La luce dell’oscurità: Paolo Maggis a Barcellona

La luce dell’oscurità: Paolo Maggis a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 16/01/2026)

Una grande mostra dell’eclettico pittore italiano inaugura il nuovo spazio della galleria Sergi Sánchez.

Nonostante si parli molto delle affinità culturali tra Spagna e Italia, la verità è che gli scambi artistici tra le istituzioni sia pubbliche che private dei due paesi continuano ad essere molto meno frequenti di quanto sarebbe auspicabile. Per questo è una gradita sorpresa che l’italiano Paolo Maggis sia l’artista prescelto per la mostra inaugurale del nuovo spazio e del nuovo progetto della galleria Sergi Sánchez di Barcellona, che inizia una nuova tappa centrata in artisti emergenti ma già consolidati, tra cui spiccano nomi di grande interesse come Vanessa Pey, Carles Mercader, Xavi Deu o Javier Garcés.

Arte e scienza: a Barcellona nasce Platform Dalí

Arte e scienza: a Barcellona nasce Platform Dalí (Il Giornale dell’Arte – 15/12/2025)

«Gli eventi scientifici sono l’unica guida costante della mia immaginazione», sosteneva l’artista catalano. Il nuovo programma è promosso dalla Fundació Dalí e recupera la passione dell’artista per l’innovazione scientifica.

Dopo anni dedicati ad articolare le diverse componenti dell’«universo Dalí» intorno al celebre museo di Figueres, la Fundació Gala-Salvador Dalí si lancia a esplorare nuovi territori. Nasce così Platform Dalí, un nuovo programma di arte e scienza ispirato alla visione creativa del maestro surrealista (Figueres, Spagna, 1904-1989), strettamente intrecciata con i progressi scientifici del suo tempo. Il progetto è stato affidato a Monica Bello, direttrice per dieci anni del programma artistico del Cern, il laboratorio europeo di fisica delle particelle con sede a Ginevra.

Il Guggenheim di Bilbao va alle radici dell’arte

Il Guggenheim di Bilbao va alle radici dell’arte (Il Giornale dell’Arte – 05/12/2025)

Oltre 100 opere di Land art di 40 artisti esplorano il rapporto tra l’arte contemporanea e il suolo come territorio fisico, simbolico ed ecologico.

L’installazione di Giuseppe Penone «Unghia e foglie di alloro», che occupa sia olfattivamente sia visivamente lo spazio espositivo, è l’immagine della nuova mostra del Museo Guggenheim di Bilbao «Arti della Terra», che dal 6 dicembre al 3 maggio 2026 affronta il conflitto tra progresso tecnologico ed ecologia dalla prospettiva dell’arte visiva e concettuale, l’architettura e il design. Il progetto, che fa parte del piano strategico per la sostenibilità ambientale del museo, riunisce oltre 100 opere di 40 artisti di generazioni e culture diverse, che comprendono tutti i grandi nomi del Land art.

New Art Foundation. Reus de ciutat modernista a capital de l’art tecnològic

New Art Foundation. Reus de ciutat modernista a capital de l’art tecnològic (PDF) (Artiga Nº 45 Gener 2026)

El 2 d’octubre de 2025, a Reus es va inaugurar el New Art Centre (NAC), el nou centre creat per la New Art Foundation, un projecte destinat a transformar la identitat cultural de la ciutat, tradicionalment vinculada al nom d’Antoni Gaudí i al modernisme català, amb una identitat complementària: ja no només custodi del passat, sinó també laboratori de l’art del present. Impulsat per la New Art Foundation (NAF), amb una superfície total de més de 3.000 m2, el nou espai desplega una infraestructura imponent i es planteja com un centre dedicat a l’art tecnològic en totes les seves vessants, capaç d’integrar exposició, conservació, investigació i educació.

(Un texto de Roberta Bosco para la revista «Artiga, Revista d’Art i pensament contemporani». PDF completo Gener 2026)

A Barcellona gli sguardi analoghi di Antonioni e Ghirri

A Barcellona gli sguardi analoghi di Antonioni e Ghirri (Il Giornale dell’Arte – 30/11/2025)

La Virreina Centre de la Imatge stabilisce un dialogo inedito tra la produzione fotografica degli anni Settanta di due grandi autori italiani.

Capita sempre più raramente di vedere mostre davvero originali e inedite come quella che presenta La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona, sugli aspetti meno noti di due grandi autori italiani: il cineasta Michelangelo Antonioni (Ferrara, 1912-Roma, 2007) e il fotografo Luigi Ghirri (Scandiano, 1943-Roncocesi, 1992). Il progetto firmato da Frederic Montornés, uno dei più brillanti curatori del panorama spagnolo, si struttura come un saggio visivo incompiuto che esplora le affinità tra la produzione cinematografica di uno e quella fotografica dell’altro, a partire dalla rappresentazione di montagne immaginate, magiche, impervie e fantastiche, mai reali.

Tutti a León a fare arte con le «Istruzioni» di Yoko Ono

Tutti a León a fare arte con le «Istruzioni» di Yoko Ono (Il Giornale dell’Arte – 19/11/2025)

Il Musac le dedica una grande retrospettiva: 70 anni di opere avanguardiste e sperimentali che hanno anticipato l’arte performativa e interattiva.

Avvicinandosi al Musac, il Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León, il visitatore incrocia una serie di cartelloni con le parole «Fly», «Imagine», «Peace», «Yes», «Breathe» e «Remember». I termini, che condensano la poetica e il messaggio di Yoko Ono (Tokyo, 1933), fanno parte della grande mostra che le dedica il museo di León, così come i «Toilet thoughts» (Pensieri da bagno, 1968), che possono essere visti nei bagni di diversi bar della città di León.

Juan Muñoz al Prado: un ritorno impossibile e necessario

Juan Muñoz al Prado: un ritorno impossibile e necessario (Il Giornale dell’Arte – 19/11/2025)

A Madrid si celebra il grande scultore, prematuramente scomparso, stabilendo un dialogo tra i maestri antichi, la scultura contemporanea e il pubblico.

Con «Juan Muñoz. Historias de Arte» (fino all’8 marzo 2026) il Museo Nacional del Prado di Madrid inaugura una delle mostre più sorprendenti degli ultimi anni, non solo per la presenza di un artista contemporaneo all’interno del tempio della pittura antica, ma per la qualità del dialogo che s’instaura tra le sue opere e i capolavori della collezione permanente. Juan Muñoz (1953-2001), uno degli artisti spagnoli più influenti dell’arte contemporanea, prematuramente scomparso, ritorna al Prado, che amava frequentare assiduamente, con una retrospettiva curata da Vicente Todolí.

A Madrid la rivincita di Mengs e del Settecento

A Madrid la rivincita di Mengs e del Settecento (Il Giornale dell’Arte – 13/11/2025)

Al Prado la più ampia retrospettiva (158 opere da tutto il mondo) dedicata al pittore che voleva diventare il nuovo Raffaello ma che è stato emarginato da Romanticismo, Impressionismo, Espressionismo, Cubismo…

Dal 25 novembre al primo marzo 2026 il Museo del Prado presenta la mostra monografica più ampia e completa mai dedicata al pittore Anton Raphael Mengs (Aussig, 1728-Roma, 1779). La rassegna, sponsorizzata dalla Fondazione Bbva, presenta 158 opere tra oli, acquerelli, pastelli, disegni e l’affresco «Giove e Ganimede», oltre a sculture, medaglie e manoscritti, provenienti dalla collezione del Prado, da altre 44 istituzioni e vari collezionisti privati spagnoli e internazionali. La mostra ripercorre la carriera di Mengs, i suoi modelli e le sue influenze, mettendo in luce il suo rapporto con grandi maestri come Raffaello, Correggio e Pompeo Batoni.

A Barcellona oltre 500 pezzi per mettere in orbita il pianeta nero

A Barcellona oltre 500 pezzi per mettere in orbita il pianeta nero (Il Giornale dell’Arte – 11/11/2025)

Una mostra sulla Panafrica apre le celebrazioni per il 30mo anniversario del Macba.

Un murale di Kawira Mwirichia che rende omaggio agli attivisti queer di tutto il mondo con i tessuti kanga, caratteristici del Kenia, dove l’omosessualità è illegale così come in più di due terzi dei Paesi africani, apre la grande mostra che il Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona (Macba) dedica al panafricanismo. «Mettere in orbita un pianeta nero. L’arte e la cultura della Panafrica», fino al 6 aprile presenta più di 500 pezzi, 350 opere e circa 200 documenti, di un centinaio di artisti e intellettuali, realizzati in Africa, Europa, Nord America e Sud America, dal 1920 ad oggi, con la volontà di rifiutare l’immagine uniforme e riduttiva che è stata data al panafricanismo, per presentarlo come un movimento polifonico globale.

Dimissioni a sorpresa al Caac di Siviglia

Dimissioni a sorpresa al Caac di Siviglia (Il Giornale dell’Arte – 8/11/2025)

Sconcerto nel panorama culturale spagnolo per l’abbandono di Jimena Blázquez Abascal, dovuto a «motivi personali». Ora un bando internazionale per il futuro direttore.

Nuovo colpo di scena al Centro Andaluz de Arte Contemporáneo (Caac) con sedi a Siviglia e Cordova. La collezionista Jimena Blázquez Abascal se n’è andata all’improvviso così come era arrivata due anni fa, quando fu nominata direttrice del principale centro d’arte contemporanea dell’Andalusia tra critiche e polemiche motivate dal licenziamento fulminante del suo predecessore, Juan Antonio Álvarez Reyes. Nominato nel 2010 attraverso un regolare concorso pubblico, come consiglia il Codice di Buone Pratiche concordato con il Ministero della Cultura, Álvarez Reyes (già direttore di «El Periódico del Arte», l’edizione spagnola de «Il Giornale dell’Arte») venne rimosso da un giorno all’altro pur godendo dell’appoggio di tutto il settore.