Tutti a León a fare arte con le «Istruzioni» di Yoko Ono

Tutti a León a fare arte con le «Istruzioni» di Yoko Ono (Il Giornale dell’Arte – 19/11/2025)

Il Musac le dedica una grande retrospettiva: 70 anni di opere avanguardiste e sperimentali che hanno anticipato l’arte performativa e interattiva.

Avvicinandosi al Musac, il Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León, il visitatore incrocia una serie di cartelloni con le parole «Fly», «Imagine», «Peace», «Yes», «Breathe» e «Remember». I termini, che condensano la poetica e il messaggio di Yoko Ono (Tokyo, 1933), fanno parte della grande mostra che le dedica il museo di León, così come i «Toilet thoughts» (Pensieri da bagno, 1968), che possono essere visti nei bagni di diversi bar della città di León.

Juan Muñoz al Prado: un ritorno impossibile e necessario

Juan Muñoz al Prado: un ritorno impossibile e necessario (Il Giornale dell’Arte – 19/11/2025)

A Madrid si celebra il grande scultore, prematuramente scomparso, stabilendo un dialogo tra i maestri antichi, la scultura contemporanea e il pubblico.

Con «Juan Muñoz. Historias de Arte» (fino all’8 marzo 2026) il Museo Nacional del Prado di Madrid inaugura una delle mostre più sorprendenti degli ultimi anni, non solo per la presenza di un artista contemporaneo all’interno del tempio della pittura antica, ma per la qualità del dialogo che s’instaura tra le sue opere e i capolavori della collezione permanente. Juan Muñoz (1953-2001), uno degli artisti spagnoli più influenti dell’arte contemporanea, prematuramente scomparso, ritorna al Prado, che amava frequentare assiduamente, con una retrospettiva curata da Vicente Todolí.

A Barcellona oltre 500 pezzi per mettere in orbita il pianeta nero

A Barcellona oltre 500 pezzi per mettere in orbita il pianeta nero (Il Giornale dell’Arte – 11/11/2025)

Una mostra sulla Panafrica apre le celebrazioni per il 30mo anniversario del Macba.

Un murale di Kawira Mwirichia che rende omaggio agli attivisti queer di tutto il mondo con i tessuti kanga, caratteristici del Kenia, dove l’omosessualità è illegale così come in più di due terzi dei Paesi africani, apre la grande mostra che il Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona (Macba) dedica al panafricanismo. «Mettere in orbita un pianeta nero. L’arte e la cultura della Panafrica», fino al 6 aprile presenta più di 500 pezzi, 350 opere e circa 200 documenti, di un centinaio di artisti e intellettuali, realizzati in Africa, Europa, Nord America e Sud America, dal 1920 ad oggi, con la volontà di rifiutare l’immagine uniforme e riduttiva che è stata data al panafricanismo, per presentarlo come un movimento polifonico globale.

Dimissioni a sorpresa al Caac di Siviglia

Dimissioni a sorpresa al Caac di Siviglia (Il Giornale dell’Arte – 8/11/2025)

Sconcerto nel panorama culturale spagnolo per l’abbandono di Jimena Blázquez Abascal, dovuto a «motivi personali». Ora un bando internazionale per il futuro direttore.

Nuovo colpo di scena al Centro Andaluz de Arte Contemporáneo (Caac) con sedi a Siviglia e Cordova. La collezionista Jimena Blázquez Abascal se n’è andata all’improvviso così come era arrivata due anni fa, quando fu nominata direttrice del principale centro d’arte contemporanea dell’Andalusia tra critiche e polemiche motivate dal licenziamento fulminante del suo predecessore, Juan Antonio Álvarez Reyes. Nominato nel 2010 attraverso un regolare concorso pubblico, come consiglia il Codice di Buone Pratiche concordato con il Ministero della Cultura, Álvarez Reyes (già direttore di «El Periódico del Arte», l’edizione spagnola de «Il Giornale dell’Arte») venne rimosso da un giorno all’altro pur godendo dell’appoggio di tutto il settore.

6,5 milioni di euro per commemorare Antoni Gaudí

6,5 milioni di euro per commemorare Antoni Gaudí (Il Giornale dell’Arte – 20/10/2025)

Tra le numerose iniziative dell’Anno Gaudí, che ricorda l’architetto modernista nel centenario della morte, anche una mostra e un congresso internazionale.

Proprio il giorno in cui è stato posizionato il primo elemento della croce della Torre di Gesù Cristo, che segna l’inizio della fase conclusiva della costruzione del pinnacolo più alto della Sagrada Familia di Barcellona, è stato presentato il programma dell’Anno Gaudí (Any Gaudí), promosso dall’Assessorato alla Cultura della Generalitat de Catalunya per commemorare il centenario della morte dell’architetto catalano Antoni Gaudí (Reus, 1852-Barcellona, 1926).

Ogni opera di Cristina Iglesias trasforma la percezione dell’ambiente

Ogni opera di Cristina Iglesias trasforma la percezione dell’ambiente (Il Giornale dell’Arte – 04/10/2025)

La Pedrera ospita la prima monografica a Barcellona di una delle delle scultrici contemporanee più importanti della scena internazionale: 40 opere realizzate negli ultimi vent’anni.

La Fundació Catalunya inaugura la stagione de La Pedrera con la prima monografica a Barcellona di Cristina Iglesias (San Sebastián, 1956), una delle rappresentanti di maggior rilievo della scultura contemporanea internazionale. La rassegna, aperta dal 9 ottobre al 25 gennaio 2026, riunisce 40 opere realizzate negli ultimi vent’anni. Il titolo della mostra, «Passatges», allude alle forme labirintiche di installazioni pensate per essere attraversate, che convertono lo spazio espositivo in un paesaggio in continua evoluzione. (continua)

A Barcellona Casa Battló di Gaudí aprirà all’arte contemporanea

A Barcellona Casa Battló di Gaudí aprirà all’arte contemporanea (Il Giornale dell’Arte – 02/10/2025)

L’inaugurazione, il prossimo gennaio, del nuovo spazio al secondo piano darà il via alle celebrazioni del centenario della morte dell’architetto catalano.

Già da alcuni anni i proprietari della Casa Battló (gli eredi Bernat, famiglia già alla guida dell’azienda produttrice dei celebri Chupa Chups) hanno dimostrato di volersi aprire all’arte contemporanea. Dopo i «mapping» con cui trasformano per una notte all’anno il paseo de Gracia, cuore pulsante del centro modernista di Barcellona, adesso hanno deciso di aprire uno spazio permanente dedicato alle produzioni di artisti contemporanei, invitati a ripensare e reinterpretare l’eredità di Gaudí. (continua)

Spagna, inizia il restauro della Moschea-Cattedrale di Cordova

Spagna, inizia il restauro della Moschea-Cattedrale di Cordova (Il Giornale dell’Arte – 29/09/2025)

Il progetto per risanare i danni provocati dall’incendio dello scorso agosto si divide in due fasi: la prima riguarda le coperture, la seconda gli interni delle cappelle

Gli architetti addetti alla conservazione della Moschea-Cattedrale di Cordova hanno finito di redigere la prima fase del progetto di restauro del monumento danneggiato dall’incendio scoppiato l’8 agosto scorso e prevedono di presentarlo al Consiglio Comunale all’inizio di ottobre. Si tratta del primo intervento strutturale dopo i lavori di emergenza realizzati immediatamente in seguito al sinistro per garantire la sicurezza sia dell’edificio che dei visitatori, dato che il monumento ha riaperto le sue porte regolarmente il giorno dopo l’incendio, a eccezione delle aree colpite: circa 70 metri quadrati dei 13mila del complesso monumentale. (continua)

Sagrada Familia: nel 2026, a cento anni dalla morte di Gaudí, sarà completata la torre più alta

Sagrada Familia: nel 2026, a cento anni dalla morte di Gaudí, sarà completata la torre più alta (Il Giornale dell’Arte – 19/09/2025)

Per terminare tutte le strutture verticali dell’incompiuto tempio di Barcellona ci vorrà però almeno un decennio. Intanto per fine mese si attende la risposta di papa Leone XIV, invitato l’anno prossimo a benedire la basilica.

«Gaudí ci ha lasciato molti disegni, modellini e annotazioni che ci permettono di continuare a costruire la basilica sapendo di rispettare la sua volontà. Il tempo di costruzione della Sagrada Familia, alla fine, è inferiore a quello di molte altre chiese con queste caratteristiche»: lo ha dichiarato l’architetto Jordi Faulí, direttore dei lavori, in occasione del consueto bilancio annuale, durante il quale ha annunciato i momenti salienti dell’Anno Gaudí che nel 2026 commemorerà il centenario della morte dell’architetto. (continua).

«EVITADA» de JOSEPH PIÑOL / MUSEU HABITAT

En el marco de la II Trobada del proyecto Museu Habitat. Contrariar abismos. Poéticas de escala, que tendrá lugar del 1 al 4 de octubre en el Museu Tàpies de Barcelona, el sábado 4 de octubre a las 10 horas se presentará la performance Evitada, del artista Josep Piñol Curto, dentro del eje “Fabular” del programa. La acción está comisariada por Roberta Bosco.

Evitada OCT. 4, 2025

El pasado 4 de octubre de 2025 Josep Piñol formalizó la evitación de su obra monumental con la firma de un certificado, adquirido por un coleccionista privado. La cancelación, realizada en el Museu Tàpies de Barcelona, dio lugar a una pieza que culmina en su propia evitación. Durante la acción performativa, Piñol rubricó ante notario la renuncia definitiva a materializar su obra, que estaba proyectada en Belém (Brasil), sede de la próxima COP30 y foco del debate climático. Con ello, la cancelación quedó sellada. Al detener el proyecto previsto en la Amazonía, evitó la emisión de 57.765 toneladas de CO2 equivalente (tCO2e), registradas como créditos de carbono certificados con un valor estimado de 1,6 millones de euros…

La performance se inspira en el concepto contemporáneo de “emisiones evitadas”, definido como la diferencia estimada de gases de efecto invernadero respecto a un escenario inicial sin intervención. No se trata de una medida directa, sino de un cálculo contrafactual basado en supuestos que, en muchos casos, puede comercializarse en el mercado voluntario de carbono como “crédito”. En este marco, Evitada se presenta como un espejo crítico de ese dispositivo. La obra de Piñol interroga tanto los límites entre presencia y ausencia como las lógicas de institucionalización de lo intangible: ¿cómo se mide, se certifica o se capitaliza aquello que no sucede?

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«Evitada» en la PRENSA

Il Giornale dell’Arte
Josep Piñol, l’Amazzonia e il «greenwashing»: sul clima non si specula (07-10-2025)
Rinuncia a realizzare una megaopera bioclimatica e con «Evitata» denuncia la perversità dei meccanismi di compensazione climatica: «Così trasferiamo il meccanismo che utilizzano le grandi imprese al mondo dell’arte», spiega l’artista spagnolo

La Vanguardia
Una obra de arte que se “evita” para cuestionar el mercado de carbono (04-10-2025)
El artista catalán Josep Piñol presenta su obra en la Fundación Tàpies.

El Periodico
Un artista amenaza con emitir 60.000 toneladas de CO2 con una obra en el Amazonas y pone a la venta la posibilidad de no hacerlo (04-10-2025)
El controvertido Josep Piñol denuncia que este mecanismo de ‘greenwashing’ es utilizado por empresas y gobiernos de todo el mundo para maquillar sus cuentas ambientales y especular con créditos de carbono.