Il Giornale dell’Arte

A partir de 1994 Roberta Bosco es corresponsal desde España de Il Giornale dell’Arte (editorial Allemandi), la principal revista italiana de arte, fundadora del network del que forman parte The Art Newspaper y Le Journal des Arts.
Roberta fue corresponsal en Barcelona de la edición española (El Periódico del Arte) desde su inicio en 1997 hasta su cierre en 2002.

Vamos a reunir en esta página una selección de artículos publicados por Roberta Bosco entre 1994 y la actualidad:

 

:: 2020 ::

 

La Sala Parés in 143 anni ha visto di tutto (Luglio 2020) e Il Giornale delle Mostre
Riapre la celebre galleria catalana che ha attraversato colera, febbre spagnola, Guerra Civile, varie crisi economiche e ora il Covid-19.
La galleria Sala Parés di Barcellona ha compiuto 143 anni in piena pandemia. In un secolo e mezzo di vita la galleria ha superato il colera, la febbre spagnola, la Guerra Civile, varie crisi economiche e ora il Covid-19. Lo stato d’allarme dichiarato in Spagna lo scorso 14 marzo per fronteggiare la crisi sanitaria l’ha obbligata a chiudere le porte, ma non a interrompere l’attività, subito trasferita sul web.

 

Fossili di luce e di tempo (Luglio 2020)
Barcellona (Spagna). La Fundación Foto Colectania riparte con «Daido Moriyama: A Diary» la mostra del fotografo giapponese (Osaka, 1938) che dopo la sua inaugurazione era rimasta aperta solo 24 ore. Tre mesi dopo, il pubblico può finalmente vedere gli scatti in bianco e nero (uno nella foto) che hanno portato Moriyama a vincere l’ultimo Premio Hasselblad: «Lavora ogni giorno dall’alba al tramonto. Neanche il viaggio a Göteborg per ritirare il Premio gli ha fatto cambiare routine», raccontavano a marzo Sara Walker e Louise Wolthers, curatrici della mostra che fino al 4 ottobre presenta fotografie, video, brevi testi e testimonianze dell’autore.

 

FAREMO COSÍ
Dopo settimane di vita solo online, il mondo della cultura e dell’arte si prepara a ritrovare il suo pubblico. Con quali proposte e novità? L’abbiamo chiesto ai protagonisti, in Italia e nel mondo.

(Il Giornale dell’Arte n.407, Maggio-Giugno 2020)

 

Hans Nefkens: futuro ignoto, mi concentro sul presente (PDF).
Manuel Borja-Villel: l’arte che cura (PDF).
Maribel López: nuovi canali per vendere (PDF).
Marko Daniel: il guardiano della distanza (PDF).
Patricia De Muga: la relazione umana dà senso alle gallerie (PDF).
Pepe Serra: no all’effetto domino (PDF).

 

Nalini Malani, la voce dei diseredati (Giugno 2020) e Il Giornale delle Mostre
Barcellona. Nota per il suo impegno a favore delle donne e di tutte le persone escluse dalla società, l’artista indiana Nalini Malani (Karachi, 1946) presenta nella Fundación Miró la mostra che le spetta come vincitrice della 7ma edizione del Premio Joan Miró, uno dei riconoscimenti d’arte contemporanea più prestigiosi e generosi al mondo (70mila euro, oltre alla mostra), organizzato dalla Miró insieme alla Fundación La Caixa.

 

Iberico ma poi romano (Maggio 2020)
Il sito di Torreparedones attende di valorizzare le scoperte, frutto di trent’anni di scavi.
Baena (Spagna). Questa volta il Coronavirus non c’entra. Già lo scorso settembre il sito di Torreparedones in Andalusia, aveva ricevuto l’autorizzazione per iniziare gli interventi destinati a valorizzare le scoperte realizzate in trent’anni di scavi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.408, Maggio-Giugno 2020)

 

La libertà nella clausura | JOAN FONTCUBERTA (Maggio 2020)
Le voci degli artisti nel coprifuoco da coronavirus.
«In primo luogo questa situazione obbliga a una cura di umiltà: non faccio niente di ciò che avevo in programma di fare, ma non importa e non cambia niente. Invece mi ritrovo a fare cose che non avevo previsto. Trovo il tempo per pensare e rivedere progetti lasciati in sospeso da chissà quanto tempo. Leggo molto, ho tempo di editare tranquillamente la produzione fotografica che sempre mi si accumula e di recuperare note e appunti ammucchiati e dimenticati sulla scrivania.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.408, Maggio-Giugno 2020)

 

Arco chiama, il Cile non risponde
Il mercato vola con la pittura e le donne. Nel 2021 la 40ma edizione con un forfait che sa di censura.
Madrid. C’è voluto il Coronavirus perché il re Felipe VI e consorte, durante l’inaugurazione della fiera d’arte contemporanea ARCOmadrid, si fermassero nello stand di una galleria italiana. La prescelta è stata quella di Massimo e Francesca Minini, padre e figlia separati in patria a Bologna e Milano, ma insieme a Madrid.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.407, Aprile 2020)

 

La libertà nella clausura | EULÀLIA VALLDOSERA (Aprile 2020)
Le voci degli artisti nel coprifuoco da coronavirus.
«Anche la clausura, come tutto, ha diversi aspetti. Da un lato è un incentivo per pensare nuove forme e canali attraverso i quali l’arte può essere utile al bene comune, servendo come antidoto alla paura generale e alla guerra dell’informazione che annullano il potenziale creativo ed evolutivo della società…”.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.408, Maggio-Giugno 2020)

 

Un’epoca tragicamente virale (Aprile 2020)
Barcellona. «Vi diamo il benvenuto al nostro diario di clausura. A volte l’arte anticipa la vita e gli artisti della #ColleccióMACBA ci offrono esperienze di distanziamento dal mondo con una proposta d’azione implicita»: si apre così il sito lanciato dal Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) per nutrire di nuovi contenuti l’isolamento forzato dei suoi visitatori.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.407, Aprile 2020)

 

La Granada berbera attende il suo museo (Marzo 2020) e (Il Giornale delle Mostre)
Granada (Spagna). Illustra la profonda influenza esercitata nella penisola iberica dalle dinastie berbere provenienti dal Nord Africa la mostra «La Granada Zirí e l’universo berbero», allestita nella cappella e nella cripta del Palazzo di Carlo V all’interno dell’Alhambra. Curata dal professore di Storia medievale dell’Università di Granada Antonio Malpica, la mostra riunisce più di 300 pezzi provenienti da raccolte pubbliche e private, in special modo dalla collezione della mecenate marocchina Laila Mezian Benjelloun, che saranno poi donate al Museo della cultura berbera che Spagna e Marocco apriranno insieme all’interno dell’area monumentale dell’Alhambra.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Barcellona non vuole l’Ermitage (Marzo 2020)
Barcellona. «I progetti si devono adattare alla città e non la città ai progetti»: con queste parole il Comune di Barcellona sospende (per il momento) il progetto dell’apertura di una nuova sede del museo russo nella capitale catalana. All’opposizione del settore artistico barcellonese, molto critico con il modello di franchising, si aggiungono i problemi di sicurezza originati dall’ubicazione dell’edificio progettato dall’architetto giapponese Toyo Ito all’entrata del porto.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Olafur Eliasson: speriamo in Greta, è giovane e donna (Marzo 2020)
Olafur Eliasson (Copenaghen, 1967) è nato in Danimarca da genitori danesi e vive a Berlino, circostanze che hanno contribuito a risvegliare il suo interesse per la natura, l’ecologia, l’emergenza climatica, i colori e la percezione, ma anche per l’architettura e l’urbanistica. Da quando nel 2003 presentò «The weather project» nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra, i suoi fan si sono moltiplicati. Le sue installazioni combinano pittura, scultura, fotografia e nuove tecnologie con materiali insoliti come muschio, nebbia, specchi, luci e liquidi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Joan Brossa da Barcellona all’Avana (Marzo 2020)
Barcellona. «Poeta, drammaturgo, prestigiatore e artista plastico, Joan Brossa fu un creatore trasversale che sperimentò con molteplici linguaggi ed elementi, compreso il territorio urbano, che utilizzò come una pagina in bianco per i suoi poemi visivi». Lo afferma Judith Barnés, conservatrice della Fundación Joan Brossa e autrice con Gloria Bordons e Daniel Giralt-Miracle del libro Itinerarios brossianos che raggruppa in 7 itinerari i 30 poemi visivi creati da Brossa per lo spazio urbano.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

In Catalogna scoperto un santuario paleolitico (Marzo 2020)
L’Espluga de Francolí (Spagna). Finora conosciuto per i vigneti e le cantine moderniste di Pere Domènech i Roura (figlio del più famoso Lluís Domènech i Montaner), L’Espluga de Francolí è sotto le luci dei riflettori grazie all’inaspettato ritrovamento nella Cova de la Font Major di un santuario paleolitico di circa 15mila anni fa, il più antico trovato finora in Catalogna.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

La collezione Engel a Madrid (Giugno 2020) e Cerchiamo uomini per un viaggio pericoloso (Marzo 2020) e (Il Giornale delle Mostre)
Madrid. La Collezione Engel, una delle più importanti raccolte private del Sudamerica, ha recentemente ricevuto il premio A, con cui la Fundación Arco riconosce il valore artistico di collezionisti e istituzioni internazionali e il loro appoggio alla diffusione dell’arte contemporanea. Per questo la Sala Alcalá 31 di Madrid le dedica fino al 26 aprile la più importante mostra di arte cilena organizzata in Spagna negli ultimi decenni con 89 opere dalla fine del XX secolo ad oggi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Forme senza funzione (Marzo 2020) e (Il Giornale delle Mostre)
Barcellona. Gli oggetti quotidiani sono sempre stati una delle principali fonti d’ispirazione per i surrealisti che a loro volta hanno aperto nuove prospettive al design in tutti i suoi campi, liberandolo dal dogma del funzionalismo. È questa la tesi della prima grande mostra dell’anno di CaixaForum Barcellona, «Oggetti del Desiderio. Surrealismo e design. 1924-2020», che analizza l’intenso rapporto tra questo movimento e il mondo del design, svelando parallelismi finora poco studiati.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.406, Marzo 2020)

 

Vernice antispray per la ola
Barcellona. «La ola» (L’onda), la scultura che nel 1998 l’artista basco Jorge Oteiza (1908-2003) collocò personalmente davanti al Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) , è stata prelevata da una gru per essere trasportata nelle officine di Pere Casanovas di Mataró, dove fu creata.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Chiuso per lavori
Siviglia (Spagna). Dopo 12 anni d’attesa, il Governo spagnolo ha finalmente sbloccato i finanziamenti per la ristrutturazione del Museo Archeologico di Siviglia. Aperto nel 1946 in uno spettacolare edificio progettato dall’architetto Aníbal González per accogliere il padiglione delle Belle Arti dell’Esposizione Iberoamericana del 1929, il museo versava in condizioni talmente precarie che non offriva più le garanzie necessarie per esporre opere come il Tesoro di Carambolo, 21 oggetti e monili d’oro, fiore all’occhiello della collezione e invece custodito da anni nel caveau di una banca.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Una città punica senza nome
Alicante (Spagna). Nell’ultima campagna di scavi nel sito di Tossal de Manises (nella foto), esperti del Museo Archeologico di Alicante (Marq) hanno scoperto la via di accesso a una città punica, fino ad ora nascosta sotto le rovine dell’insediamento romano successivo.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Un anno di scoperte in Catalogna (Febbraio 2020)
Barcellona. Un investimento di 2,2 milioni di euro e un rinnovato ottimismo hanno permesso al Governo autonomo della Catalogna (la Generalitat) di chiudere l’anno archeologico in bellezza. Durante il 2019 il Servizio di Archeologia e Paleontologia del Dipartimento di Cultura, che l’anno prossimo compirà 40 anni, ha realizzato 1.024 interventi: 861 preventivi, 157 di ricerche programmate e 7 d’urgenza. Un numero che seppur inferiore agli anni di grande attività (nel 2008 si raggiunsero 1.262 interventi) è ormai lontano dagli anni della paralisi (il 2013, l’annus horribilis ne registrò solo 624).
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Fare un nodo allo spazio (Febbraio 2020)
Barcellona. S’intitola «Annodare lo spazio» la mostra dedicata a Aurèlia Muñoz (Barcellona 1926-2011), presentata fino alla fine di aprile al Museu Nacional d’Art de Catalunya-Mnac. Il progetto, curato da Alex Mitrani, si basa sulla donazione della famiglia della Muñoz che ha ceduto al museo catalano 9 opere tessili e 18 disegni (nella foto, un lavoro senza titolo del 1970). La mostra ripercorre tutte le fasi della carriera di un’artista che ha sperimentato una costante evoluzione: dai patchwork ai ricami e il macramè rivendicato come un’arte d’avanguardia fino alle vele, da lei chiamate «enti».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Le blue chips di Arco 2020 (Febbraio 2020)
Madrid. Non ci sono state le grandi polemiche di altri anni, quando i prigionieri politici di Santiago Sierra o il fantoccio del re Felipe VI accaparravano tutte le cronache; comunque anche questa 39ma edizione di Arco, la principale fiera di arte contemporanea di Spagna, è iniziata con una diatriba. La storia viene da lontano, dal 2016 quando la galleria My Name’s Lolita Art, esclusa dalla fiera (ogni anno resta fuori il 60% delle candidate), presentava una denuncia per favoritismi, opacità e discriminazione nel processo di selezione.

 

Joan Jonas marinaia oceanica (Febbraio 2020)
Joan marinaia oceanica (Il Giornale delle Mostre)
Madrid. Dopo una presentazione durante l’ultima Biennale, nel nuovo Ocean Space che la TBA21, la fondazione di Francesca Thyssen, ha aperto a Venezia nella Chiesa di San Lorenzo, una nuova e più ampia versione di «Joan Jonas: Moving Off the Land II» arriva al Museo Thyssen di Madrid grazie all’accordo di collaborazione firmato dalle due istituzioni.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Il Mnac si amplia nel Padiglione Vittoria Eugenia (Febbraio 2020)
Barcellona (Spagna). L’annuncio dell’ampliamento del Museu d’Art Contemporani de Barcelona-Macba è stato il colpo di grazia e la Generalitat (il Governo autonomo della Catalogna) non ha più potuto sottrarsi alle pressioni della direzione del suo museo più importante, il Museu Nacional d’Art de Catalunya (Mnac) che da anni richiede più spazio.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

La prima ARCOmadrid diretta da Maribel López (Febbraio 2020)
Questione di tempo (Il Giornale delle Mostre)
Madrid. Sono 11, due in meno che negli ultimi anni, le gallerie italiane presenti alla 39ma edizione di ARCOmadrid, la principale fiera di arte contemporanea di Spagna che si tiene dal 26 febbraio all’1 marzo. La prima edizione diretta da Maribel López, che raccoglie il testimone lasciato da Carlos Urroz dopo otto anni, non avrà il consueto Paese invitato, ma si articolerà intorno a un concetto «It’s Just a Matter of Time».
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Parole come opere (Febbraio 2020)
Barcellona. Creata dalla giovane ereditiera italo-norvegese Vanessa Salvi, la Blueproject Foundation ha aperto le porte nel quartiere del Born, a due passi dal Museo Picasso, nel 2013. In questi anni è riuscita non solo a ritagliarsi uno spazio nel competitivo panorama barcellonese, ma anche a consolidarlo con un programma intelligente che alterna giovani emergenti con nomi di grande richiamo come Pistoletto, Elmgreen & Dragset o Ignasi Aballí.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Torino modello per Madrid (Febbraio 2020)
Madrid. Durante tutto il mese di febbraio, la terza edizione del Madrid Design Festival inonderà la capitale spagnola di appuntamenti che celebrano il potere trasformatore e innovatore del design: più di 250 eventi, tra cui 66 mostre e 12 installazioni. Il festival, che coinvolge 400 specialisti dei diversi rami di questa disciplina, ha come ospite d’onore Torino, riconosciuta dall’Unesco «città creativa» e culla d’icone del XX secolo come molte automobili, disegnate, per esempio, da Pininfarina e Bertone.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Cajasol: 12mila mq e 7mila opere (Febbraio 2020)
Siviglia (Spagna). Dopo 4 anni di lavori e un investimento di 4,5 milioni di euro, la Fundación Cajasol ha inaugurato un nuovo complesso culturale, di 12mila metri quadrati, consacrati alle diverse forme artistiche: teatro, musica e arti plastiche.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.405, Febbraio 2020)

 

Un milione a Miró per il compleanno del mecenate
Barcellona. La Fundació Miró chiude un anno segnato dalle difficoltà economiche (che ha raggiunto il suo momento più critico con il discusso licenziamento di sette dipendenti) con un’inaspettata e straordinaria donazione. L’impresario farmaceutico, collezionista e filantropo Antoni Vila Casas ha festeggiato il suo 89mo compleanno con un regalo alla Fondazione del suo artista preferito: un milione di euro che verserà in quote di 100mila euro all’anno, da qui al 2030.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

Il turismo mistico
Barcellona. Non è una novità che la Chiesa sfrutti il potenziale turistico del suo patrimonio e a maggior ragione in una città come Barcellona che continua a battere record di visitatori: da gennaio ad agosto 2019 ha ricevuto 8 milioni di turisti (22 milioni di pernottamenti), il 6% in più rispetto al 2018.
3D nel Monastero di Pedralbes
Barcellona. S’intitola «Dietro le mura del monastero. Settecento anni di una storia tutta al femminile», la nuova esposizione permanente che racconta la storia del Monastero di Pedralbes, dalle sue origini ad oggi.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

30 anni in 30 opere (Gennaio 2020)
Santiago de Compostela (Spagna). Il Centro Galego de Arte Contemporánea (Cgac) ripercorre trent’anni di carriera di Pedro Cabrita Reis (Lisbona, 1956) in una mostra, curata da Susana González e dal direttore del centro Santiago Olmo, che riunisce le sue serie più rappresentative. La rassegna, aperta fino al 2 febbraio, si articola in una trentina di opere dieci delle quali sono state realizzate specificamente per l’occasione e due interventi site-specific all’esterno dell’edificio disegnato da Alvaro Siza.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

Quattro gatti modernisti (Gennaio 2020)
Barcellona. Antoni Gaudí detestava essere fotografato, per questo le sue immagini sono così rare. Non stupisce quindi l’interesse suscitato da due ritratti inediti dell’architetto: un acquarello che lo raffigura intento a progettare e un carboncino in cui lo si vede moribondo dopo essere stato investito da un tram il 7 giugno 1926. Entrambi sono di Ricard Opisso (nella foto, un autoritratto), tra i principali disegnatori del Modernismo, e figurano nella mostra «Barcellona e Els Quatre Gats», che fino al 28 febbraio ricrea nella Galeria Gothsland la mitica caffetteria dove si riunivano gli artisti modernisti.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

Il Macba cresce: nel 2022 una nuova ala (Gennaio 2020)
Barcellona. I politici hanno finalmente messo un punto finale alla disputa tra salute e cultura che da mesi occupa le pagine dei giornali e i dibattiti radiofonici (la tv preferisce occuparsi di gossip). La Cappella della Misericordia, in un primo momento assegnata al Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba), accoglierà il nuovo centro sanitario del quartiere, mentre il museo si estenderà in una nuova costruzione di tre piani e 2.800 metri quadrati.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 

Il fascino degli abissi (Gennaio 2020)
Barcellona (Spagna). Una delle superstizioni del mondo marino attribuisce sciagura a chi imbarca una donna, ma è meno noto che anche i preti e i conigli sono banditi dalle navi per la loro relazione con la fertilità, capace di causare caos nell’universo chiuso della barca. E altrettanto estesa è la lista delle contromisure da adottare. Questo e molto altro racconta la mostra «Canti delle sirene. Fascinazione e abissi», che fino al 16 maggio riunisce sotto le volte gotiche del Museu Marítim miti e leggende intorno al mondo marino.
(Edizione in PDF de Il Giornale dell’Arte n.404, Gennaio 2020)

 


 

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