A Barcellona il Mnac procede verso l’ampliamento in piena tormenta

A Barcellona il Mnac procede verso l’ampliamento in piena tormenta (Il Giornale dell’Arte – 08/01/2026)

Oltre al contenzioso con il Governo di Aragona per la restituzione delle pitture di Sijena il direttore del Museo Nacional, Pepe Serra, si scontra con Manuel Borja-Villel, definito «colonizzatore».

Invece di avvicinarsi a una soluzione, sembra peggiorare il contenzioso con il Governo di Aragona per la restituzione delle pitture murali romaniche di Sijena. Pepe Serra, direttore del Museo Nacional d’Art de Catalunya (Mnac), ha approfittato della presentazione del programma espositivo per il 2026 e delle azioni previste per ridurre al minimo possibile la chiusura delle sale causate dai lavori di ampliamento per mandare un messaggio pubblico al Governo di Aragona e attaccare duramente Manuel Borja-Villel, ex direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, assunto dalla Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, come consulente per la ristrutturazione museografica del museo.

Il Guggenheim di Bilbao va alle radici dell’arte

Il Guggenheim di Bilbao va alle radici dell’arte (Il Giornale dell’Arte – 05/12/2025)

Oltre 100 opere di Land art di 40 artisti esplorano il rapporto tra l’arte contemporanea e il suolo come territorio fisico, simbolico ed ecologico.

L’installazione di Giuseppe Penone «Unghia e foglie di alloro», che occupa sia olfattivamente sia visivamente lo spazio espositivo, è l’immagine della nuova mostra del Museo Guggenheim di Bilbao «Arti della Terra», che dal 6 dicembre al 3 maggio 2026 affronta il conflitto tra progresso tecnologico ed ecologia dalla prospettiva dell’arte visiva e concettuale, l’architettura e il design. Il progetto, che fa parte del piano strategico per la sostenibilità ambientale del museo, riunisce oltre 100 opere di 40 artisti di generazioni e culture diverse, che comprendono tutti i grandi nomi del Land art.

Juan Muñoz al Prado: un ritorno impossibile e necessario

Juan Muñoz al Prado: un ritorno impossibile e necessario (Il Giornale dell’Arte – 19/11/2025)

A Madrid si celebra il grande scultore, prematuramente scomparso, stabilendo un dialogo tra i maestri antichi, la scultura contemporanea e il pubblico.

Con «Juan Muñoz. Historias de Arte» (fino all’8 marzo 2026) il Museo Nacional del Prado di Madrid inaugura una delle mostre più sorprendenti degli ultimi anni, non solo per la presenza di un artista contemporaneo all’interno del tempio della pittura antica, ma per la qualità del dialogo che s’instaura tra le sue opere e i capolavori della collezione permanente. Juan Muñoz (1953-2001), uno degli artisti spagnoli più influenti dell’arte contemporanea, prematuramente scomparso, ritorna al Prado, che amava frequentare assiduamente, con una retrospettiva curata da Vicente Todolí.

A Madrid la rivincita di Mengs e del Settecento

A Madrid la rivincita di Mengs e del Settecento (Il Giornale dell’Arte – 13/11/2025)

Al Prado la più ampia retrospettiva (158 opere da tutto il mondo) dedicata al pittore che voleva diventare il nuovo Raffaello ma che è stato emarginato da Romanticismo, Impressionismo, Espressionismo, Cubismo…

Dal 25 novembre al primo marzo 2026 il Museo del Prado presenta la mostra monografica più ampia e completa mai dedicata al pittore Anton Raphael Mengs (Aussig, 1728-Roma, 1779). La rassegna, sponsorizzata dalla Fondazione Bbva, presenta 158 opere tra oli, acquerelli, pastelli, disegni e l’affresco «Giove e Ganimede», oltre a sculture, medaglie e manoscritti, provenienti dalla collezione del Prado, da altre 44 istituzioni e vari collezionisti privati spagnoli e internazionali. La mostra ripercorre la carriera di Mengs, i suoi modelli e le sue influenze, mettendo in luce il suo rapporto con grandi maestri come Raffaello, Correggio e Pompeo Batoni.

A Barcellona oltre 500 pezzi per mettere in orbita il pianeta nero

A Barcellona oltre 500 pezzi per mettere in orbita il pianeta nero (Il Giornale dell’Arte – 11/11/2025)

Una mostra sulla Panafrica apre le celebrazioni per il 30mo anniversario del Macba.

Un murale di Kawira Mwirichia che rende omaggio agli attivisti queer di tutto il mondo con i tessuti kanga, caratteristici del Kenia, dove l’omosessualità è illegale così come in più di due terzi dei Paesi africani, apre la grande mostra che il Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona (Macba) dedica al panafricanismo. «Mettere in orbita un pianeta nero. L’arte e la cultura della Panafrica», fino al 6 aprile presenta più di 500 pezzi, 350 opere e circa 200 documenti, di un centinaio di artisti e intellettuali, realizzati in Africa, Europa, Nord America e Sud America, dal 1920 ad oggi, con la volontà di rifiutare l’immagine uniforme e riduttiva che è stata data al panafricanismo, per presentarlo come un movimento polifonico globale.

A Madrid Jackson Pollock vs Andy Warhol

A Madrid Jackson Pollock vs Andy Warhol (Il Giornale dell’Arte – 20/10/2025)

Attraverso due figure chiave del XX secolo il Museo Thyssen-Bornemisza rifiuta un tema centrale della storia dell’arte: la separazione canonica tra arte astratta e arte figurativa.

«Ricominciare a guardare, avere il coraggio di contemplare, oggi, è un atto sovversivo. Se stiamo rivisitando la storia dell’arte da diversi punti di vista, allora perché non affrontare un dibattito centrale: figurativo versus astratto, attraverso due figure chiave dell’arte del XX secolo, Jackson Pollock e Andy Warhol». Lo afferma Estrella de Diego, cattedratica, critica e teorica dell’arte, curatrice di «Warhol, Pollock e altri spazi americani» (dal 21 ottobre al 25 gennaio 2026), la mostra che apre la stagione espositiva del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Perché Velázquez non firmò il ritratto di Filippo IV

Perché Velázquez non firmò il ritratto di Filippo IV (Il Giornale dell’Arte – 13/10/2025)

Dopo quattro mesi di restauro, uno dei capolavori del Prado è tornato nella sala 12 del museo madrileno.
Dopo quattro mesi di intenso lavoro, il Museo del Prado di Madrid ha presentato il restauro del ritratto di Filippo IV a cavallo, uno dei capolavori di Velázquez, realizzato per il Salón del Reino del Casón del Buen Retiro.

Il Mnac deve restituire gli affreschi romanici di Sijena

La Corte Suprema ha messo fine a un contenzioso che si trascina da anni imponendo il ritorno del ciclo pittorico nel monastero aragonese da cui era stato asportato dopo un incendio.

Barcellona (Spagna). Il contenzioso che da anni, in Spagna, oppone i Governi della Catalogna e di Aragona per la custodia delle pitture murali della sala capitolare del Monastero di Santa María di Sixena (Sijena in spagnolo), un insieme di eccezionale valore tra i più importanti del Romanico europeo, sembra essere giunto alla peggiore conclusione possibile.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.463, Luglio-Agosto 2025)

Le scintille magiche di Joan Miró

Le scintille magiche di Joan Miró (Il Giornale dell’Arte – 13/08/2025)

Quattro mostre a Palma di Maiorca celebrano l’artista che trascorse sull’isola baleare la maggior parte della sua vita.

In catalano «guspira» significa «scintilla». Joan Miró (Barcellona, 1893-Palma di Maiorca, 1983) diceva che ogni opera sorge da una scintilla ispiratrice che normalmente era un oggetto trovato per caso, ma anche una fotografia o una semplice cartolina. La maggioranza di questi oggetti li conservava nei due studi e nella casa di Palma di Maiorca, dove trascorse gran parte della sua vita. Fino all’11 gennaio 2026 alcuni dei più significativi di questi oggetti si possono vedere accanto all’opera che hanno contribuito a creare nella mostra «La guspira màgica», nella Fondazione Miró di Palma. Si tratta della rassegna più importante delle quattro di «Paysage Miró» (continua)

Paloma Picasso ripercorre la sua infanzia a Vallauris

Paloma Picasso ripercorre la sua infanzia a Vallauris (Il Giornale dell’Arte – 28/07/2025)

La designer, che ha concepito la mostra in ricordo di suo fratello Claude, espone al Museu Picasso di Barcellona opere della famiglia mai viste in pubblico prima d’ora.

«Ero una bambina silenziosa e osservatrice, non mi ribellavo, ma non obbedivo. Non è facile essere figlia di Pablo Picasso, ma neanche di Françoise Gilot, eppure ho sempre avuto la coscienza del privilegio che significava». Paloma Picasso sgrana i suoi ricordi e rivela gli aspetti più intimi della sua infanzia nella mostra «Crescere tra due artisti» che ha curato insieme a Emmanuel Guigon, direttore del Museu Picasso di Barcellona, dove si può visitare fino al 26 ottobre. La mostra, concepita come omaggio a suo fratello Claude, morto due anni fa a pochi mesi di distanza dalla madre (scomparsa a 102 anni) e dalla sorellastra Maya, figlia di Marie-Therèse Walter, presenta un centinaio di opere, tra pitture e disegni, la maggior parte delle quali appartengono alla famiglia e sono praticamente inedite per il pubblico.(continua)