Il Giornale dell’Arte 2020

:: Archivo de los textos publicados por Roberta Bosco en 2019 ::

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:: 2020 ::

 

La rabbia e la voce di una galleria femminista
Valencia (Spagna). The Liminal è la prima galleria femminista e queer della Spagna. È un progetto dell’artista Pablo Vindel, coordinato dalla storica dell’arte Carmen Mariscal: «Vogliamo produrre opere, non solo mostrarle, e soprattutto rendere più accessibile il mercato dell’arte», spiega Vindel.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Trenta monaci e un bebè
Guadalajara (Spagna). Catalina Urquijo e Dionisio Urbina, fondatori e direttori della scuola di archeologia ArchaeoSpain, scavano dal 2004 intorno al Castello di Zorita de los Canes, considerato uno dei più importanti e probabilmente il più misterioso di Spagna. Covid permettendo, in dicembre presenteranno il libro El castillo y fortaleza de Zorita de los Canes, dove raccontano con un linguaggio rigoroso ma accessibile, le scoperte di questi anni e gli interrogativi che hanno generato.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Video al limite
Barcellona. Essere un videoartista a Kabul non è mai facile, ma ai tempi del Covid-19 diventa infernale. «A Kabul dall’elettricità in avanti manca di tutto e anche mandare agli artisti ciò di cui hanno bisogno è difficile, può perdersi, essere rubato o bloccato alla dogana per mesi. Vivono in uno stato di tremenda incertezza», racconta Han Nefkens, collezionista e mecenate, creatore della fondazione omonima.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Storia provvisoria degli anni ’90
Barcellona. Il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba), che in questo tormentato 2020 festeggia i 25 anni, propone fino al 7 febbraio «Acción. Una historia provisional de los 90». La mostra, a cura del direttore del museo Ferran Barenblit e di Aida Roger, propone una nuova lettura degli anni ’90 a partire dalle performance di un centinaio di artisti e dal loro rapporto con le pratiche che caratterizzarono la scena artistica concettuale degli anni ’70.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Il collezionista che soffiò un Goya a Hitler
Bilbao. La mostra «Obras maestras de la colección Valdés», nel Museo de Bellas Artes fino all’1 febbraio, ricostruisce per la prima volta la collezione dell’imprenditore di Bilbao Félix Fernández-Valdés (1895-1976). La raccolta di circa 400 opere, una delle più notevoli della seconda metà del ’900 per numero di pezzi e per la loro eccezionale qualità, fu dispersa dopo la morte di Valdés in importanti collezioni private e pubbliche, come quella del Museo del Prado.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Señoras, perdón
Madrid. La prima mostra temporanea organizzata dal Museo del Prado dopo la riapertura il 6 giugno scorso aspira a riparare un torto di secoli: l’assenza delle donne in un museo che nei suoi 200 anni di storia ha organizzato solo due mostre monografiche di artiste. L’obiettivo del Prado è duplice: redimersi e allo stesso tempo, in un momento in cui far arrivare opere dall’estero è complicato e ancor più caro, approfittarne per mostrare lavori da sempre nascosti nei depositi, dopo averne restaurati ben 40.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

L’uomo che censisce la censura (Novembre 2020)
Josep María Benet Ferran (1957), più noto come Tatxo Benet, giornalista, editore e produttore televisivo, è una delle persone che hanno scritto la storia dei mezzi di comunicazione spagnoli e poi catalani come fondatore di TV3, la televisione della Catalogna. Indipendentista convinto, ha da poco inaugurato a Barcellona Ona, una libreria dedicata alla letteratura in catalano, ma il suo nome è andato in prima pagina quando ha comprato l’opera di Santiago Sierra, «Prigionieri politici nella Spagna contemporanea», ritirata dalla fiera ARCOmadrid 2018 con un grave episodio di censura. Iniziava così «Censored», una collezione dedicata alle opere censurate nel mondo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Il Grand Tour della Catalogna (Novembre 2020)
Il Governo autonomo della Catalogna ha lanciato il Grand Tour de Catalunya, una proposta di turismo culturale pensata per divulgare le principali attrazioni artistiche e naturali della Regione e per rivitalizzare il turismo senza infrangere le norme anti Covid-19. L’iniziativa comprende visite culturali, naturalistiche ed enogastronomiche che servono come punto di partenza per promuovere esperienze meno conosciute, ma altrettanto interessanti.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Ombre e bellezza al KBr di Barcellona (Novembre 2020)
KBr Barcelona Photo Center, il nuovo Centro di Fotografia della Fundación Mapfre, è stato inaugurato il 7 ottobre con una grande retrospettiva di Bill Brandt e un’oculata selezione di Paul Strand. Una dichiarazione d’intenti per un centro che punta su grandi classici e autori internazionali. «Con la sigla KBr, che rappresenta il simbolo chimico del bromuro di potassio, un sale essenziale nella fotografia tradizionale,haspiegato Nadia Arroyo, direttrice del dipartimento culturale della Fundación Mapfre, alludiamo alla tecnica dei grandi maestri dell’immagine, uno dei nostri interessi principali, mentre l’uso della lingua inglese sta a indicare la vocazione internazionale del centro».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Le archeologhe che reinterpretano la storia (Novembre 2020)
Si chiamano Pastwomen: rivisitano l’antichità per riconfigurare il ruolo e la funzione sociale delle donne.
Secondo alcuni stereotipi nella preistoria le donne si occupavano solo di attività domestiche e di procreare. I cliché arcaici le relegano a un ruolo inesistente o nel migliore dei casi subalterno a quello maschile, ma la verità è ancora un’incognita. La storia ufficiale è stata scritta all’inizio dell’Ottocento da uomini bianchi di classe alta che hanno eclissato la figura femminile.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Le dure storie di frontiera di Teresa Margolles (Novembre 2020)
Da quando nel 2009 ha portato alla Biennale di Venezia la tragedia del narcotraffico, la messicana Teresa Margolles (Culiacán, 1963) ha dato voce alle vittime e ai più vulnerabili, materializzando nello spazio asettico del museo l’ingiustizia, il dolore, la violenza e la morte. Pur con le limitazioni imposte dal Covid-19, la Margolles ha inaugurato a Es Baluard, il museo d’arte moderna e contemporanea di Palma di Maiorca, «La pietra» (fino al 24 marzo), un suo progetto che racconta la vita delle «carretilleras», donne che con dei carrelli trasportano merci tra Colombia e Venezuela.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Il sogno americano alla Caixa (Novembre 2020)
È una delle mostre più importanti della stagione della Fundación La Caixa, che possiede ben nove centri d’arte sparsi per tutta la Spagna. «Il sogno americano. Dal Pop all’attualità» ne toccherà tre, a cominciare da Madrid dove sarà fino al 31 gennaio. Da marzo a giugno verrà allestita a Barcellona e da luglio a novembre a Saragozza. Curata da Catherine Daunt e Stephen Coppel, conservatori del Dipartimento di Stampe e Disegni del British Museum, la rassegna è frutto dell’accordo tra La Caixa e il museo londinese, rinnovato nel 2018, che prevede la coproduzione di cinque grandi progetti espositivi tra il 2020 e il 2024.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.412, Novembre 2020)

 

Come cambiano le fiere in Spagna (Novembre 2020)
Loop cambia sede e punta sull’ibrido, Arco si sposta a luglio e Swab diventa virtuale.
Si inaugura il 17 novembre Loop, la 18ma edizione della fiera dedicata esclusivamente alla videoarte, che abbandona le caratteristiche stanze d’albergo per trasferirsi nel Museu d’Historia de Catalunya, sufficientemente ampio da permettere il distanziamento sociale. Loop punta sul formato ibrido e delle 40 gallerie partecipanti (di 17 paesi, ma nessuna italiana) solo 18 saranno presenti fisicamente, mentre tutte esporranno su Artland, uno spazio virtuale dove la fiera si prolunga fino al 26 novembre.

 

Una vita a colori
Bilbao (Spagna). L’incessante creatività e la costante reinvenzione che caratterizzano il lavoro di Lee Krasner (1908-84) nel corso di mezzo secolo sono sintetizzate nella mostra «Lee Krasner. Colore vivo», che conclude nel Museo Guggenheim il tour iniziato un anno fa nella Barbican Gallery di Londra.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)

 

Centro Centro, punto e a capo
Madrid. Istituito durante il mandato della sindaca di Madrid Manuela Carmena, per portare l’arte contemporanea d’avanguardia nel Paseo del Prado conosciuto per i suoi grandi musei d’arte antica, il Centro Centro non è mai riuscito a ritagliarsi uno spazio nè nella celebre «milla de oro» dei musei madrileni nè nel cuore dei visitatori, per varie ragioni, a cominciare dal nome, che sembra un errore. Così punto e a capo e nuova vita. Il bando indetto dal sindaco del Partito Popolare, José Luis Martínez de Almeida, per nominare un direttore artistico è stato vinto dall’italiana Giulietta Zanmatti-Speranza, assoldata con un contratto di tre anni rinnovabili fino a sei.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)

 

Una dozzina di siti celtiberici distrutti (Ottobre 2020)
Il patrimonio celtiberico è in pericolo. Lo spoglio distruttivo e ininterrotto durante decenni ha colpito e danneggiato irreparabilmente sia le città fortificate costruite in luoghi elevati sia necropoli e santuari celtiberici. Lo denuncia «La destrucción del patrimonio celtiberico. El caso del valle del río Huecha y de la Sierra del Moncayo», uno studio recente pubblicato dagli esperti dell’Università di Alicante, del Museo Central Romano-Germanico di Magonza (Rgzm) in Germania e del Governo di Aragón.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)

 

Il lato oscuro della pax romana (Ottobre 2020)
Lo studio «Vita e morte nel Cerro de la Cruz» di Fernando Quesada della Facoltà di Archeologia dell’Università autonoma di Madrid, rivela il lato oscuro della famosa pax romana. Infatti, malgrado portassero una certa stabilità e tranquillità alle regioni annesse all’Impero, i Romani non sempre si comportarono in modo pacifico.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)

 

PhotoEspaña alla finestra e al balcone (Ottobre 2020)
Come tutti gli eventi di quest’anno anche PhotoEspaña ha cambiato formato. Vista l’impossibilità di realizzare l’evento abituale, la XXIII edizione si allarga a tutta la Spagna, coinvolgendo 50 città e invitando il pubblico a parteciparvi attivamente. Gli spettatori trasformati in autori hanno risposto alla chiamata inviando più di 63mila immagini, tra queste una giuria di esperti ha selezionato le 2.450 esposte fino al 31 ottobre sui balconi e alle finestre delle città partecipanti.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)

 

Gli dei del Prado in trasferta a Barcellona (Ottobre 2020)
Dal 16 ottobre al 14 marzo arriva al CaixaForum la mostra «Arte e Mito. Gli dèi del Prado», coproduzione tra la Fundación La Caixa e il Museo del Prado, in programma per la scorsa primavera e congelata causa Covid.
Una proposta diacronica, osserva il curatore Fernando Pérez (responsabile dell’area di Educazione del Museo del Prado), che attraverso una cinquantina tra sculture, medaglie e dipinti di Rubens, Ribera e Zurbarán, tra gli altri, approfondisce la rappresentazione della mitologia classica nella storia dell’arte, dal I secolo a. C. all’Ottocento.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)

 

Il nuovo KBr Barcelona Photo Center (Ottobre 2020)
Il 7 ottobre la Fondazione Mapfre inaugura il nuovo KBr Barcelona Photo Center. «Con la sigla KBr, che rappresenta il simbolo chimico del bromuro di potassio, un sale essenziale nella fotografia tradizionale, alludiamo alla tecnica dei grandi maestri dell’immagine, uno dei nostri interessi principali, mentre l’uso della lingua inglese simboleggia la vocazione internazionale del centro», spiega Nadia Arroyo, direttrice del dipartimento culturale della Fondazione Mapfre.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)

 

Carmen Thyssen minaccia il Governo spagnolo (Ottobre 2020)
«Se non raggiungo un accordo con il Governo, a ottobre mi riprendo i miei dipinti». Con queste parole la baronessa Thyssen, al secolo Carmen Cervera, ha dato un ultimatum allo Stato spagnolo e a José Manuel Rodríguez Uribes, nuovo ministro della Cultura, che dalla sua nomina in gennaio, si è visto in limitatissime occasioni pubbliche e non ha ancora fissato una data per il loro incontro. La vedova del barone Thyssen è stanca di dilazioni e ha accantonato la diplomazia.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.411, Ottobre 2020)

 

Non era bianco il soffitto della Blanca
Madrid. La Chiesa di Santa Maria la Blanca, nel quartiere di Canillejas, è stata riaperta dopo sei mesi di lavori di recupero del soffitto mudéjar, l’esempio più rilevante nel suo genere in città. La Comunità di Madrid ha investito più di 375mila euro per portare in luce e restaurare il magnifico soffitto ligneo a cassettoni scoperto dieci anni fa dall’architetto Enrique Nuere sotto una volta in stucco bianco che lo ha salvato dalla distruzione durante la Guerra Civile.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.410, Settembre 2020)

 

13 km d’acqua
Barcellona. Recuperare la storia di Barcellona è l’obiettivo del restauro che intende riportare alla luce il canale, quattro archi e i pilastri dell’ultimo tratto dell’acquedotto romano che portava l’acqua in città. L’intervento, con una spesa di 345mila euro, fa parte del «Piano Barcino», che si occupa di salvaguardare e valorizzare il patrimonio archeologico romano di Barcellona.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.410, Settembre 2020)

 

Cerchiamo O’Donnell
Valladolid (Spagna). Red Hugh O’Donnell (1572-1602), il leader che guidò la ribellione contro l’invasione inglese dell’Irlanda alla fine del XVI secolo, è uno degli eroi nazionali dell’Ulster e della comunità irlandese degli Stati Uniti. Non sorprende quindi il grande interesse che hanno generato gli scavi iniziati a Valladolid, dove morì il 10 settembre 1602.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.410, Settembre 2020)

 

Monasteri cistercensi catalani uniti
Tarragona. Il percorso cistercense può di nuovo essere visitato al completo dopo l’apertura lo scorso 11 luglio, giorno di San Benedetto, del terzo dei suoi monasteri, Santa Maria de Vallbona, che si è unito al Monastero di Santes Creus e a Santa Maria de Poblet. Questa è la prima estate in cui con un unico biglietto, che può essere acquistato in situ o online, si può accedere ai tre monumenti e approfittare di uno sconto di 6,50 euro sul prezzo totale dei tre biglietti.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.410, Settembre 2020)

 

Senza tenere le distanze
Barcellona. Quando lo scorso 4 marzo William Klein (New York, 1928) è arrivato a Barcellona, per inaugurare la sua prima grande retrospettiva in città, non immaginava certo quello che stava per succedere. L’esplosione del Covid avrebbe trasformato quell’esposizione nella mostra più breve della sua vita: aperta e chiusa in meno di una settimana. Dopo più di tre mesi di lockdown «Manifesto» è di nuovo visitabile fino al 30 settembre nella Pedrera.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.410, Settembre 2020)

 

Era di Picasso il fonografo erotico di Domínguez (Settembre 2020)
Scomparso 82 anni fa, è stato ritrovato da Emmanuel Guigon, direttore del Museu Picasso. La storia di «Jamais», il fonografo antropomorfo che Oscar Domínguez presentò a Parigi nell’Esposizione Internazionale del Surrealismo del 1938 e poi regalò a Picasso, è di quelle che sempre più raramente scuotono il mondo dell’arte.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.410, Settembre 2020)

 

Ars Electronica in 120 città (Settembre 2020)
Ars Electronica, l’evento più longevo nel campo dell’arte elettronica e digitale, non viene cancellato né rinviato, ma si trasforma. Per la prima volta nella sua lunga storia non si celebrerà solo a Linz ma anche in altre 120 città del mondo, tra cui Milano. «Non vogliamo perdere l’occasione di organizzare il festival malgrado la situazione difficile e instabile, afferma Gerfried Stocker, direttore dell’evento e del centro culturale omonimo dal 1995.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.410, Settembre 2020)

 

Ivam: niente contratto al direttore delle riforme
Valencia (Spagna). Come se non fosse sufficientemente grave la situazione dei musei spagnoli strangolati dai ripetuti tagli dei finanziamenti e da quasi 3 mesi di chiusura, il consigliere alla Cultura della Generalitat Valenciana Vicent Marzà non ha rinnovato il mandato a José Miguel Cortés alla guida dell’Ivam, Instituto Valenciano de Arte Moderno. Nominato direttore nel 2014, Cortés è riuscito a riportare a galla l’Ivam dopo la disastrosa gestione di Consuelo Císcar, politica di professione.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

Quando Picasso regalò i suoi quadri a Barcellona (Agosto 2020)
50 anni fa il lascito che costituisce il nucleo centrale del Museu Picasso.
Data all’8 maggio 1970 l’atto notarile con cui Pablo Picasso donava alla città di Barcellona molte delle sue più significative opere giovanili, con sorpresa e disappunto delle autorità francesi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

Lungo la Costa basca i capolavori di Bilbao (Agosto 2020)
Dopo mesi di lockdown, i cittadini recuperano lo spazio urbano e il Museo de Bellas Artes di Bilbao, sotto la guida di Miguel Zugaza, ex direttore del Prado, condivide il suo patrimonio portando i capolavori della collezione a incontrare il pubblico. L’iniziativa, battezzata «La Ruta del Arte Bbk Artearen Ibilbidea», consiste in una mostra itinerante, che ha preso il via il 16 giugno nella spiaggia El Arenal di Bilbao e proseguirà nelle località costiere dei Paesi Baschi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

101 anni fa il primo strappo (ora a Boston) (Agosto 2020)
A causa dell’emergenza sanitaria, in diversi Paesi il turismo rurale è ancora più di moda di quanto già non fosse. È molto probabile, quindi che quest’anno la calma di Mur, un paesino ai piedi dei Pirenei, venga alterata così come lo fu nell’estate del 1919 con l’arrivo del mercante d’arte Ignasi Pollack e dell’équipe del restauratore italiano Franco Stefanoni, maestro della tecnica dello «strappo» che aveva messo a punto per tutelare il patrimonio italiano durante la prima guerra mondiale. Stefanoni strappò l’affresco del Cristo che presiedeva la chiesetta di Santa Maria e lo consegnò al collezionista Luís Plandiura, che due anni dopo lo vendette al Museum of Fine Arts di Boston, dove è tuttora esposto.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

Il Palau de la Música approfitta del lockdown (Luglio 2020)
Il Palau de la Música Catalana ha approfittato della chiusura forzata dovuta all’emergenza sanitaria per anticipare il restauro delle sculture del proscenio previsto per l’estate del 2021. L’insieme è uno dei molti elementi d’interesse di quest’edificio, emblematico della filosofia dell’opera d’arte totale, dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1997.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

Rodin e Giacometti alla Fundación Mapfre (Luglio 2020)
Auguste Rodin e Alberto Giacometti non s’incontrarono mai. Separati da una generazione, vissero in ambienti molto diversi e quando Giacometti arrivò a Parigi per studiare, erano ormai trascorsi cinque anni dalla morte di Rodin. «Nonostante l’ammirazione che prova per lui fin dall’infanzia, all’inizio Giacometti rinnega Rodin, ma in seguito gli professa un rispetto pubblico crescente», ha spiegato Catherine Grenier, direttrice della Fondazione Giacometti e cocuratrice, con Catherine Chevillot, direttrice del Musée Rodin, della mostra «Rodin-Giacometti».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

L’orgoglio di esserci di nuovo. Falomir | Prado (Luglio 2020)
Entrevista con Miguel Falomir, director del Prado, para el ArtPride de Il Giornale dell’Arte. «Il museo riapre diverso da come si era chiuso».
Dopo quasi tre mesi il Museo del Prado ha riaperto le sue porte con la mostra «Reencuentro». Miguel Falomir, direttore dal 2017, annuncia le novità.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

In Spagna niente contratti per 2 archeologi su 3 (Luglio 2020)
Un sondaggio rivela che la pandemia ha paralizzato l’attività del 55% degli archeologi spagnoli. L’archeologia è la Cenerentola della cultura spagnola. Lo rivela un’inchiesta condotta per conoscere l’impatto economico e sociale della pandemia, dalla Plataforma Estatal de Profesionales de la Arqueología, un’organizzazione che riunisce associazioni, istituzioni, collegi e liberi professionisti della Spagna.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

La Sala Parés in 143 anni ha visto di tutto (Luglio 2020)
Riapre la celebre galleria catalana che ha attraversato colera, febbre spagnola, Guerra Civile, varie crisi economiche e ora il Covid-19.
La galleria Sala Parés di Barcellona ha compiuto 143 anni in piena pandemia. In un secolo e mezzo di vita la galleria ha superato il colera, la febbre spagnola, la Guerra Civile, varie crisi economiche e ora il Covid-19. Lo stato d’allarme dichiarato in Spagna lo scorso 14 marzo per fronteggiare la crisi sanitaria l’ha obbligata a chiudere le porte, ma non a interrompere l’attività, subito trasferita sul web.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

Fossili di luce e di tempo (Luglio 2020)
Barcellona (Spagna). La Fundación Foto Colectania riparte con «Daido Moriyama: A Diary» la mostra del fotografo giapponese (Osaka, 1938) che dopo la sua inaugurazione era rimasta aperta solo 24 ore. Tre mesi dopo, il pubblico può finalmente vedere gli scatti in bianco e nero (uno nella foto) che hanno portato Moriyama a vincere l’ultimo Premio Hasselblad: «Lavora ogni giorno dall’alba al tramonto. Neanche il viaggio a Göteborg per ritirare il Premio gli ha fatto cambiare routine», raccontavano a marzo Sara Walker e Louise Wolthers, curatrici della mostra che fino al 4 ottobre presenta fotografie, video, brevi testi e testimonianze dell’autore.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

FAREMO COSÍ
Dopo settimane di vita solo online, il mondo della cultura e dell’arte si prepara a ritrovare il suo pubblico. Con quali proposte e novità? L’abbiamo chiesto ai protagonisti, in Italia e nel mondo.

(Il Giornale dell’Arte n.407, Maggio-Giugno 2020)

 

Hans Nefkens: futuro ignoto, mi concentro sul presente (PDF).
Manuel Borja-Villel: l’arte che cura (PDF).
Maribel López: nuovi canali per vendere (PDF).
Marko Daniel: il guardiano della distanza (PDF).
Patricia De Muga: la relazione umana dà senso alle gallerie (PDF).
Pepe Serra: no all’effetto domino (PDF).

 

Nalini Malani, la voce dei diseredati (Giugno 2020)
Barcellona. Nota per il suo impegno a favore delle donne e di tutte le persone escluse dalla società, l’artista indiana Nalini Malani (Karachi, 1946) presenta nella Fundación Miró la mostra che le spetta come vincitrice della 7ma edizione del Premio Joan Miró, uno dei riconoscimenti d’arte contemporanea più prestigiosi e generosi al mondo (70mila euro, oltre alla mostra), organizzato dalla Miró insieme alla Fundación La Caixa.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.409, Luglio-Agosto 2020)

 

Iberico ma poi romano (Maggio 2020)
Il sito di Torreparedones attende di valorizzare le scoperte, frutto di trent’anni di scavi.
Baena (Spagna). Questa volta il Coronavirus non c’entra. Già lo scorso settembre il sito di Torreparedones in Andalusia, aveva ricevuto l’autorizzazione per iniziare gli interventi destinati a valorizzare le scoperte realizzate in trent’anni di scavi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.408, Maggio-Giugno 2020)

 

La libertà nella clausura | JOAN FONTCUBERTA (Maggio 2020)
Le voci degli artisti nel coprifuoco da coronavirus.
«In primo luogo questa situazione obbliga a una cura di umiltà: non faccio niente di ciò che avevo in programma di fare, ma non importa e non cambia niente. Invece mi ritrovo a fare cose che non avevo previsto. Trovo il tempo per pensare e rivedere progetti lasciati in sospeso da chissà quanto tempo. Leggo molto, ho tempo di editare tranquillamente la produzione fotografica che sempre mi si accumula e di recuperare note e appunti ammucchiati e dimenticati sulla scrivania.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.408, Maggio-Giugno 2020)

 

Arco chiama, il Cile non risponde
Il mercato vola con la pittura e le donne. Nel 2021 la 40ma edizione con un forfait che sa di censura.
Madrid. C’è voluto il Coronavirus perché il re Felipe VI e consorte, durante l’inaugurazione della fiera d’arte contemporanea ARCOmadrid, si fermassero nello stand di una galleria italiana. La prescelta è stata quella di Massimo e Francesca Minini, padre e figlia separati in patria a Bologna e Milano, ma insieme a Madrid.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.407, Aprile 2020)

 

La libertà nella clausura | EULÀLIA VALLDOSERA (Aprile 2020)
Le voci degli artisti nel coprifuoco da coronavirus.
«Anche la clausura, come tutto, ha diversi aspetti. Da un lato è un incentivo per pensare nuove forme e canali attraverso i quali l’arte può essere utile al bene comune, servendo come antidoto alla paura generale e alla guerra dell’informazione che annullano il potenziale creativo ed evolutivo della società…».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.408, Maggio-Giugno 2020)

 

Un’epoca tragicamente virale (Aprile 2020)
Barcellona. «Vi diamo il benvenuto al nostro diario di clausura. A volte l’arte anticipa la vita e gli artisti della #ColleccióMACBA ci offrono esperienze di distanziamento dal mondo con una proposta d’azione implicita»: si apre così il sito lanciato dal Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) per nutrire di nuovi contenuti l’isolamento forzato dei suoi visitatori.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.407, Aprile 2020)

 

La Granada berbera attende il suo museo (Marzo 2020)
Granada (Spagna). Illustra la profonda influenza esercitata nella penisola iberica dalle dinastie berbere provenienti dal Nord Africa la mostra «La Granada Zirí e l’universo berbero», allestita nella cappella e nella cripta del Palazzo di Carlo V all’interno dell’Alhambra. Curata dal professore di Storia medievale dell’Università di Granada Antonio Malpica, la mostra riunisce più di 300 pezzi provenienti da raccolte pubbliche e private, in special modo dalla collezione della mecenate marocchina Laila Mezian Benjelloun, che saranno poi donate al Museo della cultura berbera che Spagna e Marocco apriranno insieme all’interno dell’area monumentale dell’Alhambra.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Barcellona non vuole l’Ermitage (Marzo 2020)
Barcellona. «I progetti si devono adattare alla città e non la città ai progetti»: con queste parole il Comune di Barcellona sospende (per il momento) il progetto dell’apertura di una nuova sede del museo russo nella capitale catalana. All’opposizione del settore artistico barcellonese, molto critico con il modello di franchising, si aggiungono i problemi di sicurezza originati dall’ubicazione dell’edificio progettato dall’architetto giapponese Toyo Ito all’entrata del porto.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Olafur Eliasson: speriamo in Greta, è giovane e donna (Marzo 2020)
Olafur Eliasson (Copenaghen, 1967) è nato in Danimarca da genitori danesi e vive a Berlino, circostanze che hanno contribuito a risvegliare il suo interesse per la natura, l’ecologia, l’emergenza climatica, i colori e la percezione, ma anche per l’architettura e l’urbanistica. Da quando nel 2003 presentò «The weather project» nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra, i suoi fan si sono moltiplicati. Le sue installazioni combinano pittura, scultura, fotografia e nuove tecnologie con materiali insoliti come muschio, nebbia, specchi, luci e liquidi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Joan Brossa da Barcellona all’Avana (Marzo 2020)
Barcellona. «Poeta, drammaturgo, prestigiatore e artista plastico, Joan Brossa fu un creatore trasversale che sperimentò con molteplici linguaggi ed elementi, compreso il territorio urbano, che utilizzò come una pagina in bianco per i suoi poemi visivi». Lo afferma Judith Barnés, conservatrice della Fundación Joan Brossa e autrice con Gloria Bordons e Daniel Giralt-Miracle del libro Itinerarios brossianos che raggruppa in 7 itinerari i 30 poemi visivi creati da Brossa per lo spazio urbano.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

In Catalogna scoperto un santuario paleolitico (Marzo 2020)
L’Espluga de Francolí (Spagna). Finora conosciuto per i vigneti e le cantine moderniste di Pere Domènech i Roura (figlio del più famoso Lluís Domènech i Montaner), L’Espluga de Francolí è sotto le luci dei riflettori grazie all’inaspettato ritrovamento nella Cova de la Font Major di un santuario paleolitico di circa 15mila anni fa, il più antico trovato finora in Catalogna.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

La collezione Engel a Madrid (Giugno 2020)
Madrid. La Collezione Engel, una delle più importanti raccolte private del Sudamerica, ha recentemente ricevuto il premio A, con cui la Fundación Arco riconosce il valore artistico di collezionisti e istituzioni internazionali e il loro appoggio alla diffusione dell’arte contemporanea. Per questo la Sala Alcalá 31 di Madrid le dedica fino al 26 aprile la più importante mostra di arte cilena organizzata in Spagna negli ultimi decenni con 89 opere dalla fine del XX secolo ad oggi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Forme senza funzione (Marzo 2020)
Barcellona. Gli oggetti quotidiani sono sempre stati una delle principali fonti d’ispirazione per i surrealisti che a loro volta hanno aperto nuove prospettive al design in tutti i suoi campi, liberandolo dal dogma del funzionalismo. È questa la tesi della prima grande mostra dell’anno di CaixaForum Barcellona, «Oggetti del Desiderio. Surrealismo e design. 1924-2020», che analizza l’intenso rapporto tra questo movimento e il mondo del design, svelando parallelismi finora poco studiati.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Vernice antispray per la ola
Barcellona. «La ola» (L’onda), la scultura che nel 1998 l’artista basco Jorge Oteiza (1908-2003) collocò personalmente davanti al Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) , è stata prelevata da una gru per essere trasportata nelle officine di Pere Casanovas di Mataró, dove fu creata.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Chiuso per lavori
Siviglia (Spagna). Dopo 12 anni d’attesa, il Governo spagnolo ha finalmente sbloccato i finanziamenti per la ristrutturazione del Museo Archeologico di Siviglia. Aperto nel 1946 in uno spettacolare edificio progettato dall’architetto Aníbal González per accogliere il padiglione delle Belle Arti dell’Esposizione Iberoamericana del 1929, il museo versava in condizioni talmente precarie che non offriva più le garanzie necessarie per esporre opere come il Tesoro di Carambolo, 21 oggetti e monili d’oro, fiore all’occhiello della collezione e invece custodito da anni nel caveau di una banca.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Una città punica senza nome
Alicante (Spagna). Nell’ultima campagna di scavi nel sito di Tossal de Manises (nella foto), esperti del Museo Archeologico di Alicante (Marq) hanno scoperto la via di accesso a una città punica, fino ad ora nascosta sotto le rovine dell’insediamento romano successivo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Un anno di scoperte in Catalogna (Febbraio 2020)
Barcellona. Un investimento di 2,2 milioni di euro e un rinnovato ottimismo hanno permesso al Governo autonomo della Catalogna (la Generalitat) di chiudere l’anno archeologico in bellezza. Durante il 2019 il Servizio di Archeologia e Paleontologia del Dipartimento di Cultura, che l’anno prossimo compirà 40 anni, ha realizzato 1.024 interventi: 861 preventivi, 157 di ricerche programmate e 7 d’urgenza. Un numero che seppur inferiore agli anni di grande attività (nel 2008 si raggiunsero 1.262 interventi) è ormai lontano dagli anni della paralisi (il 2013, l’annus horribilis ne registrò solo 624).
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Fare un nodo allo spazio (Febbraio 2020)
Barcellona. S’intitola «Annodare lo spazio» la mostra dedicata a Aurèlia Muñoz (Barcellona 1926-2011), presentata fino alla fine di aprile al Museu Nacional d’Art de Catalunya-Mnac. Il progetto, curato da Alex Mitrani, si basa sulla donazione della famiglia della Muñoz che ha ceduto al museo catalano 9 opere tessili e 18 disegni (nella foto, un lavoro senza titolo del 1970). La mostra ripercorre tutte le fasi della carriera di un’artista che ha sperimentato una costante evoluzione: dai patchwork ai ricami e il macramè rivendicato come un’arte d’avanguardia fino alle vele, da lei chiamate «enti».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Le blue chips di Arco 2020 (Febbraio 2020)
Madrid. Non ci sono state le grandi polemiche di altri anni, quando i prigionieri politici di Santiago Sierra o il fantoccio del re Felipe VI accaparravano tutte le cronache; comunque anche questa 39ma edizione di Arco, la principale fiera di arte contemporanea di Spagna, è iniziata con una diatriba. La storia viene da lontano, dal 2016 quando la galleria My Name’s Lolita Art, esclusa dalla fiera (ogni anno resta fuori il 60% delle candidate), presentava una denuncia per favoritismi, opacità e discriminazione nel processo di selezione.

 

Joan Jonas marinaia oceanica (Febbraio 2020)
Madrid. Dopo una presentazione durante l’ultima Biennale, nel nuovo Ocean Space che la TBA21, la fondazione di Francesca Thyssen, ha aperto a Venezia nella Chiesa di San Lorenzo, una nuova e più ampia versione di «Joan Jonas: Moving Off the Land II» arriva al Museo Thyssen di Madrid grazie all’accordo di collaborazione firmato dalle due istituzioni.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Il Mnac si amplia nel Padiglione Vittoria Eugenia (Febbraio 2020)
Barcellona (Spagna). L’annuncio dell’ampliamento del Museu d’Art Contemporani de Barcelona-Macba è stato il colpo di grazia e la Generalitat (il Governo autonomo della Catalogna) non ha più potuto sottrarsi alle pressioni della direzione del suo museo più importante, il Museu Nacional d’Art de Catalunya (Mnac) che da anni richiede più spazio.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

La prima ARCOmadrid diretta da Maribel López (Febbraio 2020)
Madrid. Sono 11, due in meno che negli ultimi anni, le gallerie italiane presenti alla 39ma edizione di ARCOmadrid, la principale fiera di arte contemporanea di Spagna che si tiene dal 26 febbraio all’1 marzo. La prima edizione diretta da Maribel López, che raccoglie il testimone lasciato da Carlos Urroz dopo otto anni, non avrà il consueto Paese invitato, ma si articolerà intorno a un concetto «It’s Just a Matter of Time».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Parole come opere (Febbraio 2020)
Barcellona. Creata dalla giovane ereditiera italo-norvegese Vanessa Salvi, la Blueproject Foundation ha aperto le porte nel quartiere del Born, a due passi dal Museo Picasso, nel 2013. In questi anni è riuscita non solo a ritagliarsi uno spazio nel competitivo panorama barcellonese, ma anche a consolidarlo con un programma intelligente che alterna giovani emergenti con nomi di grande richiamo come Pistoletto, Elmgreen & Dragset o Ignasi Aballí.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Torino modello per Madrid (Febbraio 2020)
Madrid. Durante tutto il mese di febbraio, la terza edizione del Madrid Design Festival inonderà la capitale spagnola di appuntamenti che celebrano il potere trasformatore e innovatore del design: più di 250 eventi, tra cui 66 mostre e 12 installazioni. Il festival, che coinvolge 400 specialisti dei diversi rami di questa disciplina, ha come ospite d’onore Torino, riconosciuta dall’Unesco «città creativa» e culla d’icone del XX secolo come molte automobili, disegnate, per esempio, da Pininfarina e Bertone.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Cajasol: 12mila mq e 7mila opere (Febbraio 2020)
Siviglia (Spagna). Dopo 4 anni di lavori e un investimento di 4,5 milioni di euro, la Fundación Cajasol ha inaugurato un nuovo complesso culturale, di 12mila metri quadrati, consacrati alle diverse forme artistiche: teatro, musica e arti plastiche.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Un milione a Miró per il compleanno del mecenate
Barcellona. La Fundació Miró chiude un anno segnato dalle difficoltà economiche (che ha raggiunto il suo momento più critico con il discusso licenziamento di sette dipendenti) con un’inaspettata e straordinaria donazione. L’impresario farmaceutico, collezionista e filantropo Antoni Vila Casas ha festeggiato il suo 89mo compleanno con un regalo alla Fondazione del suo artista preferito: un milione di euro che verserà in quote di 100mila euro all’anno, da qui al 2030.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

Il turismo mistico
Barcellona. Non è una novità che la Chiesa sfrutti il potenziale turistico del suo patrimonio e a maggior ragione in una città come Barcellona che continua a battere record di visitatori: da gennaio ad agosto 2019 ha ricevuto 8 milioni di turisti (22 milioni di pernottamenti), il 6% in più rispetto al 2018.
3D nel Monastero di Pedralbes
Barcellona. S’intitola «Dietro le mura del monastero. Settecento anni di una storia tutta al femminile», la nuova esposizione permanente che racconta la storia del Monastero di Pedralbes, dalle sue origini ad oggi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

30 anni in 30 opere (Gennaio 2020)
Santiago de Compostela (Spagna). Il Centro Galego de Arte Contemporánea (Cgac) ripercorre trent’anni di carriera di Pedro Cabrita Reis (Lisbona, 1956) in una mostra, curata da Susana González e dal direttore del centro Santiago Olmo, che riunisce le sue serie più rappresentative. La rassegna, aperta fino al 2 febbraio, si articola in una trentina di opere dieci delle quali sono state realizzate specificamente per l’occasione e due interventi site-specific all’esterno dell’edificio disegnato da Alvaro Siza.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

Quattro gatti modernisti (Gennaio 2020)
Barcellona. Antoni Gaudí detestava essere fotografato, per questo le sue immagini sono così rare. Non stupisce quindi l’interesse suscitato da due ritratti inediti dell’architetto: un acquarello che lo raffigura intento a progettare e un carboncino in cui lo si vede moribondo dopo essere stato investito da un tram il 7 giugno 1926. Entrambi sono di Ricard Opisso (nella foto, un autoritratto), tra i principali disegnatori del Modernismo, e figurano nella mostra «Barcellona e Els Quatre Gats», che fino al 28 febbraio ricrea nella Galeria Gothsland la mitica caffetteria dove si riunivano gli artisti modernisti.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

Il Macba cresce: nel 2022 una nuova ala (Gennaio 2020)
Barcellona. I politici hanno finalmente messo un punto finale alla disputa tra salute e cultura che da mesi occupa le pagine dei giornali e i dibattiti radiofonici (la tv preferisce occuparsi di gossip). La Cappella della Misericordia, in un primo momento assegnata al Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba), accoglierà il nuovo centro sanitario del quartiere, mentre il museo si estenderà in una nuova costruzione di tre piani e 2.800 metri quadrati.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

Il fascino degli abissi (Gennaio 2020)
Barcellona (Spagna). Una delle superstizioni del mondo marino attribuisce sciagura a chi imbarca una donna, ma è meno noto che anche i preti e i conigli sono banditi dalle navi per la loro relazione con la fertilità, capace di causare caos nell’universo chiuso della barca. E altrettanto estesa è la lista delle contromisure da adottare. Questo e molto altro racconta la mostra «Canti delle sirene. Fascinazione e abissi», che fino al 16 maggio riunisce sotto le volte gotiche del Museu Marítim miti e leggende intorno al mondo marino.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 


 

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