:: NEWS :: NOTICIAS Y ACTUALIDAD

:: EL PAÍS ::

Cataluña e Italia intensifican sus intercambios artísticos (21/02/2021)
La colección de La Caixa se expone en Turín, Fina Miralles del Macba se verá en Nápoles y las obras de Carracci del MNAC en Roma.
Aunque la afinidad cultural entre España e Italia es un tópico ampliamente repetido, no siempre los intercambios artísticos entre los dos países han sido tan fluidos e intensos como se supondría y auspiciaría. Sin embargo, parece que la tónica está cambiando, por lo menos por lo que atañe a las instituciones catalanas, que han cerrado varios acuerdos de colaboración con sus homólogas italianas.


 

:: MIRADOR DE LES ARTS ::

La obra es la acción (24/02/2021) [Texto en: ENGCAT]
El impacto visual de Una exposición verdadera, la propuesta de Martí Anson para el centro de arte Fabra i Coats, es notable. Lo primero que el visitante encuentra es una sala atestada de listones de madera, tirados por el suelo. También hay estructuras a todas luces inutilizables, que parecen reproducir dos trampolines: uno para salto con esquíes y el otro para tirarse en una pequeña piscina de plástico (pero esto se descubrirá solo al subir al piso superior, donde continua la construcción).


 

:: EL PAÍS ::

‘El banquete de los gigantes’, de Miralda, se convierte en documental (07/02/2021)
El artista Àlvar Calvet, que en 1998 participó en aquel memorable evento, dirige la obra, que se estrenará en primavera.
El 27 de junio de 1998 Antoni Miralda, junto con varios artistas, organizó un banquete para los gigantes de Reus, personajes icónicos de la cultura reusense. Las viandas, colosales como los invitados, se sirvieron en platos de más de 80 centímetros de diámetro fabricados para la ocasión en un taller de Miravet. Fue un evento espectacular y especialmente logrado, que involucró a toda la ciudad: empresas de alimentación, pastelerías, agrupaciones culturales, gremios y ciudadanos.


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il bambino segreto dei Dalí
Le immagini e la storia che nessuno aveva mai raccontato prima.
Tutti gli aspetti della vita e dell’opera di Salvador Dalí e di Gala sono stati dissezionati, analizzati e studiati. Sembra impossibile trovare ancora dettagli sconosciuti eppure il giornalista José Ángel Montañés ci è riuscito e lo racconta nel libro «El niño secreto de los Dalí».


 

:: EL PAÍS ::

Duchamp se paró en Lleida (03/01/2021)
La Fundación Vallpalou arranca una nueva etapa con la adquisición de un importante núcleo de obras de las vanguardias históricas.
…algo así como hojas de instrucciones, que contienen todas las claves para desentrañar el enigma de esta obra maestra. Ahora una de las pocas que quedan en manos privadas ha sido adquirida por la Fundación Vallpalou de Lleida, junto a otras piezas destacadas.


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Puppy si mette la mascherina
Bilbao. «Puppy», il cagnolino alto 12 metri creato nel 1992 da Jeff Koons, seduto davanti al Guggenheim di Bilbao dal 1997, è diventato una delle opere più amate e fotografate del museo. Abitualmente il suo manto composto da 28mila piante da fiore viene rinnovato due volte l’anno, a maggio e a ottobre.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Barcellona raccontata in 30 anni di gallerie
Barcellona. Il Covid non ferma le gallerie d’arte contemporanea della storica associazione Art Barcelona, che compie 30 anni e non rinuncia a celebrare l’anniversario. Lo fa con «Rutes XXX. La història de les galeries a través dels artistes», una serie d’itinerari per le gallerie dell’associazione elaborati da 5 artisti: Ignasi Aballí, che rappresenterà la Spagna alla prossima Biennale di Venezia, Anna Dot, Eulalia Grau, Rafel G. Bianchi e Antonio Ortega.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il Reina Sofía te le suona
Madrid. Il Museo Reina Sofia analizza lo sviluppo nel XX secolo dell’arte sonora come campo creativo differenziato dalla musica nella mostra «Dissonata. Arte nel suono fino al 1980» (fino all’1 marzo). La rassegna, curata da Maike Aden sulla base di un progetto di Guy Schraenen, scomparso nel 2018, comprende oltre 200 opere: disegni, spartiti, sculture, strumenti, film e fotografie che offrono una nuova prospettiva dei movimenti artistici, da cui ebbero inizio le avanguardie storiche.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il fantasma Mondrian
Madrid. Fino a dicembre le mostre della Fundación March saranno esclusivamente digitali. La programmazione inizia con «Il caso Mondrian» definita dal suo curatore Manuel Fontán del Junco «l’evocazione spettrale di un episodio del passato, l’esposizione che la Fondazione dedicò all’artista olandese nel 1982».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Senza fretta ma senza pausa
Vienna e Madrid. La nuova piattaforma online di TBA21, la fondazione di Francesca Thyssen-Bornemisza dedicata alla produzione ed esposizione di arte contemporanea, si chiama st_age, un gioco di parole tra stage (scenario in inglese) e la contrazione di streaming age, l’era dello streaming, cioè della diffusione in tempo reale di contenuti multimediali in internet.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)


 

:: EL PAÍS ::

Un archivo audiovisual del arte actual (29/12/2020)
El programa de televisión ‘Territori Contemporani’ realiza un mapa de la creación catalana hecha en comarcas.
Hace mucho que se habla de descentralización de la cultura, pero Barcelona suele fagocitar la atención de los medios y del público pese a que en las comarcas hay mucho arte, nunca mejor dicho. Lo ha demostrado semana tras semana Territori Contemporani, el programa de la televisión del Vallés Oriental (VOTV), para La Xarxa de televisiones de Cataluña, a punto de cumplir 50 emisiones.


 

:: ENTREVISTA – EL PUNT / AVUI ::

Muy feliz de participar en este balance colectivo de uno de los años más complicados y tristes de la historia reciente… como siempre me han quedado cosas en el tintero, pero algunas han sido citadas por mis compañerxs, asi que todo bien… ese es el poder de la visión de conjunto! Gracias Maria Palau has hecho un gran trabajo durante el confinamiento y todo el año!

L’art que ens ha donat vida por Maria Palau
Barcelona. Això no és una llista. I encara menys un rànquing. Però sí que pretén ser un balanç de la temporada artística de l’any marcat per la pandèmia. Hem demanat a deu veus de l’art (periodistes, crítics, comissaris, historiadors, artistes i galeristes) que assenyalin projectes en què els ha estimulat transitar, però també allò que els ha decebut o que és símptoma que les coses es podrien, s’haurien de fer d’una altra manera.


 

:: MIRADOR DE LES ARTS ::

De la hiperactividad a la contemplación (09/12/2020) [Texto en: ENGCAT]
Sooooo lazy. Elogio del derroche, en CaixaForum Barcelona. La muestra, que incluye unas 50 piezas de 15 artistas, es la última entrega del programa para jóvenes comisarios que ofrece a los becados el lujo de trabajar con las obras de las colecciones de la Fundación “la Caixa” y del Museo de Arte Contemporáneo de Barcelona (Macba), si bien en este caso también hay varios préstamos de otras colecciones, como la Fundação Serralves y Cal Cego.


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

La rabbia e la voce di una galleria femminista
Valencia (Spagna). The Liminal è la prima galleria femminista e queer della Spagna. È un progetto dell’artista Pablo Vindel, coordinato dalla storica dell’arte Carmen Mariscal: «Vogliamo produrre opere, non solo mostrarle, e soprattutto rendere più accessibile il mercato dell’arte», spiega Vindel.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Trenta monaci e un bebè
Guadalajara (Spagna). Catalina Urquijo e Dionisio Urbina, fondatori e direttori della scuola di archeologia ArchaeoSpain, scavano dal 2004 intorno al Castello di Zorita de los Canes, considerato uno dei più importanti e probabilmente il più misterioso di Spagna. Covid permettendo, in dicembre presenteranno il libro El castillo y fortaleza de Zorita de los Canes, dove raccontano con un linguaggio rigoroso ma accessibile, le scoperte di questi anni e gli interrogativi che hanno generato.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Video al limite
Barcellona. Essere un videoartista a Kabul non è mai facile, ma ai tempi del Covid-19 diventa infernale. «A Kabul dall’elettricità in avanti manca di tutto e anche mandare agli artisti ciò di cui hanno bisogno è difficile, può perdersi, essere rubato o bloccato alla dogana per mesi. Vivono in uno stato di tremenda incertezza», racconta Han Nefkens, collezionista e mecenate, creatore della fondazione omonima.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Storia provvisoria degli anni ’90
Barcellona. Il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba), che in questo tormentato 2020 festeggia i 25 anni, propone fino al 7 febbraio «Acción. Una historia provisional de los 90». La mostra, a cura del direttore del museo Ferran Barenblit e di Aida Roger, propone una nuova lettura degli anni ’90 a partire dalle performance di un centinaio di artisti e dal loro rapporto con le pratiche che caratterizzarono la scena artistica concettuale degli anni ’70.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il collezionista che soffiò un Goya a Hitler
Bilbao. La mostra «Obras maestras de la colección Valdés», nel Museo de Bellas Artes fino all’1 febbraio, ricostruisce per la prima volta la collezione dell’imprenditore di Bilbao Félix Fernández-Valdés (1895-1976). La raccolta di circa 400 opere, una delle più notevoli della seconda metà del ’900 per numero di pezzi e per la loro eccezionale qualità, fu dispersa dopo la morte di Valdés in importanti collezioni private e pubbliche, come quella del Museo del Prado.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Señoras, perdón
Madrid. La prima mostra temporanea organizzata dal Museo del Prado dopo la riapertura il 6 giugno scorso aspira a riparare un torto di secoli: l’assenza delle donne in un museo che nei suoi 200 anni di storia ha organizzato solo due mostre monografiche di artiste. L’obiettivo del Prado è duplice: redimersi e allo stesso tempo, in un momento in cui far arrivare opere dall’estero è complicato e ancor più caro, approfittarne per mostrare lavori da sempre nascosti nei depositi, dopo averne restaurati ben 40.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

L’uomo che censisce la censura (Novembre 2020)
Josep María Benet Ferran (1957), più noto come Tatxo Benet, giornalista, editore e produttore televisivo, è una delle persone che hanno scritto la storia dei mezzi di comunicazione spagnoli e poi catalani come fondatore di TV3, la televisione della Catalogna. Indipendentista convinto, ha da poco inaugurato a Barcellona Ona, una libreria dedicata alla letteratura in catalano, ma il suo nome è andato in prima pagina quando ha comprato l’opera di Santiago Sierra, «Prigionieri politici nella Spagna contemporanea», ritirata dalla fiera ARCOmadrid 2018 con un grave episodio di censura. Iniziava così «Censored», una collezione dedicata alle opere censurate nel mondo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il Grand Tour della Catalogna (Novembre 2020)
Il Governo autonomo della Catalogna ha lanciato il Grand Tour de Catalunya, una proposta di turismo culturale pensata per divulgare le principali attrazioni artistiche e naturali della Regione e per rivitalizzare il turismo senza infrangere le norme anti Covid-19. L’iniziativa comprende visite culturali, naturalistiche ed enogastronomiche che servono come punto di partenza per promuovere esperienze meno conosciute, ma altrettanto interessanti.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Ombre e bellezza al KBr di Barcellona (Novembre 2020)
KBr Barcelona Photo Center, il nuovo Centro di Fotografia della Fundación Mapfre, è stato inaugurato il 7 ottobre con una grande retrospettiva di Bill Brandt e un’oculata selezione di Paul Strand. Una dichiarazione d’intenti per un centro che punta su grandi classici e autori internazionali. «Con la sigla KBr, che rappresenta il simbolo chimico del bromuro di potassio, un sale essenziale nella fotografia tradizionale,haspiegato Nadia Arroyo, direttrice del dipartimento culturale della Fundación Mapfre, alludiamo alla tecnica dei grandi maestri dell’immagine, uno dei nostri interessi principali, mentre l’uso della lingua inglese sta a indicare la vocazione internazionale del centro».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Le archeologhe che reinterpretano la storia (Novembre 2020)
Si chiamano Pastwomen: rivisitano l’antichità per riconfigurare il ruolo e la funzione sociale delle donne.
Secondo alcuni stereotipi nella preistoria le donne si occupavano solo di attività domestiche e di procreare. I cliché arcaici le relegano a un ruolo inesistente o nel migliore dei casi subalterno a quello maschile, ma la verità è ancora un’incognita. La storia ufficiale è stata scritta all’inizio dell’Ottocento da uomini bianchi di classe alta che hanno eclissato la figura femminile.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Le dure storie di frontiera di Teresa Margolles (Novembre 2020)
Da quando nel 2009 ha portato alla Biennale di Venezia la tragedia del narcotraffico, la messicana Teresa Margolles (Culiacán, 1963) ha dato voce alle vittime e ai più vulnerabili, materializzando nello spazio asettico del museo l’ingiustizia, il dolore, la violenza e la morte. Pur con le limitazioni imposte dal Covid-19, la Margolles ha inaugurato a Es Baluard, il museo d’arte moderna e contemporanea di Palma di Maiorca, «La pietra» (fino al 24 marzo), un suo progetto che racconta la vita delle «carretilleras», donne che con dei carrelli trasportano merci tra Colombia e Venezuela.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


 

:: IL GIORNALE DELL’ARTE ::

Il sogno americano alla Caixa (Novembre 2020)
È una delle mostre più importanti della stagione della Fundación La Caixa, che possiede ben nove centri d’arte sparsi per tutta la Spagna. «Il sogno americano. Dal Pop all’attualità» ne toccherà tre, a cominciare da Madrid dove sarà fino al 31 gennaio. Da marzo a giugno verrà allestita a Barcellona e da luglio a novembre a Saragozza. Curata da Catherine Daunt e Stephen Coppel, conservatori del Dipartimento di Stampe e Disegni del British Museum, la rassegna è frutto dell’accordo tra La Caixa e il museo londinese, rinnovato nel 2018, che prevede la coproduzione di cinque grandi progetti espositivi tra il 2020 e il 2024.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)


archivo