Gli Stati Uniti e Joan Miró, un catalano internazionale

Gli Stati Uniti e Joan Miró, un catalano internazionale (Il Giornale dell’Arte – 07/10/2025)

La Fundació Miró di Barcellona celebra il suo 50mo compleanno con oltre 160 opere che illustrano il legame tra l’artista e il paese oltreoceano.

Gli Stati Uniti ritornano al centro del dibattito culturale, o almeno così sembra vedendo le mostre dedicate ad artisti statunitensi e al loro dialogo con l’Europa. Se il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid affronta il rapporto tra Pollock e Warhol e la trasformazione del concetto di spazio nella pittura («Warhol, Pollock e altri spazi americani» dal 21 ottobre al 25 gennaio 2026), la Fundació Joan Miró di Barcellona presenta dal 10 ottobre al 22 febbraio 2026 «Miró e gli Stati Uniti», una grande mostra prodotta in collaborazione con la Phillips Collection di Washington, che la accoglierà dal 21 marzo al 5 luglio 2026.

Josep Piñol, l’Amazzonia e il «greenwashing»: sul clima non si specula

Josep Piñol, l’Amazzonia e il «greenwashing»: sul clima non si specula (Il Giornale dell’Arte – 07/10/2025)

Rinuncia a realizzare una megaopera bioclimatica e con «Evitata» denuncia la perversità dei meccanismi di compensazione climatica: «Così trasferiamo il meccanismo che utilizzano le grandi imprese al mondo dell’arte», spiega l’artista spagnolo.

Il 2 ottobre nel Museu Tàpies di Barcellona come atto finale dell’incontro internazionale «Contrariar abismos. Poéticas de escala», organizzato dal Museu Habitat (il nuovo spazio di riflessione, produzione e sperimentazione creato da Manuel Borja-Villel, ex direttore del Museo Reina Sofía di Madrid), l’artista spagnolo Josep Piñol (Tivenys, Catalogna, 1994) ha realizzato una performance in cui ha formalizzato in presenza di un notaio la rinuncia a realizzare una megaopera bioclimatica, pensata per la città di Belém in Brasile. (continua)

Ogni opera di Cristina Iglesias trasforma la percezione dell’ambiente

Ogni opera di Cristina Iglesias trasforma la percezione dell’ambiente (Il Giornale dell’Arte – 04/10/2025)

La Pedrera ospita la prima monografica a Barcellona di una delle delle scultrici contemporanee più importanti della scena internazionale: 40 opere realizzate negli ultimi vent’anni.

La Fundació Catalunya inaugura la stagione de La Pedrera con la prima monografica a Barcellona di Cristina Iglesias (San Sebastián, 1956), una delle rappresentanti di maggior rilievo della scultura contemporanea internazionale. La rassegna, aperta dal 9 ottobre al 25 gennaio 2026, riunisce 40 opere realizzate negli ultimi vent’anni. Il titolo della mostra, «Passatges», allude alle forme labirintiche di installazioni pensate per essere attraversate, che convertono lo spazio espositivo in un paesaggio in continua evoluzione. (continua)

A Barcellona Casa Battló di Gaudí aprirà all’arte contemporanea

A Barcellona Casa Battló di Gaudí aprirà all’arte contemporanea (Il Giornale dell’Arte – 02/10/2025)

L’inaugurazione, il prossimo gennaio, del nuovo spazio al secondo piano darà il via alle celebrazioni del centenario della morte dell’architetto catalano.

Già da alcuni anni i proprietari della Casa Battló (gli eredi Bernat, famiglia già alla guida dell’azienda produttrice dei celebri Chupa Chups) hanno dimostrato di volersi aprire all’arte contemporanea. Dopo i «mapping» con cui trasformano per una notte all’anno il paseo de Gracia, cuore pulsante del centro modernista di Barcellona, adesso hanno deciso di aprire uno spazio permanente dedicato alle produzioni di artisti contemporanei, invitati a ripensare e reinterpretare l’eredità di Gaudí. (continua)

Spagna, a Reus apre un centro internazionale per la New Media Art

Spagna, a Reus apre un centro internazionale per la New Media Art (Il Giornale dell’Arte – 30/09/2025)

Nella città natale di Gaudí il New Arte Centre accoglierà una collezione privata di circa 200 opere e spazi in cui esporre, produrre e conservare l’arte tecnologica.

Il 2 ottobre Reus (Tarragona), città della Catalogna che ha dato i natali ad Antoni Gaudí, inaugurerà il New Art Centre, un progetto che aspira a trasformarne l’identità culturale tradizionalmente legata al nome dell’architetto e del modernismo catalano: non più solo custode del passato, ma laboratorio dell’arte del futuro. (continua)

Spagna, inizia il restauro della Moschea-Cattedrale di Cordova

Spagna, inizia il restauro della Moschea-Cattedrale di Cordova (Il Giornale dell’Arte – 29/09/2025)

Il progetto per risanare i danni provocati dall’incendio dello scorso agosto si divide in due fasi: la prima riguarda le coperture, la seconda gli interni delle cappelle

Gli architetti addetti alla conservazione della Moschea-Cattedrale di Cordova hanno finito di redigere la prima fase del progetto di restauro del monumento danneggiato dall’incendio scoppiato l’8 agosto scorso e prevedono di presentarlo al Consiglio Comunale all’inizio di ottobre. Si tratta del primo intervento strutturale dopo i lavori di emergenza realizzati immediatamente in seguito al sinistro per garantire la sicurezza sia dell’edificio che dei visitatori, dato che il monumento ha riaperto le sue porte regolarmente il giorno dopo l’incendio, a eccezione delle aree colpite: circa 70 metri quadrati dei 13mila del complesso monumentale. (continua)

Sagrada Familia: nel 2026, a cento anni dalla morte di Gaudí, sarà completata la torre più alta

Sagrada Familia: nel 2026, a cento anni dalla morte di Gaudí, sarà completata la torre più alta (Il Giornale dell’Arte – 19/09/2025)

Per terminare tutte le strutture verticali dell’incompiuto tempio di Barcellona ci vorrà però almeno un decennio. Intanto per fine mese si attende la risposta di papa Leone XIV, invitato l’anno prossimo a benedire la basilica.

«Gaudí ci ha lasciato molti disegni, modellini e annotazioni che ci permettono di continuare a costruire la basilica sapendo di rispettare la sua volontà. Il tempo di costruzione della Sagrada Familia, alla fine, è inferiore a quello di molte altre chiese con queste caratteristiche»: lo ha dichiarato l’architetto Jordi Faulí, direttore dei lavori, in occasione del consueto bilancio annuale, durante il quale ha annunciato i momenti salienti dell’Anno Gaudí che nel 2026 commemorerà il centenario della morte dell’architetto. (continua).

«EVITADA» de JOSEPH PIÑOL / MUSEU HABITAT

En el marco de la II Trobada del proyecto Museu Habitat. Contrariar abismos. Poéticas de escala, que tendrá lugar del 1 al 4 de octubre en el Museu Tàpies de Barcelona, el sábado 4 de octubre a las 10 horas se presentará la performance Evitada, del artista Josep Piñol Curto, dentro del eje “Fabular” del programa. La acción está comisariada por Roberta Bosco.

Evitada OCT. 4, 2025

El pasado 4 de octubre de 2025 Josep Piñol formalizó la evitación de su obra monumental con la firma de un certificado, adquirido por un coleccionista privado. La cancelación, realizada en el Museu Tàpies de Barcelona, dio lugar a una pieza que culmina en su propia evitación. Durante la acción performativa, Piñol rubricó ante notario la renuncia definitiva a materializar su obra, que estaba proyectada en Belém (Brasil), sede de la próxima COP30 y foco del debate climático. Con ello, la cancelación quedó sellada. Al detener el proyecto previsto en la Amazonía, evitó la emisión de 57.765 toneladas de CO2 equivalente (tCO2e), registradas como créditos de carbono certificados con un valor estimado de 1,6 millones de euros…

La performance se inspira en el concepto contemporáneo de “emisiones evitadas”, definido como la diferencia estimada de gases de efecto invernadero respecto a un escenario inicial sin intervención. No se trata de una medida directa, sino de un cálculo contrafactual basado en supuestos que, en muchos casos, puede comercializarse en el mercado voluntario de carbono como “crédito”. En este marco, Evitada se presenta como un espejo crítico de ese dispositivo. La obra de Piñol interroga tanto los límites entre presencia y ausencia como las lógicas de institucionalización de lo intangible: ¿cómo se mide, se certifica o se capitaliza aquello que no sucede?

El pase de diapositivas requiere JavaScript.

«Evitada» en la PRENSA

Il Giornale dell’Arte
Josep Piñol, l’Amazzonia e il «greenwashing»: sul clima non si specula (07-10-2025)
Rinuncia a realizzare una megaopera bioclimatica e con «Evitata» denuncia la perversità dei meccanismi di compensazione climatica: «Così trasferiamo il meccanismo che utilizzano le grandi imprese al mondo dell’arte», spiega l’artista spagnolo

La Vanguardia
Una obra de arte que se “evita” para cuestionar el mercado de carbono (04-10-2025)
El artista catalán Josep Piñol presenta su obra en la Fundación Tàpies.

El Periodico
Un artista amenaza con emitir 60.000 toneladas de CO2 con una obra en el Amazonas y pone a la venta la posibilidad de no hacerlo (04-10-2025)
El controvertido Josep Piñol denuncia que este mecanismo de ‘greenwashing’ es utilizado por empresas y gobiernos de todo el mundo para maquillar sus cuentas ambientales y especular con créditos de carbono.

Il Mnac deve restituire gli affreschi romanici di Sijena

La Corte Suprema ha messo fine a un contenzioso che si trascina da anni imponendo il ritorno del ciclo pittorico nel monastero aragonese da cui era stato asportato dopo un incendio.

Barcellona (Spagna). Il contenzioso che da anni, in Spagna, oppone i Governi della Catalogna e di Aragona per la custodia delle pitture murali della sala capitolare del Monastero di Santa María di Sixena (Sijena in spagnolo), un insieme di eccezionale valore tra i più importanti del Romanico europeo, sembra essere giunto alla peggiore conclusione possibile.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.463, Luglio-Agosto 2025)

Le scintille magiche di Joan Miró

Le scintille magiche di Joan Miró (Il Giornale dell’Arte – 13/08/2025)

Quattro mostre a Palma di Maiorca celebrano l’artista che trascorse sull’isola baleare la maggior parte della sua vita.

In catalano «guspira» significa «scintilla». Joan Miró (Barcellona, 1893-Palma di Maiorca, 1983) diceva che ogni opera sorge da una scintilla ispiratrice che normalmente era un oggetto trovato per caso, ma anche una fotografia o una semplice cartolina. La maggioranza di questi oggetti li conservava nei due studi e nella casa di Palma di Maiorca, dove trascorse gran parte della sua vita. Fino all’11 gennaio 2026 alcuni dei più significativi di questi oggetti si possono vedere accanto all’opera che hanno contribuito a creare nella mostra «La guspira màgica», nella Fondazione Miró di Palma. Si tratta della rassegna più importante delle quattro di «Paysage Miró» (continua)