Il Giornale dell’Arte

A partir de 1994 Roberta Bosco es corresponsal desde España de Il Giornale dell’Arte (editorial Allemandi), la principal revista italiana de arte, fundadora del network del que forman parte The Art Newspaper y Le Journal des Arts.
Roberta fue corresponsal en Barcelona de la edición española (El Periódico del Arte) desde su inicio en 1997 hasta su cierre en 2002.

Vamos a reunir en esta página una selección de artículos publicados por Roberta Bosco entre 1994 y la actualidad:

 

Artículos online en https://www.ilgiornaledellarte.com/autore/Roberta_Bosco

 

:: 2021 ::

 

Vacanze intelligenti da Hauser & Wirth
Si apre con una mostra di Mark Bradford la sede di H&W sull’Isola del Re a Minorca. Intervista alla direttrice Mar Rescalvo Pons.
Il 19 luglio la galleria Hauser & Wirth inaugura il suo spazio dell’Isola del Re a Minorca, davanti al Porto di Mahon. Come le sedi di Somerset e Los Angeles, non si presenta come una galleria vera e propria ma come un centro d’arte di 1.500 metri quadrati.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.419, Luglio-Agosto 2021)

 

Missione compiuta a Madrid (Luglio 2021)
Arco ha chiuso la sua edizione più strana, con una soddisfazione quasi unanime e un buon livello di vendite in relazione al momento.
Nonostante i contagi fuori controllo, Arco ha aperto le sue porte con le 130 gallerie (80 in meno del 2020) e i 250 collezionisti (cento in meno) previsti. Le temute disdette di ultima ora non si sono verificate e tutti i galleristi che volevano annullare la fiera, compresa la fondatrice Juana de Aizpuru, hanno dovuto ricredersi.

 

Le frecce del primo Arco post Covid (Luglio 2021)
È stata l’ultima delle grandi fiere internazionali prima dello scoppio della pandemia ed è la seconda, dopo Art Rotterdam, a tornare al formato presenziale, dal 7 al 11 luglio. Giocando con le date Arco Madrid, la principale fiera d’arte contemporanea della Spagna, è riuscita a non cancellare neanche un’edizione e per la prima volta in 40 anni si celebrerà nell’afa madrilena. Nonostante l’incertezza sanitaria, hanno risposto all’appello 130 gallerie (80 meno del 2020), di 27 paesi, il 54% straniere, grazie anche alle importanti riduzioni sui prezzi degli stand.

 

Barcellona riparte da Gaudí
Le residenze progettate da Antoni Gaudí, principale richiamo turistico-culturale della città, hanno approfittato del lockdown per aggiornarsi. La principale novità arriva dalla Casa Batlló, celebre per il tetto a forma di coda di drago con le scaglie colorate, che propone un’esperienza immersiva nell’opera del geniale architetto attraverso tecnologie di realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale, sensori di movimento, proiezioni volumetriche e proposte che coinvolgono i 5 sensi, gusto e olfatto compresi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.418, Giugno 2021)

 

Orrende vite di donne
Giovani delle periferie, malate di mente, eroinomani, prostitute, artiste circensi in India, donne anziane in cerca di un gigolò a Miami, bambine precocemente invecchiate e casalinghe dell’America profonda. Sono le protagoniste della mostra «Mary Ellen Mark: Vite di donne», che inizia dalla Fundación Foto Colectania di Barcellona (fino al 31 luglio), un tour che la porterà prima a Lenzburg (Svizzera) e poi a Parigi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.418, Giugno 2021)

 

Troppo dolorosi i negativi di Antoni Campañà
Al Mnac 300 scatti del periodo bellico. L’autore li aveva nascosti con il proposito di dimenticarli. Antoni Campañà (1906-89) era un apprezzato fotoreporter barcellonese, che come molti altri fu profondamente traumatizzato dalla Guerra Civile. Alla fine del conflitto continuò la sua carriera di fotografo, ma prima chiuse in una scatola rossa i quasi 5mila negativi di quegli anni di dolore, nascondendoli con il proposito di dimenticarli.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.418, Giugno 2021)

 

L’oceano ci salverà dal naufragio
ERETICI E PROFETI: Intervista con Francesca Thyssen-Bornemisza.
C’è un altro tipo di collezionismo: è quello che, unito alla filantropia, finanzia progetti ambientali e sociali.
«La pandemia durerà 10 o 15 anni. Ha ancora senso vendere e comprare arte come prima?»
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.418, Giugno 2021)

 

Una scultura nel faro di San Sebastián
«Hondalea», in euskera (la lingua basca), significa «abisso marino»: è così che Cristina Iglesias ha intitolato la prima opera pubblica nella sua città natale, San Sebastián. La grande scultura è all’interno di un faro abbandonato sull’isolotto di Santa Clara, in mezzo al golfo della Concha. L’artista, vedova di Juan Muñoz, ha riempito la base del faro con una colata di bronzo che riproduce il fondo della baia. L’opera, concepita come uno spazio di riflessione sulla natura e sulla difesa dei mari, sarà inondata dall’acqua secondo le maree, trasformandosi in un dinamico «specchio oscuro».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.418, Giugno 2021)

 

Il distanziamento di oggi, la movida di ieri
Dopo un’edizione segnata dalla pandemia e dall’incertezza, il festival PhotoEspaña torna con un programma che affronta le questioni sociali più incandescenti. Due mostre, una della Walther Collection sulla fotografia panafricana, e l’altra dedicata agli sguardi femminili della fotografia nazionale e internazionale, sono i cardini di questa XXIV edizione che valorizza i lavori di tre premi nazionali: Montserrat Soto con le immagini sul nomadismo contemporaneo che ha scattato negli ultimi 15 anni, Isabel Muñoz con un’installazione interattiva sull’ambiente e sull’uso responsabile dell’acqua e Ouka Lele con le foto della movida degli anni ’80, di cui fu anima e musa.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.418, Giugno 2021)

 

Al Museo Thyssen l’artista viaggiatrice
Madrid. Georgia O’Keeffe riempie di colori il Museo Thyssen-Bornemisza, nella sua prima retrospettiva in Spagna. Fino all’8 agosto una novantina di dipinti, in arrivo da 35 musei soprattutto nordamericani, ripercorrono tutto l’arco professionale dell’artista: dai primi paesaggi del Texas passando per le grandi tele di fiori e le vedute di New York, fino ai celebri quadri dell’amato Nuovo Messico, dove la O’Keeffe si stabilì nel 1940 e dove, nella cittadina di Taos, le è stato dedicato un museo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.417, Maggio 2021)

 

Che cos’ha in cantiere Arthemisia
Barcellona. Lo splendido spazio delle Drassanes Reials, gli antichi cantieri navali di Barcellona, è la sede scelta dal Comune per accogliere nei prossimi tre anni tre grandi mostre organizzate dalla società di origine italiana Arthemisia-Evolucionarte. L’esordio sarà l’1 maggio con Maurits Cornelis Escher, versione ampliata della mostra che Arthemisia ha proposto nel 2017 a Madrid e nel 2018 a Lisbona, dove è stata vista da 280mila persone. Saranno più di 200 le opere che a Barcellona occuperanno i 1.700 mq della Sala Grande delle Drassanes.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.417, Maggio 2021)

 

Prado Amarcord
Madrid. Le fotografie di Picasso appena nominato direttore del Museo del Prado nel 1936, un cartello con i prezzi dei biglietti negli anni Venti e un armadio con strumenti da restauro dei primi del Novecento sono alcuni degli oggetti presenti nel nuovo allestimento permanente in cui il principale museo spagnolo ripercorre i suoi 200 anni di storia.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.417, Maggio 2021)

 

Sui mupi e non solo
Madrid. Per tutto maggio gli schermi pubblicitari del centro cittadino sono finestre aperte sulla creazione contemporanea grazie al Festival Urbano d’Arte Digitale, che esplora l’intersezione tra cultura digitale e spazio pubblico. In mostra i lavori di 40 artisti di 15 nazionalità, con un’età media di 33 anni e cinque milioni di follower social. L’incaricato di cambiare il contenuto dei mupi digitali (le vetrinette pubblicitarie diffuse in città) è l’artista spagnolo Solimán López, creatore dell’Harddiskmuseum, museo immateriale di arte digitale.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.417, Maggio 2021)

 

I Giardini storici alternativa sicura
Lloret de Mar (Spagna). La prima edizione della Giornata Europea dei Giardini storici si è celebrata il 26 aprile, anche se a causa della pandemia molte attività presenziali sono state sostituite da proposte online: gallerie di foto, video e visite virtuali guidate da esperti in botanica, storia, architettura e paesaggio. L’evento annuale è organizzato dalla European Route of Historic Gardens, associazione creata nel 2016 dal Giardino di Santa Clotilde di Lloret de Mar.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.417, Maggio 2021)

 

Terrorismo: anche la Spagna non dimentica
La frase di Primo Levi «Meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti» accoglie il visitatore sul sito web del nuovo Centro Memoriale delle Vittime del Terrorismo della città basca. Pronto da gennaio, il Memoriale costato 2,1 milioni di euro, stanziati dal Ministero dell’Interno e dal Comune di Vitoria, attende il via libera all’inaugurazione, ritardata dalla pandemia e dalle elezioni di maggio.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.417, Maggio 2021)

 

Nanni che voleva tutto
Il percorso artistico, politico e letterario di Nanni Balestrini (1935-2019) arriva per la prima volta in Spagna con la mostra «La violenza illustrata» a La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona, fino al 23 maggio, curata dal direttore Valentí Roma, con la collaborazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.417, Maggio 2021)

 

Años locos
Come una macchina del tempo, dal 7 maggio al 19 settembre il Museo Guggenheim di Bilbao catapulta il pubblico negli anni Venti di un secolo fa. In questo momento di crisi sanitaria ed economica «Los locos años 20» (I folli anni ’20) suona quasi come l’augurio di una nuova epoca di effervescenza e progresso come quella che seguì alla traumatica esperienza della prima guerra mondiale e della pandemia del 1918.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.417, Maggio 2021)

 

Un batterio attacca l’angelo di Dalí
Mentre il Covid-19 ha ridotto dell’82% i visitatori dei musei Dalí (la sede principale di Figueres, il Castello di Puból e la casa di Portlligat), la Fondazione Dalí deve combattere contro un dannoso batterio che ha attaccato «La croce dell’angelo» conservata a Figueres.
Realizzata nel 1960 in oro, ambra, citrino, diamanti, platino, corallo, topazio, lapislazzuli e pirite-marcasite (solfuro di ferro), la croce è alta 70 centimetri. I conservatori avevano notato la disgregazione di una parte della base dovuta ad aumento dell’umidità e proliferazione batterica.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.416, Aprile 2021)

 

Il nuovo museo Helga de Alvear a Caceres
Sono stati il re di Spagna Felipe VI e la regina Letizia a inaugurare il 25 febbraio il Museo Helga de Alvear, il più recente museo di arte contemporanea della Spagna, situato nel cuore della storica città di Cáceres, in Estremadura nel sud del Paese. «L’arte è un diritto e una necessità»: con queste parole la collezionista Helga de Alvear (1936) ha celebrato l’apertura del museo, costruito dall’architetto Emilio Tuñón per accogliere la sua splendida collezione.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.415, Marzo 2021)

 

La baronessa Thyssen affitta la sua collezione alla Spagna
Madrid. Dopo quasi 10 anni di trattative, l’attuale ministro della Cultura, José Manuel Rodríguez Uribes, è riuscito a firmare un accordo con la baronessa Carmen «Tita» Thyssen, 77 anni, per il prestito della sua collezione. Il ministro è soddisfatto. Ha ridotto il prezzo accordato dal suo predecessore, accettando di pagare 6,5 milioni all’anno per 15 anni (invece dei previsti 7 milioni) per l’«affitto» di 429 opere, già conservate nel Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, insieme alla collezione del barone Heinrich, acquistata dalla Spagna nel 1993.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.415, Marzo 2021)

 

In pericolo i musei messicani
Città del Messico. Il grido d’allarme arriva dal Cimam (International Committee for Museums and Collections of Modern Art), l’ala più combattiva dell’Icom (International Council of Museums): il sistema dei musei messicani è in pericolo. Nonostante sia ancora impossibile quantificare l’impatto della crisi portata dal Covid-19 sui musei di tutto il mondo, la situazione dei musei pubblici in Messico è particolarmente preoccupante, giacché non hanno autonomia finanziaria e dipendono interamente dal sostegno statale.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.414, Febbraio 2021)

 

Il bambino segreto dei Dalí
Le immagini e la storia che nessuno aveva mai raccontato prima.
Tutti gli aspetti della vita e dell’opera di Salvador Dalí e di Gala sono stati dissezionati, analizzati e studiati. Sembra impossibile trovare ancora dettagli sconosciuti eppure il giornalista José Ángel Montañés ci è riuscito e lo racconta nel libro «El niño secreto de los Dalí».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.414, Febbraio 2021)

 

Puppy si mette la mascherina
Bilbao. «Puppy», il cagnolino alto 12 metri creato nel 1992 da Jeff Koons, seduto davanti al Guggenheim di Bilbao dal 1997, è diventato una delle opere più amate e fotografate del museo. Abitualmente il suo manto composto da 28mila piante da fiore viene rinnovato due volte l’anno, a maggio e a ottobre.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)

 

Barcellona raccontata in 30 anni di gallerie
Barcellona. Il Covid non ferma le gallerie d’arte contemporanea della storica associazione Art Barcelona, che compie 30 anni e non rinuncia a celebrare l’anniversario. Lo fa con «Rutes XXX. La història de les galeries a través dels artistes», una serie d’itinerari per le gallerie dell’associazione elaborati da 5 artisti: Ignasi Aballí, che rappresenterà la Spagna alla prossima Biennale di Venezia, Anna Dot, Eulalia Grau, Rafel G. Bianchi e Antonio Ortega.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)

 

Il Reina Sofía te le suona
Madrid. Il Museo Reina Sofia analizza lo sviluppo nel XX secolo dell’arte sonora come campo creativo differenziato dalla musica nella mostra «Dissonata. Arte nel suono fino al 1980» (fino all’1 marzo). La rassegna, curata da Maike Aden sulla base di un progetto di Guy Schraenen, scomparso nel 2018, comprende oltre 200 opere: disegni, spartiti, sculture, strumenti, film e fotografie che offrono una nuova prospettiva dei movimenti artistici, da cui ebbero inizio le avanguardie storiche.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)

 

Il fantasma Mondrian
Madrid. Fino a dicembre le mostre della Fundación March saranno esclusivamente digitali. La programmazione inizia con «Il caso Mondrian» definita dal suo curatore Manuel Fontán del Junco «l’evocazione spettrale di un episodio del passato, l’esposizione che la Fondazione dedicò all’artista olandese nel 1982».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)

 

Senza fretta ma senza pausa
Vienna e Madrid. La nuova piattaforma online di TBA21, la fondazione di Francesca Thyssen-Bornemisza dedicata alla produzione ed esposizione di arte contemporanea, si chiama st_age, un gioco di parole tra stage (scenario in inglese) e la contrazione di streaming age, l’era dello streaming, cioè della diffusione in tempo reale di contenuti multimediali in internet.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.413, Dic.2020 – Gen.2021)

 


 

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