A https://arteedadsilicio.com/wp-admin/edit.php?post_type=pagepartir de 1994 Roberta Bosco es corresponsal desde España de Il Giornale dell’Arte (editorial Allemandi), la principal revista italiana de arte, fundadora del network del que forman parte The Art Newspaper y Le Journal des Arts.
Roberta fue corresponsal en Barcelona de la edición española (El Periódico del Arte) desde su inicio en 1997 hasta su cierre en 2002.
Vamos a reunir en esta página una selección de artículos publicados por Roberta Bosco entre 1994 y la actualidad:
Artículos online en https://www.ilgiornaledellarte.com/Giornalista/Roberta_Bosco
:: 2026 ::
– Come fa la Venere di Rubens del Museo Thyssen di Madrid a essere ancora più bella? (Il Giornale dell’Arte – 06/07/2026)
Una mostra racconta ai visitatori il restauro, che ha eliminato l’ingiallimento della vernice e le screpolature della tela «Venere e Cupido».
Al termine di 18 mesi di lavori, il Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid ha allestito nella Sala 19 della collezione permanente, una mostra dossier dedicata al restauro e alle analisi scientifiche cui è stato sottoposto il dipinto «Venere e Cupido» di Peter Paul Rubens.
– Intervista a Elena Fontanella: «Lavoro per una nuova centralità dell’arte e della cultura italiana in Spagna» (Il Giornale dell’Arte – 01/07/2026)
Abbiamo rivolto qualche domanda alla direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid: «Vorrei aprire un ristorante stellato e ampliare gli spazi di coworking e le foresterie per le residenze di artisti e ricercatori. Come? Con l’aiuto di aziende italiane presenti in Spagna».
La definizione «di chiara fama» indica una persona che gode di grande prestigio, notorietà e autorevolezza nel proprio campo. Il termine è usato anche in senso giuridico per professionisti di eccezionale valore per i quali esistono normative ad hoc che consentono la loro chiamata per incarichi eccezionali. Attualmente su una rete complessiva di 88 Istituti Italiani di Cultura (IIC) nel mondo, solo otto sono guidati da un direttore nominato per «chiara fama». Si tratta di Istituti che svolgono, o ambiscono a svolgere, un ruolo strategico particolarmente importante e uno di questi è quello di Madrid, alla cui direzione è stata nominata Elena Fontanella (Torino, 1964), giornalista, saggista, curatrice museale e docente universitaria, nota soprattutto per la sua attività nella diplomazia culturale e nella valorizzazione del patrimonio storico artistico.
– Maribel López, ex direttrice di ARCO Madrid, guiderà la Fondazione Miró (Il Giornale dell’Arte – 30/06/2026)
L’indiscrezione è giunta poche ore prima della ratifica della nomina da parte del Consiglio d’amministrazione dell’istituzione.
La notizia della nomina di Maribel López (Barcellona, 1973) alla direzione della Fondazione Miró di Barcellona è stata rivelata stamattina, 30 giugno, dal quotidiano barcellonese «La Vanguardia». La notizia si attendeva per questa sera dopo la riunione, convocata per le ore 18, del Patronato (Consiglio d’amministrazione) della Fondazione incaricato di ratificare la scelta della giuria. Maribel López, che sostituisce Marko Daniel, dal 2018 dirigeva ARCO Madrid, la più importante fiera d’arte contemporanea della Spagna, incarico che abbandona sorprendentemente nonostante il rinnovo del contratto triennale con l’istituzione madrilena.
– Barceló torna a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 22/06/2026)
Abbiamo intervistato l’artista che inaugura la sua prima mostra in una galleria catalana in 30 anni, in attesa di sapere se sarà il prescelto per decorare la Facciata della Gloria della Sagrada Familia.
Sono passati 30 anni da quando Miquel Barceló (Felanitx, 1957) inaugurò la sua ultima mostra in una galleria di Barcellona. Era la storica Salvador Riera e quando il suo proprietario morì nel 1994, non si preoccupò di cercare un altro rappresentante, tanto c’erano le istituzioni a ricordarsi di lui come la Pedrera che dedicò una mostra alle sue ceramiche due anni fa. Adesso torna a Barcellona, grazie a uno dei grandi del gallerismo spagnolo Artur Ramon, per mostrare una serie spettacolare di incisioni inedite realizzate proprio nella capitale catalana, dal 2010 al 2026.
– Il martirio che valse a El Greco l’ostracismo di Filippo II è pronto per essere restaurato (Il Giornale dell’Arte – 17/06/2026)
Sono state avviate le operazioni di ripristino del «Martirio di san Maurizio e della Legione tebana», conservato nel Monastero di San Lorenzo dell’Escorial.
«Sono ormai due mesi che abbiamo iniziato il restauro del “Martirio di san Maurizio e della Legione tebana”, un capolavoro di eccezionali dimensioni e dalla storia particolarmente interessante. Il lavoro procede bene, ma non possiamo affermare con certezza quando sarà concluso perché non dipende da noi, ma dall’opera. Man mano che il lavoro avanza, appaiono danni nascosti a cui dobbiamo porre rimedio: è il quadro che comanda. Alla fine non è importante il tempo impiegato, ma il risultato». Lo afferma Rafael Alonso, restauratore del Museo del Prado dal 1978, nonché uno dei principali esperti mondiali dell’opera di Domínikos Theotokópulos, El Greco, del quale ha restaurato oltre 90 opere.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.473, Giugno 2026)
– Ad Avilés la prima Biennale Climatica: arte per provare l’inatteso (Il Giornale dell’Arte – 16/06/2026)
Cento giorni di arte contemporanea, industria e territorio con oltre 40 artisti internazionali e 13 spazi espositivi trasformano la città asturiana.
Il Parque Ferrera di Avilés, nelle Asturie, ha fatto da cornice all’inaugurazione ufficiale della prima edizione della Bienal Climática: Arte, Industria y Territorio (bienalclimatica.org), un evento che con il motto «Ensayar lo inesperado» (Provare l’inatteso), fino al 20 settembre trasforma la città asturiana in un laboratorio culturale. All’atto inaugurale era presente il ministro della Cultura spagnolo, Ernest Urtasun, che ha inquadrato l’evento nella vocazione di Avilés: «Una città segnata dall’industria che conosce bene la parola trasformazione e che ha saputo reinventarsi senza rinunciare alla propria identità», alludendo all’apertura nel 2011 del Centro Niemeyer, sede, nei prossimi mesi, anche della Biennale Climatica.
– Cgac: la nuova direttrice imposta dalla Xunta de Galicia scatena la rivolta del mondo spagnolo dell’arte (Il Giornale dell’Arte – 15/06/2026)
Al Centro di Santiago de Compostela le proteste sono esplose quando il governo autonomo locale ha modificato i requisiti per accedere al concorso della nuova direzione, limitando la candidatura principalmente a funzionari dell’amministrazione pubblica.
La polemica che scuote il Centro Galego de Arte Contemporánea (Cgac) di Santiago de Compostela, secondo molti professionisti del settore, non nasce con la recente nomina della nuova direttrice, ma affonda le sue radici in un processo lento e progressivo di deterioramento che si protrae da anni e che alcuni leggono come il risultato di una strategia del governo locale del Partito Popolare volta a rafforzare il controllo sull’istituzione e a ridurne l’autonomia.
– Nell’anno di Gaudí papa Leone XIV benedice la Torre di Gesù nella Sagrada Familia (Il Giornale dell’Arte – 11/06/2026)
La visita a Barcellona del pontefice, la prima da 16 anni, sancisce la fine della costruzione aerea del capolavoro dell’architetto e «venerabile» catalano. Ora è la chiesa più alta del mondo.
In questi giorni della visita di Stato attraverso la Spagna, non si è forse ricordato a sufficienza che la presenza di papa Leone XIV in origine è stata organizzata con l’obiettivo di inaugurare e benedire la Torre di Gesù che, dopo 144 anni di costruzione, conclude la parte «aerea» della Sagrada Familia di Barcellona e con i suoi 172,5 metri rende oggi la cattedrale di Antoni Gaudí la chiesa più alta del mondo. Per questo il motto del viaggio papale è stato «Alza lo sguardo», sottinteso «alla Basilica», la cui prima pietra fu posta durante il papato di Leone XIII, nel 1882.
– Nel giorno del Papa a Barcellona, Valentí Roma nominato direttore del Macba (Il Giornale dell’Arte – 10/06/2026)
Lo scrittore e storico dell’arte, eletto all’unanimità, era stato rimosso dall’incarico di capo curatore del museo nel 2015.
Con un tempismo per lo meno discutibile e che ha stupito molti addetti ai lavori, il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) ha annunciato il nuovo direttore il giorno della visita alla Sagrada Familia di papa Leone XIV. Sarà Valentín Roma (Ripollet, 1970), che negli ultimi nove anni ha diretto il Virreina Centre de la Imatge, scelto all’unanimità dalla giuria. La nomina può leggersi come una sorta di scusa e riparazione da parte di un museo che lo aveva rimosso dalla carica di capo curatore nel 2015, in seguito alla crisi scatenata dalla mostra «La Bestia e il Sovrano», in cui si era esposta una scultura di Ines Doujak che raffigura il «re emerito» Juan Carlos sodomizzato da una donna indigena.
– Barcellona è pronta per trasformarsi in Capitale Mondiale dell’Architettura Unesco-Uia (Il Giornale dell’Arte – 05/06/2026)
La città ospiterà dal 28 giugno al 2 luglio 10mila professionisti e 250 relatori, per un totale di oltre 1.500 eventi culturali focalizzati su sostenibilità e trasformazione urbana, distribuiti nei dieci distretti. Ad aprire le danze, l’inaugurazione della Torre di Gesù, l’ultima delle torri centrali della Sagrada Familia ad essere completata.
La città catalana è Capitale Mondiale dell’Architettura Unesco-Uia (Unione Internazionale degli Architetti) per il 2026, un anno storico per il centenario della morte di Antoni Gaudí, commemorato da molte iniziative e dal completamento delle torri centrali della Sagrada Familia, che culminerà con la visita di papa Leone XIV tra l’8 e il 10 giugno per l’inaugurazione della Torre di Gesù.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.473, Giugno 2026)
– Del frizzante inizio della 61ma Biennale Arte di Venezia rimane il rumore delle polemiche (Il Giornale dell’Arte – 03/06/2026)
È un’edizione strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta.
Dopo la fatidica settimana della vernice della 61ma Biennale d’Arte gli addetti ai lavori, accorsi in massa, hanno abbandonato Venezia in direzione di altri eventi, perché il circo dell’arte non si ferma mai. È stata una Biennale strana, davvero sottotono, e il titolo «In Minor Keys» non avrebbe potuto essere più azzeccato, nonostante i venti di ribellione che sembravano scuotere le sue vecchie fondamenta. Come giornalisti non possiamo lamentarci: non sono certo mancati i titoli, anche se parevano preoccupantemente omogenei.
– Per Manifesta Ruhr 16 oltre 100 artisti si appropriano di 12 edifici religiosi (Il Giornale dell’Arte – 29/05/2026)
L’architetto catalano Josep Bohigas presenta la nuova edizione della biennale nomade nella regione tedesca epicentro della rivoluzione industriale europea.
Ritorna Manifesta e lo fa con «This is not a church» (Questa non è una chiesa), un progetto particolarmente ambizioso, concepito in occasione del 30mo anniversario della biennale nomade europea, fondata nel 1996 a Rotterdam da Hedwig Fijen, ancora alla guida del progetto. L’evento si svolgerà per 15 settimane, dal 21 giugno al 4 ottobre, nella regione della Ruhr, in Germania, e concretamente in quattro città: Bochum, Essen, Duisburg e Gelsenkirchen.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.472, Maggio 2026)
– PhotoEspaña riflette sulle nuove sfide dell’immagine (Il Giornale dell’Arte – 12/05/2026)
Alla 29ma edizione del festival di fotografia trionfano le donne: sono il 65% dei 300 artisti e fotoreporter partecipanti.
Il fotogiornalismo è uno dei punti forti della 29ma edizione di PhotoEspaña, il festival di fotografia e arti visive, che si tiene a Madrid e dintorni dal 13 maggio al 13 settembre. La kermesse internazionale è organizzata da La Fabrica, un’impresa spagnola fondata nel 1995, dedicata alla creazione e alla gestione di progetti culturali, a cui si sommano istituzioni pubbliche e private, grandi musei, centri d’arte, gallerie e anche spazi indipendenti e alternativi.
– Barcellona: musei in cerca di direzione (Il Giornale dell’Arte – 05/05/2026)
Dal Macba al Museo Picasso, alla Fondazione Miró, è tempo di cambiamenti nei grandi musei catalani: rispecchiano una situazione di crisi generalizzata o sono solo normali transizioni?
Dal 2 maggio la valenziana Rosario Peiró, per anni membro della squadra di Manuel Borja-Villel prima nel Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona (Macba) e poi nel Museo Reina Sofía di Madrid, è la nuova direttrice del Museo Picasso di Barcellona. Nominata in seguito a un concorso pubblico, sostituisce Emmanuel Guigon, che ha guidato il museo della calle Montcada negli ultimi dieci anni, fino al suo pensionamento.
– Doppio omaggio a Venezia: i 100 anni dello Iuav e i 20 di Muntadas «insegnante» (Il Giornale dell’Arte – 29/04/2026)
L’artista catalano ha sempre dedicato una parte importante del suo lavoro creativo alla docenza e alla supervisione dei progetti degli studenti. Ora è in mostra fino al 29 maggio nella sede Terese dell’Università Iuav.
Nata e cresciuta a Venezia, città laboratorio per eccellenza, l’Università Iuav celebra quest’anno i 100 anni dalla sua fondazione: un intero secolo di storia durante il quale ha intrecciato, fin dall’inizio, ricerca, didattica e sperimentazione progettuale. Il progetto come strumento critico per leggere, interpretare e trasformare il mondo contemporaneo è stato sempre un punto nevralgico del suo programma. Non stupisce quindi che l’artista catalano Antoni Muntadas (Barcellona, 1942), seppur conteso dalle università di mezzo mondo, l’abbia scelta come sua seconda casa per sei mesi all’anno, durante i quali affianca alla sua pratica creativa la docenza nel Corso di laurea magistrale in Arti visive e Cinema espanso.
– Al Reina Sofía di Madrid Aurèlia Muñoz, la tessitrice di sculture (Il Giornale dell’Arte – 29/04/2026)
Nel centenario della nascita dell’artista catalana la rassegna madrilena ne ripercorre l’universo creativo. La retrospettiva, la più grande mai dedicata alla sua opera, in autunno farà tappa al Macba di Barcellona.
Il Museo Reina Sofía di Madrid ha inaugurato oggi, 29 aprile, la mostra che commemora il centenario della nascita di Aurelia Muñoz (Barcellona, 1926-2011), l’artista catalana che ha rinnovato il linguaggio della scultura tessile nel XX secolo. La rassegna, la più completa e ambiziosa organizzata fino ad ora, ripercorre tutti i periodi, le tecniche e i materiali utilizzati da Muñoz dagli anni Cinquanta all’inizio del XXI secolo.
– Alla prima edizione del Mallorca Photofest star della fotografia e talenti emergenti (Il Giornale dell’Arte – 27/04/2026)
Art Palma Contemporani presenta un nuovo Festival Internazionale dell’Immagine e trasforma l’isola delle Baleari in un grande laboratorio visivo.
Mentre in Italia si celebrava la Festa della Liberazione, a Palma di Maiorca si inaugurava la prima edizione del Mallorca PhotoFest (Phof), il Festival Internazionale dell’Immagine di Maiorca, che per 4 mesi fino al 30 agosto, riempie di fotografia gallerie e centri d’arte della capitale delle Isole Baleari.
– Consultorio mitologico: l’oracolo contemporaneo del collettivo Mito (Il Giornale dell’Arte – 25/04/2026)
La Fundación Coromina presenta a Venezia un’installazione interattiva che recupera la tradizione dei sistemi di consultazione simbolica.
«Consultorio mitologico», annuncia l’insegna e la sua fredda luce bianca pervade uno spazio vagamente inquietante, un ibrido tra una cabina telefonica e una macchina del tempo, con un’estetica da film di fantascienza anni Settanta. Al suo interno un apparato vintage a metà tra un vecchio telefono e un fax attende i visitatori per rispondere alle loro domande più intime e profonde attraverso i miti del passato e del presente.
– La Coppia reale di Goya resterà per sempre a Siviglia (Il Giornale dell’Arte – 21/04/2026)
Termina il lungo contenzioso tra la multinazionale Altadis e lo Stato spagnolo, a cui il Tribunale Supremo ha riconosciuto la proprietà dei due ritratti (quello di Carlo IV e della moglie Maria Luisa di Parma), che saranno conservati nel Museo delle Belle Arti della capitale andalusa.
Ormai è una certezza: i due ritratti di Goya commissionati dalla Reale Fabbrica di Tabacco di Siviglia nel 1789, per commemorare l’incoronazione di Carlo IV e Maria Luisa di Parma, rimarranno permanentemente nella capitale andalusa. Dopo una lunga battaglia legale tra la multinazionale di tabacco Altadis e lo Stato spagnolo, conclusasi lo scorso marzo con la sentenza del Tribunale a favore di quest’ultimo, il Ministero della Cultura ha annunciato che i due dipinti passeranno a formare parte della collezione permanente del Museo delle Belle Arti di Siviglia.
– Il Prado commemora il dipinto di Goya esportato illegalmente (Il Giornale dell’Arte – 14/04/2026)
Il rientro in Spagna nel 1986 del ritratto della Marchesa di Santa Cruz segnò una svolta nella difesa del patrimonio culturale.
A Madrid il Museo del Prado celebra il 40mo anniversario del ritorno in patria del ritratto della Marchesa di Santa Cruz, opera di Francisco de Goya: un evento storico non solo perché la Spagna recuperò un’opera fondamentale del suo patrimonio artistico, ma anche e soprattutto perché segnò una svolta nella tutela legale del patrimonio culturale contro l’esportazione illecita.
– A Santander la prima mostra dedicata in Spagna agli intrecci di Yuko Mohri (Il Giornale dell’Arte – 31/03/2026)
Nelle sale disegnate da Renzo Piano il Centro Botín accoglie la più grande mostra organizzata in Europa dell’artista giapponese, che ha rappresentato il suo Paese alla Biennale di Venezia 2024.
Dopo essere state presentate nella penombra degli spazi postindustriali di Pirelli HangarBicocca a Milano, le installazioni scultoree e sonore della giapponese Yuko Mohri (Kanagawa, 1980) arrivano al Centro Botín di Santander per sommergersi negli spazi luminosi dell’edificio disegnato da Renzo Piano, nella mostra «Entrelazamientos» (in spagnolo intrecci), aperta fino al 6 settembre.
– Nella Kunsthalle di Barcellona c’è «L’assalto dell’illusione» (Il Giornale dell’Arte – 30/03/2026)
In un’epoca segnata dalla manipolazione delle immagini, dalla postverità e dal deepfake, una mostra riflette sulla responsabilità dell’arte nella nostra comprensione della realtà.
Fuori splende il sole, ma all’interno del centro d’arte Arts Santa Monica, la kunsthalle di Barcellona, le nuvole si rincorrono nella penombra, leggiadre, quasi scherzose, sfidano la realtà che impone l’età adulta e ci ricollegano alle fantasie dell’infanzia, quando tutto sembrava possibile. Ma che cosa ci fanno delle nuvole in un centro d’arte? Appartengono a «Beyond the Horizon», un’installazione del collettivo A.A. Murakami (Azusa Murakami e Alexander Groves), focalizzato sulla concettualizzazione della tecnologia effimera, che in cinqua anni di vita vanta già opere nelle collezioni del MoMA, del Centre Pompidou e del Museo M+ di Hong Kong.
– A La Coruña la più grande mostra dedicata in Spagna a René Lalique, l’inventore del gioiello moderno (Il Giornale dell’Arte – 25/03/2026)
La Fondazione Barrié riunisce più di 300 opere che illustrano la straordinaria carriera dell’artista e imprenditore, protagonista dell’Art Nouveau e dell’Art Déco.
La Fondazione Barrié di La Coruña presenta la più grande mostra mai organizzata finora in Spagna sull’opera di René Lalique (Ay, 1860-Parigi, 1945), maestro dell’Art Nouveau e dell’Art Déco, che segnò una svolta nella storia del design europeo a cavallo tra il XIX e il XX secolo e ridefinì il rapporto tra arte, design e industria. «Lalique, la belleaza dell’Art Nouveau e nell’Art Déco», aperta dal 26 marzo al 12 luglio, riunisce circa 300 opere, molte esposte in rare occasioni, provenienti dal Museo Lalique de Wingen-sur-Moder, la località dove l’artista e imprenditore fondò la sua fabbrica nel 1921, dal Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona che possiede 179 gioielli e oggetti di Lalique e da varie collezioni private.
– A Barcellona un «nuovo» El Greco nell’Hospital de St Saver (Il Giornale dell’Arte – 25/03/2026)
Tra le nuove acquisizioni della Collezione Casacuberta Marsans ora visibili al pubblico anche il «Cristo in Croce» eseguito dal pittore cretese tra il 1585 e il 1590 e scoperto nel 1908 dallo storico dell’arte Manuel Bartolomé Cossío nella cappella di una nobile famiglia sivigliana.
Il rapporto di Domínikos Theotokópulos, El Greco, con la Catalogna, ha radici antiche. Fu il pittore modernista Santiago Rusiñol a scoprirlo a Parigi tra fin Ottocento e i primi del Novecento, e l’arrivo a Barcellona di «Le lacrime di san Pietro» e della «Maddalena penitente», due opere acquistate nella Ville Lumière, è ricordato sui giornali dell’epoca come un vero e proprio happening popolare.
– Antoni Miralda e il viaggio rituale di Sant Stomak per le strade di Roma (Il Giornale dell’Arte – 24/03/2026)
Dopo Napoli e prima di Venezia, il 28 marzo l’artista mette in atto nella capitale la sua spettacolare performance-processione, anticipata dalla mostra alla Fondazione Baruchello.
Arriva a Roma il viaggio rituale di Sant Stomak, un progetto che l’artista multidisciplinare Antoni Miralda (Terrassa, 1942) sta realizzando in Italia. Dopo una prima presentazione a Napoli, dove ha realizzato una suggestiva processione notturna, il santo creato dall’artista catalano si sposta nella capitale, dove realizzerà una spettacolare performance-processione motorizzata prima sul grande Raccordo Anulare e poi attraverso Roma, in una «transurbanza» che invita a ripensare il nostro modo di vivere e comprendere la città. La tappa romana si completa con la mostra «Miralda Performing the Ritual: Sant Stomak», curata da Giulietta Speranza e Carla Subrizi, aperta dal 26 marzo al 16 aprile alla Fondazione Baruchello nell’ambito del progetto «Terra come Storia».
– Nell’opera di Ruth Asawa «la forma continua all’interno di un’altra forma» (Il Giornale dell’Arte – 15/03/2026)
Arriva al Guggenheim Bilbao la grande retrospettiva dell’artista americana con 300 opere che ripercorrono una vita creativa in tutti i suoi aspetti.
La grande retrospettiva di Ruth Asawa (Norwalk, 1926-San Francisco, 2013), che dopo la presentazione al San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA) ha riscosso grande successo al MoMA di New York, dal 19 marzo al 13 settembre arriva al Guggenheim Bilbao.
– Alla scoperta di Sant Pere de Rodes e del Maestro di Cabestany, il Picasso del XII secolo (Il Giornale dell’Arte – 14/03/2026)
Al Mnac di Barcellona il mitico scultore è al centro «non di una mostra di arte romanica convenzionale, ma di un progetto sulla memoria, sulla coscienza patrimoniale e sulla capacità mitopoietica del paesaggio».
Il Mnac–Museu Nacional d’Art de Catalunya presenta una rassegna affascinante che mette in evidenza lo straordinario patrimonio romanico conservato nelle sue collezioni. «Sant Pere de Rodes e il Maestro di Cabestany: la costruzione di un mito» riunisce, dal 19 marzo al 29 giugno, un centinaio di opere, molte inedite, tra sculture, pitture, manoscritti illuminati, disegni e documenti di enorme valore storico e patrimoniale. Abbiamo intervistato in anteprima il curatore Manuel Castiñeiras, uno dei maggiori esperti di Romanico del mondo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.470, Marzo 2026)
– La Fundació Miró presenta il nuovo allestimento basato sul processo creativo dell’artista (Il Giornale dell’Arte – 13/03/2026)
Il direttore Marko Daniel, che ha inaspettatamente presentato le dimissioni, riscatta il Giardino dei Cipressi, mai aperto al pubblico, prima di lasciare l’istituzione il prossimo giugno.
La prima iniziativa importante di Marko Daniel, quando assunse la direzione della Fundació Miró nel 2018 fu aprire il Patio Nord dell’edificio di José Lluís Sert che svetta immacolato sulla collina di Montjuïc, regalando al pubblico una delle migliori viste sulla città di Barcellona. Adesso, 8 anni e mezzo dopo quel gesto, Daniel ha fatto coincidere le sue dimissioni con l’apertura del Giardino dei Cipressi, coronato da una meravigliosa scultura di Miró, una donna dalle marcate caratteristiche fisiche, con il capo a forma di guscio di lumaca.
– Luci e ombre del «Nuovo Mnac» a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 12/03/2026)
Il progetto di ampliamento del Museo Nazionale d’Arte della Catalogna costerà 112 milioni di euro e raddoppierà la superficie attuale. Ma sta già sollevando polemiche prima ancora dell’avvio del cantiere, nel 2028.
Il Mnac, Museu Nacional d’Art de Catalunya ha presentato il progetto architettonico di quello che hanno denominato, con poca fantasia, il «Nuovo Mnac». Sembra di essere tornati agli anni ’90: erano ormai decenni che non si destinava un budget così alto a un’istituzione culturale e che non si intraprendeva un progetto così ambizioso e «faraonico», e proprio per questo avvolto da luci ed ombre ancora prima di iniziare. Il costo totale stimato è di 112,7 milioni di euro, di cui 8,3 milioni corrispondono agli onorari degli architetti e 104,5 ai lavori.
– Arte per tutti ad ARCOmadrid: dalla pittura cubista al giornale di ieri (Il Giornale dell’Arte – 10/03/2026)
La fiera spagnola per eccellenza chiude i battenti con 95mila visitatori e un impatto economico di 195 milioni di euro.
Un Juan Gris del 1917 da 4,2 milioni di euro nello stand di Leandro Navarro e una scultura di Chillida da 1,9 milioni di euro, si espongono a fianco di un quotidiano del giorno prima di Dave McKenzie intitolato «Notizie di ieri» e di uno sconosciuto ritratto di Lorca realizzato dal suo amico Pepe Caballero, in mostra nella galleria Guillermo de Osma. Aumenta l’arte elettronica e digitale con le poetiche sculture di dati di Daniel Canogar che si creano in tempo reale, mentre la Guest Lounge -che prima del politicamente corretto si chiamava Sala VIP- è stata costruita con legna bruciata l’estate scorsa nei boschi della Galizia.
– Paul McCarthy: «Il fascismo ha una meschinità che gli permette di sopravvivere e riapparire in nuove forme» (Il Giornale dell’Arte – 10/03/2026)
Abbiamo intervistato l’artista statunitense a Madrid, in occasione della presentazione della mostra prodotta dalla galleria Bowman Hal in collaborazione con Hauser & Wirth. Disegni di grandi dimensioni e videoperformance mettono in scena una visione cruda e inquietante delle strutture di potere e delle dinamiche di dominazione nella società occidentale.
Adamo & Eva, Adolf & Eva, sono due facce di una stessa medaglia: la bontà e il male, la purezza e la corruzione. L’acronimo (che sta anche per Art & Entertainment) dà il titolo a «A&E, Adolf/Adam & Eva/Eve», un progetto di lunga durata che l’artista americano Paul McCarthy (Utah, 1945) ha realizzato con l’attrice tedesca Lilith Stangenberg. Attraverso un nucleo di disegni di grandi dimensioni e di videoperformance, mette in scena una visione cruda e inquietante delle strutture di potere e delle dinamiche di dominazione nella società occidentale. Le opere sono visibili dal 6 marzo al 16 maggio a Madrid, nel Bowman Hal, il nuovo spazio commerciale del centro d’arte e cultura contemporanea SOLO CSV, fondato dalla coppia di imprenditori e collezionisti Ana Gervás e David Cantolla.
– Le orgie di Kubra Khademi scuotono ARCOmadrid (Il Giornale dell’Arte – 05/03/2026)
L’eco della guerra non risuona tra gli oltre 200 stand della principale fiera spagnola dove trionfano le opere vendibili e curiosamente la ceramica.
Quando le forze occidentali lasciarono l’Afghanistan in mano ai talebani, l’artista Kubra Khademi si rifugiò in Francia, da dove scrisse una carta aperta alle donne che hanno potere nel mondo, ma nessuno la pubblicò e nessuna rispose. Da quella delusione è nato il progetto «Pane, lavoro, libertà» che espone ad ARCOmadrid, la fiera d’arte contemporanea più importante della Spagna, nella galleria Eric Mouchet. Nei suoi disegni Angela Merkel, Kamala Harris, Ursula von der Leyen, Margaret Thatcher, Hillary Clinton, Benazir Bhutto ed altre politiche di peso mondiale, appaiono aggrovigliate e sudate, impegnate in amplessi appassionati e improbabili orge nella cornice poco romantica di un bagno, l’unico luogo dove le donne afgane possono godere di un po’ d’intimità.
– A Barcellona i Nabis, profeti del XIX secolo (Il Giornale dell’Arte – 02/03/2026)
Tra le quasi 200 opere riunite a La Pedrera, anche «Le Talisman» di Sérusier, eccezionale prestito dal Musée d’Orsay di Parigi.
Non poteva esserci cornice migliore della Casa Milà di Antoni Gaudí, più nota come La Pedrera, edificio emblematico del Modernismo a Barcellona, per accogliere una grande mostra interamente dedicata ai Nabis. «I Nabis: da Bonnard a Vuillard», dal 6 marzo al 28 giugno, ripercorre la storia di questo movimento attivo a Parigi tra il 1888 e il 1900, nato grazie allo studente Paul Sérusier, che dopo un soggiorno a Pont-Aven (Bretagna) sotto la guida di Paul Gauguin e influenzato dal suo approccio simbolista, realizzò un piccolo dipinto, «Le Talisman», dalle forme semplificate e i colori vividi, che si considera la prima pittura nabi.
– ARCO scalda i motori (Il Giornale dell’Arte – 23/02/2026)
La principale fiera d’arte contemporanea della Spagna si prepara a celebrare la sua 45ma edizione, dal 4 all’8 marzo, tra le proteste delle gallerie che richiedono al governo di allineare l’IVA a quella degli altri Paesi europei.
meno di due settimane dall’inaugurazione di ARCO (dal 4 all’8 marzo) la più importante fiera d’arte contemporanea della Spagna, le gallerie sono sul piede di guerra. Dopo il successo dello sciopero di 5 giorni, dal 2 al 7 febbraio, non vogliono che l’opinione pubblica perda interesse e attenzione per il problema. Per questo oggi, 20 febbraio, hanno approfittato la presentazione della fiera a Barcellona, per convocare un sit-in nel Museo de Arte Contemporaneo di Barcellona (Macba) a cui hanno partecipato tutte le associazione del settore, non solo galleristi, ma anche critici, artisti e professionisti del mondo dell’arte.
– Il decennio decisivo per l’arte di Antoni Tàpies in quattro personali (Il Giornale dell’Arte – 22/02/2026)
L’omonimo museo di Barcellona ricostruisce le mostre realizzate tra il 1950 e il 1960, in Spagna e in Francia, che furono determinanti per l’evoluzione formale e concettuale del linguaggio dell’artista catalano.
Che impatto ha l’allestimento di una mostra sulla nostra percezione delle opere? Come veniva presentato il lavoro di Tàpies nelle sue prime rassegne e che effetto ha avuto sulla ricezione da parte del pubblico? La nostra percezione di quelle opere può cambiare oggi, se vengono riproposte nel loro contesto originale? Si prefigge di rispondere a queste domande la mostra «Il movimento perpetuo del muro», con cui Imma Prieto e Pablo Allepuz, direttrice e conservatore capo del Museu Tàpies di Barcellona, continuano la serie di proposte che offrono una nuova visione aggiornata dell’opera di Antoni Tàpies (Barcellona, 1923-2012).
– Catalogna, è davvero di Antoni Gaudí lo «chalet» del Catllaràs (Il Giornale dell’Arte – 19/02/2026)
Lo conferma uno studio durato tre anni. L’edificio, costruito tra le montagne a circa 80 di km da Barcellona, reinterpreta i rifugi a punta dei Pirenei della fine dell’800 ed era destinato ad accogliere i lavoratori di una vicina miniera. L’architetto catalano non ne rivendicò mai pubblicamente la paternità perché l’opera non fu realizzata secondo il suo progetto.
È davvero Antoni Gaudí l’autore del progetto per lo Xalet del Catllaràs (una catena montuosa) situato a La Pobla de Lillet, a un’ottantina di chilometri da Barcellona. L’annuncio è stato dato da Sonia Hernández, consigliera di Cultura della Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, che ha sottolineato «la ricerca rigorosa che ha portato a un risultato di enorme valore per il patrimonio catalano e arricchisce l’eredità dell’architetto proprio quando si celebra l’Anno Gaudí che ne commemora il centenario della morte».
– La rivoluzione di Segade al Reina Sofía di Madrid parte dall’allestimento (Il Giornale dell’Arte – 18/02/2026)
Il nuovo direttore trasforma il percorso di visita della sezione dal 1975 a oggi in uno più accessibile, dinamico e didattico, con il visitatore al centro dell’esperienza museale. Oltre 400 opere, il 35% di donne e più della metà inedite.
Due anni e mezzo dopo essere stato nominato direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, Manuel Segade (La Coruña, 1977) presenta la prima parte del nuovo allestimento della collezione permanente del museo d’arte contemporanea più importante di Spagna, dal 18 febbraio aperto al pubblico. La sua «ristrutturazione concettuale» inizia proprio dagli ultimi 50 anni della storia delle arti visive, la parte più controversa dell’eredità lasciatagli dal suo predecessore Manuel Borja-Villel, quella che provocò più polemiche tanto da accelerare il suo abbandono del museo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.470, Marzo 2026)
– Dai primi scritti e dipinti informali alle azioni di arte viva: Alberto Greco al Reina Sofia (Il Giornale dell’Arte – 05/02/2026)
La rassegna di Madrid ripercorre la breve ma intensa vita dell’artista argentino e il percorso migratorio che intraprese nel 1950 da Buenos Aires a Barcellona.
L’artista Alberto Greco (Buenos Aires, 1935-Barcellona, 1965) si suicidò a Barcellona il 13 ottobre 1965 con una dose letale di barbiturici. Con il suo gesto troncò una promettente carriera che, a soli 29 anni, l’aveva posizionato tra le figure centrali dell’Informale e dell’avanguardia concettuale degli anni ’60. Prima di abbandonare la vita scrisse sul palmo della mano la parola «Fine» e molti vollero vedere in questo gesto un ultimo atto performativo coerente con la sua poetica radicale, ma Fernando Davis, studioso della sua opera e curatore della mostra «Alberto Greco. Viva el arte vivo» che il Museo Reina Sofía gli dedica dall’11 febbraio al 8 giugno, non è d’accordo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.469, Febbraio 2026)
– United Visual Artists ha inaugurato un nuovo spazio espositivo a Casa Batlló a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 02/02/2026)
Matt Clark, fondatore del collettivo londinese, illustra il mapping sulla facciata e la mostra nell’edificio di Antonio Gaudí.
«Questo insieme di opere è un’ode all’universo in costante evoluzione, luogo di ambivalenze e cambi, che a volte possiamo vedere, altre sentire, ma che nella maggioranza dei casi, non riusciamo a percepire». Così l’artista britannico Matt Clark, fondatore e direttore del celebre studio londinese United Visual Artists (Uva) definisce le sette opere prodotte espressamente per la mostra «Behind the Façade» (fino al 17 maggio) che inaugura il programma regolare di Casa Battló Contemporary, il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea della Casa Battló, il celeberrimo edificio di Antoni Gaudí sul paseo de Gracia di Barcellona.
– Le gallerie spagnole scioperano per l’Iva troppo alta (Il Giornale dell’Arte – 21/01/2026)
Una settimana di sciopero contro l’imposta al 21%: il settore chiede al governo di applicare la Direttiva UE già in vigore in Francia, Italia e Germania.
Il Consorzio di Gallerie d’Arte Contemporanea della Spagna ha adottato una decisione storica: chiudere le gallerie e interrompere l’attività dal 2 al 7 di febbraio. Dopo anni di inutili rivendicazioni, di fronte all’inerzia del governo e alla mancata messa in vigore della Direttiva europea per la giustizia fiscale, le gallerie hanno indetto uno sciopero nazionale di una settimana e tre mesi di interruzione di tutte le collaborazioni gratuite con istituzioni pubbliche e private, come la gestione dei contratti di prestito, la consultazione degli archivi, la consegna del materiale grafico e la consulenza.
– La luce dell’oscurità: Paolo Maggis a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 16/01/2026)
Una grande mostra dell’eclettico pittore italiano inaugura il nuovo spazio della galleria Sergi Sánchez.
Nonostante si parli molto delle affinità culturali tra Spagna e Italia, la verità è che gli scambi artistici tra le istituzioni sia pubbliche che private dei due paesi continuano ad essere molto meno frequenti di quanto sarebbe auspicabile. Per questo è una gradita sorpresa che l’italiano Paolo Maggis sia l’artista prescelto per la mostra inaugurale del nuovo spazio e del nuovo progetto della galleria Sergi Sánchez di Barcellona, che inizia una nuova tappa centrata in artisti emergenti ma già consolidati, tra cui spiccano nomi di grande interesse come Vanessa Pey, Carles Mercader, Xavi Deu o Javier Garcés.
– A Barcellona il Mnac procede verso l’ampliamento in piena tormenta (Il Giornale dell’Arte – 08/01/2026)
Oltre al contenzioso con il Governo di Aragona per la restituzione delle pitture di Sijena il direttore del Museo Nacional, Pepe Serra, si scontra con Manuel Borja-Villel, definito «colonizzatore».
Invece di avvicinarsi a una soluzione, sembra peggiorare il contenzioso con il Governo di Aragona per la restituzione delle pitture murali romaniche di Sijena. Pepe Serra, direttore del Museo Nacional d’Art de Catalunya (Mnac), ha approfittato della presentazione del programma espositivo per il 2026 e delle azioni previste per ridurre al minimo possibile la chiusura delle sale causate dai lavori di ampliamento per mandare un messaggio pubblico al Governo di Aragona e attaccare duramente Manuel Borja-Villel, ex direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, assunto dalla Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, come consulente per la ristrutturazione museografica del museo.
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