Arte per tutti ad ARCOmadrid: dalla pittura cubista al giornale di ieri

Arte per tutti ad ARCOmadrid: dalla pittura cubista al giornale di ieri (Il Giornale dell’Arte – 10/03/2026)

La fiera spagnola per eccellenza chiude i battenti con 95mila visitatori e un impatto economico di 195 milioni di euro.

Un Juan Gris del 1917 da 4,2 milioni di euro nello stand di Leandro Navarro e una scultura di Chillida da 1,9 milioni di euro, si espongono a fianco di un quotidiano del giorno prima di Dave McKenzie intitolato «Notizie di ieri» e di uno sconosciuto ritratto di Lorca realizzato dal suo amico Pepe Caballero, in mostra nella galleria Guillermo de Osma. Aumenta l’arte elettronica e digitale con le poetiche sculture di dati di Daniel Canogar che si creano in tempo reale, mentre la Guest Lounge -che prima del politicamente corretto si chiamava Sala VIP- è stata costruita con legna bruciata l’estate scorsa nei boschi della Galizia.

Paul McCarthy: «Il fascismo ha una meschinità che gli permette di sopravvivere e riapparire in nuove forme»

Paul McCarthy: «Il fascismo ha una meschinità che gli permette di sopravvivere e riapparire in nuove forme» (Il Giornale dell’Arte – 10/03/2026)

Abbiamo intervistato l’artista statunitense a Madrid, in occasione della presentazione della mostra prodotta dalla galleria Bowman Hal in collaborazione con Hauser & Wirth. Disegni di grandi dimensioni e videoperformance mettono in scena una visione cruda e inquietante delle strutture di potere e delle dinamiche di dominazione nella società occidentale.

Adamo & Eva, Adolf & Eva, sono due facce di una stessa medaglia: la bontà e il male, la purezza e la corruzione. L’acronimo (che sta anche per Art & Entertainment) dà il titolo a «A&E, Adolf/Adam & Eva/Eve», un progetto di lunga durata che l’artista americano Paul McCarthy (Utah, 1945) ha realizzato con l’attrice tedesca Lilith Stangenberg. Attraverso un nucleo di disegni di grandi dimensioni e di videoperformance, mette in scena una visione cruda e inquietante delle strutture di potere e delle dinamiche di dominazione nella società occidentale. Le opere sono visibili dal 6 marzo al 16 maggio a Madrid, nel Bowman Hal, il nuovo spazio commerciale del centro d’arte e cultura contemporanea SOLO CSV, fondato dalla coppia di imprenditori e collezionisti Ana Gervás e David Cantolla.

Le orgie di Kubra Khademi scuotono ARCOmadrid

Le orgie di Kubra Khademi scuotono ARCOmadrid (Il Giornale dell’Arte – 05/03/2026)

L’eco della guerra non risuona tra gli oltre 200 stand della principale fiera spagnola dove trionfano le opere vendibili e curiosamente la ceramica.

Quando le forze occidentali lasciarono l’Afghanistan in mano ai talebani, l’artista Kubra Khademi si rifugiò in Francia, da dove scrisse una carta aperta alle donne che hanno potere nel mondo, ma nessuno la pubblicò e nessuna rispose. Da quella delusione è nato il progetto «Pane, lavoro, libertà» che espone ad ARCOmadrid, la fiera d’arte contemporanea più importante della Spagna, nella galleria Eric Mouchet. Nei suoi disegni Angela Merkel, Kamala Harris, Ursula von der Leyen, Margaret Thatcher, Hillary Clinton, Benazir Bhutto ed altre politiche di peso mondiale, appaiono aggrovigliate e sudate, impegnate in amplessi appassionati e improbabili orge nella cornice poco romantica di un bagno, l’unico luogo dove le donne afgane possono godere di un po’ d’intimità.

A Barcellona i Nabis, profeti del XIX secolo

A Barcellona i Nabis, profeti del XIX secolo (Il Giornale dell’Arte – 02/03/2026)

Tra le quasi 200 opere riunite a La Pedrera, anche «Le Talisman» di Sérusier, eccezionale prestito dal Musée d’Orsay di Parigi.

Non poteva esserci cornice migliore della Casa Milà di Antoni Gaudí, più nota come La Pedrera, edificio emblematico del Modernismo a Barcellona, per accogliere una grande mostra interamente dedicata ai Nabis. «I Nabis: da Bonnard a Vuillard», dal 6 marzo al 28 giugno, ripercorre la storia di questo movimento attivo a Parigi tra il 1888 e il 1900, nato grazie allo studente Paul Sérusier, che dopo un soggiorno a Pont-Aven (Bretagna) sotto la guida di Paul Gauguin e influenzato dal suo approccio simbolista, realizzò un piccolo dipinto, «Le Talisman», dalle forme semplificate e i colori vividi, che si considera la prima pittura nabi.

ARCO scalda i motori

ARCO scalda i motori (Il Giornale dell’Arte – 23/02/2026)

La principale fiera d’arte contemporanea della Spagna si prepara a celebrare la sua 45ma edizione, dal 4 all’8 marzo, tra le proteste delle gallerie che richiedono al governo di allineare l’IVA a quella degli altri Paesi europei.

meno di due settimane dall’inaugurazione di ARCO (dal 4 all’8 marzo) la più importante fiera d’arte contemporanea della Spagna, le gallerie sono sul piede di guerra. Dopo il successo dello sciopero di 5 giorni, dal 2 al 7 febbraio, non vogliono che l’opinione pubblica perda interesse e attenzione per il problema. Per questo oggi, 20 febbraio, hanno approfittato la presentazione della fiera a Barcellona, per convocare un sit-in nel Museo de Arte Contemporaneo di Barcellona (Macba) a cui hanno partecipato tutte le associazione del settore, non solo galleristi, ma anche critici, artisti e professionisti del mondo dell’arte.

Il decennio decisivo per l’arte di Antoni Tàpies in quattro personali

Il decennio decisivo per l’arte di Antoni Tàpies in quattro personali (Il Giornale dell’Arte – 22/02/2026)

L’omonimo museo di Barcellona ricostruisce le mostre realizzate tra il 1950 e il 1960, in Spagna e in Francia, che furono determinanti per l’evoluzione formale e concettuale del linguaggio dell’artista catalano.

Che impatto ha l’allestimento di una mostra sulla nostra percezione delle opere? Come veniva presentato il lavoro di Tàpies nelle sue prime rassegne e che effetto ha avuto sulla ricezione da parte del pubblico? La nostra percezione di quelle opere può cambiare oggi, se vengono riproposte nel loro contesto originale? Si prefigge di rispondere a queste domande la mostra «Il movimento perpetuo del muro», con cui Imma Prieto e Pablo Allepuz, direttrice e conservatore capo del Museu Tàpies di Barcellona, continuano la serie di proposte che offrono una nuova visione aggiornata dell’opera di Antoni Tàpies (Barcellona, 1923-2012).

Catalogna, è davvero di Antoni Gaudí lo «chalet» del Catllaràs

Catalogna, è davvero di Antoni Gaudí lo «chalet» del Catllaràs (Il Giornale dell’Arte – 19/02/2026)

Lo conferma uno studio durato tre anni. L’edificio, costruito tra le montagne a circa 80 di km da Barcellona, reinterpreta i rifugi a punta dei Pirenei della fine dell’800 ed era destinato ad accogliere i lavoratori di una vicina miniera. L’architetto catalano non ne rivendicò mai pubblicamente la paternità perché l’opera non fu realizzata secondo il suo progetto.

È davvero Antoni Gaudí l’autore del progetto per lo Xalet del Catllaràs (una catena montuosa) situato a La Pobla de Lillet, a un’ottantina di chilometri da Barcellona. L’annuncio è stato dato da Sonia Hernández, consigliera di Cultura della Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, che ha sottolineato «la ricerca rigorosa che ha portato a un risultato di enorme valore per il patrimonio catalano e arricchisce l’eredità dell’architetto proprio quando si celebra l’Anno Gaudí che ne commemora il centenario della morte».

La rivoluzione di Segade al Reina Sofía di Madrid parte dall’allestimento

La rivoluzione di Segade al Reina Sofía di Madrid parte dall’allestimento (Il Giornale dell’Arte – 18/02/2026)

Il nuovo direttore trasforma il percorso di visita della sezione dal 1975 a oggi in uno più accessibile, dinamico e didattico, con il visitatore al centro dell’esperienza museale. Oltre 400 opere, il 35% di donne e più della metà inedite.

Due anni e mezzo dopo essere stato nominato direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, Manuel Segade (La Coruña, 1977) presenta la prima parte del nuovo allestimento della collezione permanente del museo d’arte contemporanea più importante di Spagna, dal 18 febbraio aperto al pubblico. La sua «ristrutturazione concettuale» inizia proprio dagli ultimi 50 anni della storia delle arti visive, la parte più controversa dell’eredità lasciatagli dal suo predecessore Manuel Borja-Villel, quella che provocò più polemiche tanto da accelerare il suo abbandono del museo.

Dai primi scritti e dipinti informali alle azioni di arte viva: Alberto Greco al Reina Sofia

Dai primi scritti e dipinti informali alle azioni di arte viva: Alberto Greco al Reina Sofia (Il Giornale dell’Arte – 05/02/2026)

La rassegna di Madrid ripercorre la breve ma intensa vita dell’artista argentino e il percorso migratorio che intraprese nel 1950 da Buenos Aires a Barcellona.

L’artista Alberto Greco (Buenos Aires, 1935-Barcellona, 1965) si suicidò a Barcellona il 13 ottobre 1965 con una dose letale di barbiturici. Con il suo gesto troncò una promettente carriera che, a soli 29 anni, l’aveva posizionato tra le figure centrali dell’Informale e dell’avanguardia concettuale degli anni ’60. Prima di abbandonare la vita scrisse sul palmo della mano la parola «Fine» e molti vollero vedere in questo gesto un ultimo atto performativo coerente con la sua poetica radicale, ma Fernando Davis, studioso della sua opera e curatore della mostra «Alberto Greco. Viva el arte vivo» che il Museo Reina Sofía gli dedica dall’11 febbraio al 8 giugno, non è d’accordo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.469, Febbraio 2026)

United Visual Artists ha inaugurato un nuovo spazio espositivo a Casa Batlló a Barcellona

United Visual Artists ha inaugurato un nuovo spazio espositivo a Casa Batlló a Barcellona (Il Giornale dell’Arte – 02/02/2026)

Matt Clark, fondatore del collettivo londinese, illustra il mapping sulla facciata e la mostra nell’edificio di Antonio Gaudí.

«Questo insieme di opere è un’ode all’universo in costante evoluzione, luogo di ambivalenze e cambi, che a volte possiamo vedere, altre sentire, ma che nella maggioranza dei casi, non riusciamo a percepire». Così l’artista britannico Matt Clark, fondatore e direttore del celebre studio londinese United Visual Artists (Uva) definisce le sette opere prodotte espressamente per la mostra «Behind the Façade» (fino al 17 maggio) che inaugura il programma regolare di Casa Battló Contemporary, il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea della Casa Battló, il celeberrimo edificio di Antoni Gaudí sul paseo de Gracia di Barcellona.