta mañana.


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

La rabbia e la voce di una galleria femminista
Valencia (Spagna). The Liminal è la prima galleria femminista e queer della Spagna. È un progetto dell’artista Pablo Vindel, coordinato dalla storica dell’arte Carmen Mariscal: «Vogliamo produrre opere, non solo mostrarle, e soprattutto rendere più accessibile il mercato dell’arte», spiega Vindel.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Trenta monaci e un bebè
Guadalajara (Spagna). Catalina Urquijo e Dionisio Urbina, fondatori e direttori della scuola di archeologia ArchaeoSpain, scavano dal 2004 intorno al Castello di Zorita de los Canes, considerato uno dei più importanti e probabilmente il più misterioso di Spagna. Covid permettendo, in dicembre presenteranno il libro El castillo y fortaleza de Zorita de los Canes, dove raccontano con un linguaggio rigoroso ma accessibile, le scoperte di questi anni e gli interrogativi che hanno generato.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Video al limite
Barcellona. Essere un videoartista a Kabul non è mai facile, ma ai tempi del Covid-19 diventa infernale. «A Kabul dall’elettricità in avanti manca di tutto e anche mandare agli artisti ciò di cui hanno bisogno è difficile, può perdersi, essere rubato o bloccato alla dogana per mesi. Vivono in uno stato di tremenda incertezza», racconta Han Nefkens, collezionista e mecenate, creatore della fondazione omonima.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Storia provvisoria degli anni ’90
Barcellona. Il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba), che in questo tormentato 2020 festeggia i 25 anni, propone fino al 7 febbraio «Acción. Una historia provisional de los 90». La mostra, a cura del direttore del museo Ferran Barenblit e di Aida Roger, propone una nuova lettura degli anni ’90 a partire dalle performance di un centinaio di artisti e dal loro rapporto con le pratiche che caratterizzarono la scena artistica concettuale degli anni ’70.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il collezionista che soffiò un Goya a Hitler
Bilbao. La mostra «Obras maestras de la colección Valdés», nel Museo de Bellas Artes fino all’1 febbraio, ricostruisce per la prima volta la collezione dell’imprenditore di Bilbao Félix Fernández-Valdés (1895-1976). La raccolta di circa 400 opere, una delle più notevoli della seconda metà del ’900 per numero di pezzi e per la loro eccezionale qualità, fu dispersa dopo la morte di Valdés in importanti collezioni private e pubbliche, come quella del Museo del Prado.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Señoras, perdón
Madrid. La prima mostra temporanea organizzata dal Museo del Prado dopo la riapertura il 6 giugno scorso aspira a riparare un torto di secoli: l’assenza delle donne in un museo che nei suoi 200 anni di storia ha organizzato solo due mostre monografiche di artiste. L’obiettivo del Prado è duplice: redimersi e allo stesso tempo, in un momento in cui far arrivare opere dall’estero è complicato e ancor più caro, approfittarne per mostrare lavori da sempre nascosti nei depositi, dopo averne restaurati ben 40.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

L’uomo che censisce la censura (Novembre 2020)
Josep María Benet Ferran (1957), più noto come Tatxo Benet, giornalista, editore e produttore televisivo, è una delle persone che hanno scritto la storia dei mezzi di comunicazione spagnoli e poi catalani come fondatore di TV3, la televisione della Catalogna. Indipendentista convinto, ha da poco inaugurato a Barcellona Ona, una libreria dedicata alla letteratura in catalano, ma il suo nome è andato in prima pagina quando ha comprato l’opera di Santiago Sierra, «Prigionieri politici nella Spagna contemporanea», ritirata dalla fiera ARCOmadrid 2018 con un grave episodio di censura. Iniziava così «Censored», una collezione dedicata alle opere censurate nel mondo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il Grand Tour della Catalogna (Novembre 2020)
Il Governo autonomo della Catalogna ha lanciato il Grand Tour de Catalunya, una proposta di turismo culturale pensata per divulgare le principali attrazioni artistiche e naturali della Regione e per rivitalizzare il turismo senza infrangere le norme anti Covid-19. L’iniziativa comprende visite culturali, naturalistiche ed enogastronomiche che servono come punto di partenza per promuovere esperienze meno conosciute, ma altrettanto interessanti.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Ombre e bellezza al KBr di Barcellona (Novembre 2020)
KBr Barcelona Photo Center, il nuovo Centro di Fotografia della Fundación Mapfre, è stato inaugurato il 7 ottobre con una grande retrospettiva di Bill Brandt e un’oculata selezione di Paul Strand. Una dichiarazione d’intenti per un centro che punta su grandi classici e autori internazionali. «Con la sigla KBr, che rappresenta il simbolo chimico del bromuro di potassio, un sale essenziale nella fotografia tradizionale,haspiegato Nadia Arroyo, direttrice del dipartimento culturale della Fundación Mapfre, alludiamo alla tecnica dei grandi maestri dell’immagine, uno dei nostri interessi principali, mentre l’uso della lingua inglese sta a indicare la vocazione internazionale del centro».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Le archeologhe che reinterpretano la storia (Novembre 2020)
Si chiamano Pastwomen: rivisitano l’antichità per riconfigurare il ruolo e la funzione sociale delle donne.
Secondo alcuni stereotipi nella preistoria le donne si occupavano solo di attività domestiche e di procreare. I cliché arcaici le relegano a un ruolo inesistente o nel migliore dei casi subalterno a quello maschile, ma la verità è ancora un’incognita. La storia ufficiale è stata scritta all’inizio dell’Ottocento da uomini bianchi di classe alta che hanno eclissato la figura femminile.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Le dure storie di frontiera di Teresa Margolles (Novembre 2020)
Da quando nel 2009 ha portato alla Biennale di Venezia la tragedia del narcotraffico, la messicana Teresa Margolles (Culiacán, 1963) ha dato voce alle vittime e ai più vulnerabili, materializzando nello spazio asettico del museo l’ingiustizia, il dolore, la violenza e la morte. Pur con le limitazioni imposte dal Covid-19, la Margolles ha inaugurato a Es Baluard, il museo d’arte moderna e contemporanea di Palma di Maiorca, «La pietra» (fino al 24 marzo), un suo progetto che racconta la vita delle «carretilleras», donne che con dei carrelli trasportano merci tra Colombia e Venezuela.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il sogno americano alla Caixa (Novembre 2020)
È una delle mostre più importanti della stagione della Fundación La Caixa, che possiede ben nove centri d’arte sparsi per tutta la Spagna. «Il sogno americano. Dal Pop all’attualità» ne toccherà tre, a cominciare da Madrid dove sarà fino al 31 gennaio. Da marzo a giugno verrà allestita a Barcellona e da luglio a novembre a Saragozza. Curata da Catherine Daunt e Stephen Coppel, conservatori del Dipartimento di Stampe e Disegni del British Museum, la rassegna è frutto dell’accordo tra La Caixa e il museo londinese, rinnovato nel 2018, che prevede la coproduzione di cinque grandi progetti espositivi tra il 2020 e il 2024.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: EL TEMPS DE LES ARTS ::

L’herència dels anys 80 i 90 (27 Novembre 2020)
Muy feliz de estrenarme en El Temps de les Arts con la crónica del seminario organizado por Pilar Parcerisas en la Fundació Vallpalou de Lleida, sobre dos décadas prodigiosas para la historia del arte de/en Catalunya. Yo llegué justo cuando se inauguró la Olimpiada Cultural  Disfruté mucho vivir aquellos años y también recordarlos.

Dos días de debates intensos, interesantes, divertidos, útiles y muy necesarios.. con un cartel de lujo: Vicenç Altaio, Manolo Laguillo, Jordi Guillumet, Mabel Palacin, Jorge Luis Marzo, Llucià Homs, Juan Naranjo, Josep Rigol,
Toni Prim, Anna Belsa, Juli Capella, Isabel Niño, Joan Fontcuberta, Pep Duran, Manuel Ubeda, Josep-Miquel Garcia, Antoni Llevot, Jesus Navarro y Josep Ramoneda.

Todas las mesas están enlazadas al artículo.


 

:: EVENTOS :: SEMINARIO en FUNDACIÓ VALLPALOU LLEIDA

Sábado 21 de Noviembre Roberta participarà en el Seminario “Tan lejos, tan cerca” en la Fundació Vallpalou de Lleida.

SÁBADO, 21 DE NOVIEMBRE – 16 h – 17.15 h // DE LA BARCELONA PREOLÍMPICA A LA POSTOLÍMPICA
Mabel Palacín, artista; Roberta Bosco, periodista de arte y Jorge Luis Marzo, historiador del arte. Modera. Pilar Parcerisas.

 

STREAMING DEL SEMINARIO EN DIRECTOhttps://www.fundaciovallpalou.org/directe.html

Programa Completo en PDF. (viernes y sábado).

TAN LEJOS, TAN CERCA
EN LA ENCRUCIJADA DE LOS AÑOS 80 Y 90

Varios expertos en el campo de las artes visuales hablarán en torno a las esperanzadoras décadas de los años 80 y 90, antes de que la desenfrenada era digital irrumpiera con fuerza para borrar su memoria.

Pocos años después de la salida de la dictadura en España, a finales de los años 80 el mundo se transformó totalmente: la caída del muro de Berlín, con la reunificación de las dos Alemanias, el fin de la URSS y la apertura de Rusia al mundo Occidental con Gorbachov pilotando la Perestroika (reorganización de la economía) y la Glasnost (transparencia informativa), la revuelta de los estudiantes en la plaza de Tiananmen en China, la guerra del Golfo, la contienda de los Balcanes, la investigación tecnológica de Seattle, el cambio de la tecnología analógica a la digital y el estallido de la conciencia del terrorismo islámico con el 11-S en Nueva York.

En Cataluña, el arte de los años 80 y 90 vivió la euforia de después de la dictadura, con el surgimiento de brillantes mentes creadoras y un resurgimiento de la pintura, la escultura, la continuidad del arte conceptual junto a brillantes iniciativas en la importación de artistas internacionales, antes de la creación de los grandes museos y equipamientos que vieron la luz en los 90, como el CCCB, el Macba o el MNAC. Exposiciones institucionales como Bèstia!, Extra!, las de la Sala Montcada, el Espacio 10 y más tarde 13 de la Fundación Miró, Metrònom, las exposiciones de la Virreina y Santa Mónica, entre otras, la Primavera Fotográfica (1982- 2004), con el estallido de numerosos creadores, la Primavera del Diseño, que desde 1992 llevó las mejores figuras internacionales, el mercado del arte vivía en una cierta abundancia, la euforia olímpica enriqueció plazas y calles de arte público, pero con los años algo se ha roto. Queremos reflexionar sobre estas décadas y el arte y los artistas de aquel momento, para compararlo con la situación actual del arte en nuestro país.


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Come cambiano le fiere in Spagna (Novembre 2020)
Loop cambia sede e punta sull’ibrido, Arco si sposta a luglio e Swab diventa virtuale.
Si inaugura il 17 novembre Loop, la 18ma edizione della fiera dedicata esclusivamente alla videoarte, che abbandona le caratteristiche stanze d’albergo per trasferirsi nel Museu d’Historia de Catalunya, sufficientemente ampio da permettere il distanziamento sociale. Loop punta sul formato ibrido e delle 40 gallerie partecipanti (di 17 paesi, ma nessuna italiana) solo 18 saranno presenti fisicamente, mentre tutte esporranno su Artland, uno spazio virtuale dove la fiera si prolunga fino al 26 novembre.


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Una vita a colori
Bilbao (Spagna). L’incessante creatività e la costante reinvenzione che caratterizzano il lavoro di Lee Krasner (1908-84) nel corso di mezzo secolo sono sintetizzate nella mostra «Lee Krasner. Colore vivo», che conclude nel Museo Guggenheim il tour iniziato un anno fa nella Barbican Gallery di Londra.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Centro Centro, punto e a capo
Madrid. Istituito durante il mandato della sindaca di Madrid Manuela Carmena, per portare l’arte contemporanea d’avanguardia nel Paseo del Prado conosciuto per i suoi grandi musei d’arte antica, il Centro Centro non è mai riuscito a ritagliarsi uno spazio nè nella celebre «milla de oro» dei musei madrileni nè nel cuore dei visitatori, per varie ragioni, a cominciare dal nome, che sembra un errore. Così punto e a capo e nuova vita. Il bando indetto dal sindaco del Partito Popolare, José Luis Martínez de Almeida, per nominare un direttore artistico è stato vinto dall’italiana Giulietta Zanmatti-Speranza, assoldata con un contratto di tre anni rinnovabili fino a sei.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Una dozzina di siti celtiberici distrutti (Ottobre 2020)
Il patrimonio celtiberico è in pericolo. Lo spoglio distruttivo e ininterrotto durante decenni ha colpito e danneggiato irreparabilmente sia le città fortificate costruite in luoghi elevati sia necropoli e santuari celtiberici. Lo denuncia «La destrucción del patrimonio celtiberico. El caso del valle del río Huecha y de la Sierra del Moncayo», uno studio recente pubblicato dagli esperti dell’Università di Alicante, del Museo Central Romano-Germanico di Magonza (Rgzm) in Germania e del Governo di Aragón.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il lato oscuro della pax romana (Ottobre 2020)
Lo studio «Vita e morte nel Cerro de la Cruz» di Fernando Quesada della Facoltà di Archeologia dell’Università autonoma di Madrid, rivela il lato oscuro della famosa pax romana. Infatti, malgrado portassero una certa stabilità e tranquillità alle regioni annesse all’Impero, i Romani non sempre si comportarono in modo pacifico.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)


 

:: MIRADOR DE LES ARTS ::

La voz de los humanos y de las cosas (21/10/2020) [Texto en: CAT]
El centro de arte Fabra i Coats da comienzo a la temporada con dos exposiciones de corte político.
En la entrada de la sala del centro de arte Fabra i Coats, un semicírculo de hormigón acoge al visitante de Tono lengua boca, la primera retrospectiva internacional de Wendelien van Oldenborgh (Rotterdam, 1962), que llega a Barcelona, procedente del centro Dos de Mayo, de Móstoles.


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

PhotoEspaña alla finestra e al balcone (Ottobre 2020)
Come tutti gli eventi di quest’anno anche PhotoEspaña ha cambiato formato. Vista l’impossibilità di realizzare l’evento abituale, la XXIII edizione si allarga a tutta la Spagna, coinvolgendo 50 città e invitando il pubblico a parteciparvi attivamente. Gli spettatori trasformati in autori hanno risposto alla chiamata inviando più di 63mila immagini, tra queste una giuria di esperti ha selezionato le 2.450 esposte fino al 31 ottobre sui balconi e alle finestre delle città partecipanti.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Gli dei del Prado in trasferta a Barcellona (Ottobre 2020)
Dal 16 ottobre al 14 marzo arriva al CaixaForum la mostra «Arte e Mito. Gli dèi del Prado», coproduzione tra la Fundación La Caixa e il Museo del Prado, in programma per la scorsa primavera e congelata causa Covid.
Una proposta diacronica, osserva il curatore Fernando Pérez (responsabile dell’area di Educazione del Museo del Prado), che attraverso una cinquantina tra sculture, medaglie e dipinti di Rubens, Ribera e Zurbarán, tra gli altri, approfondisce la rappresentazione della mitologia classica nella storia dell’arte, dal I secolo a. C. all’Ottocento.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)


 

:: EL PAÍS ::

La feria SWAB recrea su sede en 3D y reúne en ella a 75 galerías (11/10/2020)
La cita de arte contemporáneo muestra obras de 200 artistas en un entorno virtual que reproduce fielmente su tradicional ubicación física y adapta también los precios, entre los 10 y los 24.500 euros.
A diferencia de otras, SWAB, la feria de arte contemporáneo de Barcelona, ha respetado su fecha prevista. Pero era imposible, en las condiciones sanitarias actuales, organizar una feria que se ha caracterizado por traer algunas de las galerías extranjeras emergentes más interesantes del momento. Así que, para mantenerse fiel a su identidad, SWAB se ha trasladado al espacio virtual, donde proporciona una experiencia inmersiva parecida a la que desde hace años ofrece en el Pabellón Italiano de Montjuïc.


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il nuovo KBr Barcelona Photo Center (Ottobre 2020)
Il 7 ottobre la Fondazione Mapfre inaugura il nuovo KBr Barcelona Photo Center. «Con la sigla KBr, che rappresenta il simbolo chimico del bromuro di potassio, un sale essenziale nella fotografia tradizionale, alludiamo alla tecnica dei grandi maestri dell’immagine, uno dei nostri interessi principali, mentre l’uso della lingua inglese simboleggia la vocazione internazionale del centro», spiega Nadia Arroyo, direttrice del dipartimento culturale della Fondazione Mapfre.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)


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