La rivoluzione di Segade al Reina Sofía di Madrid parte dall’allestimento

La rivoluzione di Segade al Reina Sofía di Madrid parte dall’allestimento (Il Giornale dell’Arte – 18/02/2026)

Il nuovo direttore trasforma il percorso di visita della sezione dal 1975 a oggi in uno più accessibile, dinamico e didattico, con il visitatore al centro dell’esperienza museale. Oltre 400 opere, il 35% di donne e più della metà inedite.

Due anni e mezzo dopo essere stato nominato direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, Manuel Segade (La Coruña, 1977) presenta la prima parte del nuovo allestimento della collezione permanente del museo d’arte contemporanea più importante di Spagna, dal 18 febbraio aperto al pubblico. La sua «ristrutturazione concettuale» inizia proprio dagli ultimi 50 anni della storia delle arti visive, la parte più controversa dell’eredità lasciatagli dal suo predecessore Manuel Borja-Villel, quella che provocò più polemiche tanto da accelerare il suo abbandono del museo.

Dai primi scritti e dipinti informali alle azioni di arte viva: Alberto Greco al Reina Sofia

Dai primi scritti e dipinti informali alle azioni di arte viva: Alberto Greco al Reina Sofia (Il Giornale dell’Arte – 05/02/2026)

La rassegna di Madrid ripercorre la breve ma intensa vita dell’artista argentino e il percorso migratorio che intraprese nel 1950 da Buenos Aires a Barcellona.

L’artista Alberto Greco (Buenos Aires, 1935-Barcellona, 1965) si suicidò a Barcellona il 13 ottobre 1965 con una dose letale di barbiturici. Con il suo gesto troncò una promettente carriera che, a soli 29 anni, l’aveva posizionato tra le figure centrali dell’Informale e dell’avanguardia concettuale degli anni ’60. Prima di abbandonare la vita scrisse sul palmo della mano la parola «Fine» e molti vollero vedere in questo gesto un ultimo atto performativo coerente con la sua poetica radicale, ma Fernando Davis, studioso della sua opera e curatore della mostra «Alberto Greco. Viva el arte vivo» che il Museo Reina Sofía gli dedica dall’11 febbraio al 8 giugno, non è d’accordo.

La luce dell’oscurità: Paolo Maggis a Barcellona

La luce dell’oscurità: Paolo Maggis a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 16/01/2026)

Una grande mostra dell’eclettico pittore italiano inaugura il nuovo spazio della galleria Sergi Sánchez.

Nonostante si parli molto delle affinità culturali tra Spagna e Italia, la verità è che gli scambi artistici tra le istituzioni sia pubbliche che private dei due paesi continuano ad essere molto meno frequenti di quanto sarebbe auspicabile. Per questo è una gradita sorpresa che l’italiano Paolo Maggis sia l’artista prescelto per la mostra inaugurale del nuovo spazio e del nuovo progetto della galleria Sergi Sánchez di Barcellona, che inizia una nuova tappa centrata in artisti emergenti ma già consolidati, tra cui spiccano nomi di grande interesse come Vanessa Pey, Carles Mercader, Xavi Deu o Javier Garcés.

A Barcellona il Mnac procede verso l’ampliamento in piena tormenta

A Barcellona il Mnac procede verso l’ampliamento in piena tormenta (Il Giornale dell’Arte – 08/01/2026)

Oltre al contenzioso con il Governo di Aragona per la restituzione delle pitture di Sijena il direttore del Museo Nacional, Pepe Serra, si scontra con Manuel Borja-Villel, definito «colonizzatore».

Invece di avvicinarsi a una soluzione, sembra peggiorare il contenzioso con il Governo di Aragona per la restituzione delle pitture murali romaniche di Sijena. Pepe Serra, direttore del Museo Nacional d’Art de Catalunya (Mnac), ha approfittato della presentazione del programma espositivo per il 2026 e delle azioni previste per ridurre al minimo possibile la chiusura delle sale causate dai lavori di ampliamento per mandare un messaggio pubblico al Governo di Aragona e attaccare duramente Manuel Borja-Villel, ex direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, assunto dalla Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, come consulente per la ristrutturazione museografica del museo.

Arte e scienza: a Barcellona nasce Platform Dalí

Arte e scienza: a Barcellona nasce Platform Dalí (Il Giornale dell’Arte – 15/12/2025)

«Gli eventi scientifici sono l’unica guida costante della mia immaginazione», sosteneva l’artista catalano. Il nuovo programma è promosso dalla Fundació Dalí e recupera la passione dell’artista per l’innovazione scientifica.

Dopo anni dedicati ad articolare le diverse componenti dell’«universo Dalí» intorno al celebre museo di Figueres, la Fundació Gala-Salvador Dalí si lancia a esplorare nuovi territori. Nasce così Platform Dalí, un nuovo programma di arte e scienza ispirato alla visione creativa del maestro surrealista (Figueres, Spagna, 1904-1989), strettamente intrecciata con i progressi scientifici del suo tempo. Il progetto è stato affidato a Monica Bello, direttrice per dieci anni del programma artistico del Cern, il laboratorio europeo di fisica delle particelle con sede a Ginevra.

Il Guggenheim di Bilbao va alle radici dell’arte

Il Guggenheim di Bilbao va alle radici dell’arte (Il Giornale dell’Arte – 05/12/2025)

Oltre 100 opere di Land art di 40 artisti esplorano il rapporto tra l’arte contemporanea e il suolo come territorio fisico, simbolico ed ecologico.

L’installazione di Giuseppe Penone «Unghia e foglie di alloro», che occupa sia olfattivamente sia visivamente lo spazio espositivo, è l’immagine della nuova mostra del Museo Guggenheim di Bilbao «Arti della Terra», che dal 6 dicembre al 3 maggio 2026 affronta il conflitto tra progresso tecnologico ed ecologia dalla prospettiva dell’arte visiva e concettuale, l’architettura e il design. Il progetto, che fa parte del piano strategico per la sostenibilità ambientale del museo, riunisce oltre 100 opere di 40 artisti di generazioni e culture diverse, che comprendono tutti i grandi nomi del Land art.

New Art Foundation. Reus de ciutat modernista a capital de l’art tecnològic

New Art Foundation. Reus de ciutat modernista a capital de l’art tecnològic (PDF) (Artiga Nº 45 Gener 2026)

El 2 d’octubre de 2025, a Reus es va inaugurar el New Art Centre (NAC), el nou centre creat per la New Art Foundation, un projecte destinat a transformar la identitat cultural de la ciutat, tradicionalment vinculada al nom d’Antoni Gaudí i al modernisme català, amb una identitat complementària: ja no només custodi del passat, sinó també laboratori de l’art del present. Impulsat per la New Art Foundation (NAF), amb una superfície total de més de 3.000 m2, el nou espai desplega una infraestructura imponent i es planteja com un centre dedicat a l’art tecnològic en totes les seves vessants, capaç d’integrar exposició, conservació, investigació i educació.

(Un texto de Roberta Bosco para la revista «Artiga, Revista d’Art i pensament contemporani». PDF completo Gener 2026)

A Barcellona gli sguardi analoghi di Antonioni e Ghirri

A Barcellona gli sguardi analoghi di Antonioni e Ghirri (Il Giornale dell’Arte – 30/11/2025)

La Virreina Centre de la Imatge stabilisce un dialogo inedito tra la produzione fotografica degli anni Settanta di due grandi autori italiani.

Capita sempre più raramente di vedere mostre davvero originali e inedite come quella che presenta La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona, sugli aspetti meno noti di due grandi autori italiani: il cineasta Michelangelo Antonioni (Ferrara, 1912-Roma, 2007) e il fotografo Luigi Ghirri (Scandiano, 1943-Roncocesi, 1992). Il progetto firmato da Frederic Montornés, uno dei più brillanti curatori del panorama spagnolo, si struttura come un saggio visivo incompiuto che esplora le affinità tra la produzione cinematografica di uno e quella fotografica dell’altro, a partire dalla rappresentazione di montagne immaginate, magiche, impervie e fantastiche, mai reali.

Tutti a León a fare arte con le «Istruzioni» di Yoko Ono

Tutti a León a fare arte con le «Istruzioni» di Yoko Ono (Il Giornale dell’Arte – 19/11/2025)

Il Musac le dedica una grande retrospettiva: 70 anni di opere avanguardiste e sperimentali che hanno anticipato l’arte performativa e interattiva.

Avvicinandosi al Musac, il Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León, il visitatore incrocia una serie di cartelloni con le parole «Fly», «Imagine», «Peace», «Yes», «Breathe» e «Remember». I termini, che condensano la poetica e il messaggio di Yoko Ono (Tokyo, 1933), fanno parte della grande mostra che le dedica il museo di León, così come i «Toilet thoughts» (Pensieri da bagno, 1968), che possono essere visti nei bagni di diversi bar della città di León.

Juan Muñoz al Prado: un ritorno impossibile e necessario

Juan Muñoz al Prado: un ritorno impossibile e necessario (Il Giornale dell’Arte – 19/11/2025)

A Madrid si celebra il grande scultore, prematuramente scomparso, stabilendo un dialogo tra i maestri antichi, la scultura contemporanea e il pubblico.

Con «Juan Muñoz. Historias de Arte» (fino all’8 marzo 2026) il Museo Nacional del Prado di Madrid inaugura una delle mostre più sorprendenti degli ultimi anni, non solo per la presenza di un artista contemporaneo all’interno del tempio della pittura antica, ma per la qualità del dialogo che s’instaura tra le sue opere e i capolavori della collezione permanente. Juan Muñoz (1953-2001), uno degli artisti spagnoli più influenti dell’arte contemporanea, prematuramente scomparso, ritorna al Prado, che amava frequentare assiduamente, con una retrospettiva curata da Vicente Todolí.