
:: Archivo de los textos publicados por Roberta Bosco en 2016 ::
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:: 2016 ::
Norman Foster vince il concorso per l’ampliamento del Prado (28/11/2016)
Madrid. Foster + Partners e Rubio Arquitectura, gli studi capitanati dal britannico Norman Foster e dallo spagnolo Carlos Rubio, temporaneamente associati nel progetto «Traza oculta» (Traccia occulta), hanno vinto il concorso indetto dal Museo del Prado per realizzare il suo secondo grande ampliamento. Il primo fu realizzato dieci anni fa dallo spagnolo Rafael Moneo, come Foster vincitore del Pritzker Prize, il Nobel dell’architettura.
Un nuovo polo intorno a Picasso (10/11/2016)
«Riscoprire la collezione e cercare l’equilibrio tra mostre per il grande pubblico e rassegne che attualizzino la lettura di Picasso con approcci multidisciplinari»: lo aveva dichiarato il giorno della sua presentazione in pieno luglio (all’indomani dell’attentato di Nizza), Emmanuel Guigon, scelto tra 13 candidati internazionali per dirigere il Museu Picasso. Esperto di Avanguardie storiche, Guigon incarna tutte le speranze di un museo che, pur mantenendo la supremazia per quanto riguarda l’affluenza del pubblico, negli ultimi anni ha perso in ambizioni e credito internazionale.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.369, Novembre 2016)
La Sagrada Familia è un abuso edilizio (04/11/2016)
La Sagrada Familia è di nuovo nell’occhio del ciclone. Mancavano pochi giorni alla celebrazione del secondo Gaudí World Congress e a Barcellona stavano già arrivando esperti da mezzo mondo, quando Dani Mòdol, assessore all’Architettura, Paesaggio urbano e Patrimonio del Comune di Barcellona ha ravvivato le braci mai spente della polemica, definendo il celebre tempio, «una pseudo opera di Gaudí, una farsa che trasciniamo da troppo tempo». La dichiarazione riflette la posizione della nuova Giunta municipale, in mano a Bcn en Comú (una versione spagnola del Movimento 5 Stelle), chiamata ad approvare la demolizione di alcuni edifici della calle Mallorca per creare ex novo il piazzale d’accesso a una delle facciate della Sagrada, quella della Gloria.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.369, Novembre 2016)
Iberi redivivi grazie ai videogiochi 3D (03/10/2016)
I 16 ettari, dei quali poco più del 5% scavato, dell’insediamento iberico di Ullastret nell’Alto Ampurdán (Costa Brava) tornano alla vita nella ricostruzione virtuale, recentemente inaugurata nel Museo Arqueológico adiacente agli scavi.
Il progetto, che da corpo agli studi e alle scoperte compiuti negli ultimi vent’anni, ha richiesto 102mila euro e due anni di lavoro di un’équipe multidisciplinare formata da archeologi, storici dell’arte, paleobotanici, informatici e specialisti di modellazione tridimensionale ed effetti speciali.
L’arte sul Tago è politica e tecnologica (02/10/2016)
È l’evento più atteso che il mondo artistico portoghese ricordi. Si tratta del nuovo Maat, Museu de Arte, Arquitetura e Tecnologia, che apre le sue porte il 5 ottobre nel quartiere di Belém a Lisbona, con l’obiettivo di esplorare la cultura contemporanea attraverso le arti visive, i nuovi media, l’architettura, la tecnologia e la scienza.
Quel pasticciaccio brutto di Sijena (GDA n.367 Settembre 2016)
La sentenza che obbliga la Catalogna a restituire le opere reclamate dal monastero aragonese potrebbe costituire un pericoloso precedente.
Huesca (Spagna). Nel 1983 e nel 1992 la Generalitat de Catalunya, il Governo regionale autonomo, acquiÂsto dalle suore di San Giovanni del monastero di Santa Maria di Sijena (Huesca), 56 opere e oggetti d’arte per un valore complessivo di 210mila euro. L’operazione venne ripetuta nel 1994, quando le suore vendettero direttamente al Mnac, il Museu Nacional d’Art de Catalunya, altri 41 pezzi per 89mila euro.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.367, Settembre 2016)
Il punk è morto, viva il punk (11/5/2016)
Barcellona. «Il punk non è morto e questa non è una mostra sul punk». Lo afferma David G. Torres, curatore della mostra «Punk. Sus rastros en el arte contemporáneo» («Punk. Le sue tracce nell’arte contemporanea»), che si può visitare nel Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) da domani fino al 25 settembre.
La collezione Sandretto va a Madrid (29/2/2016)
Madrid. È stata una delle grandi notizie della fiera d’arte contemporanea Arco, appena conclusasi a Madrid. Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, una delle più importanti collezioniste italiane, depositerà una parte della sua raccolta nel Matadero, il centro di creazione contemporanea del Comune di Madrid.
A 35 anni Arco ha raggiunto la maturità (29/02/2016)
Madrid. Carlos Urroz, il quarto direttore di ArcoMadrid dal 1982, anno di creazione della fiera d’arte contemporanea più importante della Spagna, è riuscito a superare gli anni più bui della crisi economica. L’edizione del 35º anniversario, che ha riunito 221 gallerie di 27 Paesi (solo il 29% spagnole), si è conclusa ieri con un unanime cum laude e circa 100mila visitatori dichiarati.
:: ANTERIORI AL 2016 ::
Falomir al Prado: scoprì la Gioconda bis (Maggio 2015)
All’insegna della continuità, Miguel Zugaza, direttore del Museo Nacional del Prado, ha nominato Miguel Falomir (Valencia, 1966), finora incaricato delle collezioni di Pittura italiana e francese, nuovo direttore per la Conservazione e Ricerca. Falomir sostituisce Gabriele Finaldi, braccio destro di Zugaza per più di 13 anni, neodirettore della National Gallery di Londra (cfr. lo scorso numero, p. 23). «È importante che la scelta sia ricaduta su un dipendente del museo: è un riconoscimento per tutti, soprattutto al lavoro dei conservatori», ha dichiarato Falomir. Zugaza ha sottolineato le capacità del nuovo vicedirettore, ideali per promuovere nei prossimi anni lo sviluppo del Centro Studi e della Scuola del Prado, in vista della celebrazione del bicentenario del museo nel 2019. Falomir è stato responsabile, con le restauratrici Ana González e Almudena Sánchez (sotto la direzione di Enrique Quintana), della scoperta della «Gioconda» del Prado, contemporanea dell’originale del Louvre e probabilmente dipinta da uno degli allievi di Leonardo…
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.353, Maggio 2015)
La freccia nell’Arco è la ripresa (24/02/2014) da Il Giornale dell’Arte, edizione online, 24 febbraio 2014
Madrid. In generale questa edizione di ARCOmadrid sarà ricordata come quella della ripresa, anche se per i galleristi spagnoli resterà sempre quella della «finta riduzione dell’Iva».
L’Italia, invece, non solo è riuscita a mantenere una presenza importante, ma ha anche stabilito un record.
Soft Pop (19/10/2012) da Il Giornale dell’Arte numero 324, ottobre 2012
Bilbao. Il Museo Guggenheim presenta «Claes Oldenburg: gli anni Sessanta». Aperta dal 30 ottobre al 17 febbraio, la mostra riunisce 300 opere, scelte da Achim Hochdörfer, conservatore del Mumok di Vienna, coproduttore della rassegna con il Guggenheim.
Il percorso inizia con l’installazione «The Street», che pone le basi del «Pop urbano», e continua con le rappresentazioni della vita nelle metropoli moderne e con il colorato mondo del consumismo di «The Store». Queste sculture, realizzate con strati di tela impregnata di gesso e dipinta a colori brillanti, sono la dimostrazione dell’ironia che caratterizza la ricerca di Oldenburg (Stoccolma, 1929) sul potenziale metaforico degli oggetti quotidiani, un aspetto che si manifesterà compiutamente nelle sculture monumentali, molte della quali, a partire dal 1976, Oldenburg realizzerà insieme a Coosje van Bruggen, scomparsa nel 2009.
La rassegna comprende le prime «sculture molli» e «Mouse Museum», un museo in miniatura a forma di testa di topo, nel quale il pubblico può ammirare 381 oggetti riuniti dall’artista. Completa la selezione una serie di lavori inediti (disegni, fotografie, film, bozzetti e annotazioni) scelti personalmente da Oldenburg, che offrono una visione dei suoi processi mentali e creativi. In particolare i filmini in super 8, qui proiettati in pubblico per la prima volta, dimostrano l’impegno dell’artista nel cinema, attraverso immagini, spesso sfocate, di oggetti artificiali tramutati in qualcosa di misterioso e mostruoso. Dopo Bilbao, la mostra si trasferirà al MoMA di New York e al Walker Art Center di Minneapolis.
(Il Giornale dell’Arte numero 324, ottobre 2012)
Il XXI secolo nel cuore di Madrid (28/06/2012) da Il Giornale dell’Arte numero 321, giugno 2012
Madrid. Gli spettacolari Juan Gris (11 in totale) della Fundación Telefónica sono tornati a casa o, meglio, nello storico edificio della compagnia, completamente rinnovato e trasformato in museo. Dopo anni in deposito all’Ivam di Valenza e al Museo Reina Sofía di Madrid, le opere che compongono la collezione cubista della Fundación Telefónica sono ora esposte al quarto piano dell’edificio, che si affaccia sulla scenografica Gran Vía, il cuore pulsante di Madrid, che unisce i grandi musei della Castellana con le sedi del potere politico della Plaza del Sol.
Il CaixaForum festeggia con Delacroix (10/02/2012) Il Giornale dell’Arte numero 317, febbraio 2012
Barcellona. «Quando dipingo, non cerco di descrivere un pensiero», spiegava Eugène Delacroix (1798-1863) a proposito del soggetto di un dipinto, in cui l’emozione doveva sorgere dalla materia, dalla luce e dal colore, più che dalle scene rappresentate. La drammaticità, l’esotismo, il movimento e la policromia delle opere di Delacroix, considerato un rivoluzionario in contrapposizione alle rigide convenzioni dell’arte neoclassica, danno vita alla maggiore retrospettiva dell’artista organizzata negli ultimi cinquant’anni, dopo la rassegna allestita a Parigi nel 1963 in occasione del centenario della sua morte.
Come ti dipingo le pareti (14/10/2011)
Madrid. Il Museo Thyssen-Bornemisza e la Fundación Caja Madrid aprono la stagione con la grande mostra che ogni anno organizzano congiuntamente: «Architetture dipinte» presenta oltre 140 opere dal Rinascimento al Settecento, in cui spiccano edifici, agglomerati urbani o rurali, ruderi e strutture architettoniche in generale.
(Il Giornale dell’Arte numero 313, ottobre 2011)
La Fundación Dalí vince in Francia (07/10/2011)
Figueres (Spagna). Il Tribunale di Parigi ha dato ragione alla Fundación Dalí nel contenzioso avviato nel 2006 con l’Adagp, la società francese di gestione collettiva dei diritti d’autore (in Spagna, corrisponde alla Vegap). Il Tribunale ha riconosciuto che l’unica beneficiaria della percentuale (diritto di partecipazione) stabilita per la rivendita delle opere di Salvador Dalí è la sua fondazione in quanto amministratore dei diritti d’autore dell’artista, per delega dello Stato spagnolo, suo erede testamentario. La sentenza, cui ci si potrà appellare, obbliga l’Adagp a pagare con gli interessi le somme percepite dal 17 ottobre 1997, data in cui la Fundación aderì alla Vegap, nonché le spese processuali e un indennizzo di 10mila euro alla fondazione e alla Vegap. È una decisione particolarmente importante perché stabilisce un precedente giuridico riconoscendo l’applicazione in Francia del diritto spagnolo nel caso della successione di un artista spagnolo. Una sentenza contraria avrebbe ammesso che la legislazione di un Paese può modificare non solo il diritto di successione di un altro, ma anche la volontà testamentaria di una persona.
(Il Giornale dell’Arte numero 313, ottobre 2011)
La Spagna vista dall’America (15/07/2011)
Valencia e Alicante (Spagna). Il primo risultato dell’accordo di collaborazione tra la Hispanic Society of America e la Fundación Bancaja è già una realtà. Lo provano le 268 immagini del fondo dell’istituzione newyorkese esposte fino al 13 novembre nel Centro Cultural Bancaja di Valencia nella mostra «Atesorar España. I fondi fotografici dell’Hispanic Society of America», che si completa con una selezione di 77 fotografie, allestite, anch’esse fino al 13 novembre nella sala espositiva dell’istituto bancario ad Alicante.
…más, muy pronto / more soon…
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